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23 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 10:12 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXI - Numero 10/2003 - OTTOBRE 2003

Logistica

La logistica del dopoguerra in Iraq

Per i vettori marittimi ed i 3PLs che effettuano operazioni in Medio Oriente, l’Iraq rappresenta la terra delle opportunità. Ciò è divenuto ufficiale nello scorso mese di maggio, al momento delle azioni sul territorio intraprese dalle Nazioni Unite e dal Governo degli Stati Uniti. Al momento della dichiarazione ufficiale della conclusione della guerra, nessun organismo ha sprecato tempo nell’abolire tutte le limitazioni agli scambi - fatta eccezione per le armi - tra le imprese con sede in Iraq e quelle che non vi hanno sede.

L’emanazione della Risoluzione ONU 1483 ha reso nulle e prive di efficacia le risoluzioni 661 e 778 inerenti all’embargo commerciale, emanate rispettivamente nel 1990 e 1992. Anche l’OFAC (Ufficio Controllo Beni Esteri), un dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, ha abrogato le limitazioni commerciali rilasciando una licenza generale valida per tutte le imprese che hanno in programma l’esportazione di merci in Iraq.

Al fine di sottolineare le opportunità per i fornitori di servizi logistici, nello scorso mese di luglio l’ufficio dell’ONU del Programma Iraq Petrolio in cambio di Cibo ha emanato il seguente provvedimento rispetto alla Risoluzione 1483: "I contratti relativi a più milioni di dollari per le attrezzature pesanti e le parti di ricambio destinati ai settori iracheni petrolifero ed elettrico hanno ricevuto la priorità in ordine alla consegna immediata, a seguito delle consultazioni di questo mese con la CPA (Autorità Provvisoria della Coalizione), i rappresentanti iracheni e le agenzie dell’ONU. I regolari incontri settimanali degli esperti delle Nazioni Unite ed iracheni e dei consulenti della CPA hanno da allora prodotto un elenco di 1.419 contratti, con articoli per complessivi 1,95 miliardi di dollari USA".

L’altra facciata di questa carta bianca commerciale è l’ormai noto collasso della legge e dell’ordine in molte parti del paese. La diffusa pratica del saccheggio rende l’Iraq un mercato pericoloso per i fornitori di logistica. Vi è anche una carenza di infrastrutture di base, inerenti alle forniture idriche, elettriche ed alla sanità.

La situazione di saccheggio, unitamente all’insufficiente sicurezza, hanno creato grossi problemi al porto iracheno di Umm Qasr. Il porto è situato nell’Iraq sud-orientale, nei pressi della città di Bassora, vale a dire in un punto assai problematico. Secondo un vettore marittimo, grandi quantitativi di containers e pallets contenenti articoli essenziali quali alimentari e vestiario, sono stati scaricati ad Umm Qasr ma non si muovono dalle banchine.

Si tratta di spedizioni importate da agenzie di aiuti umanitari, che noleggiano navi per trasportare merci dall’Europa, dall’Asia e dagli Stati Uniti destinandole ad organizzazioni non governative di tutto l’Iraq. Sebbene le consegne siano importate sotto gli auspici del Programma Mondiale per il Cibo delle Nazioni Unite, così come nell’ambito dei suoi programmi educativi e sanitari, sono pochi gli spedizionieri che hanno voglia di trasportare le merci a Bassora, Baghdad, Mosul ed in altre importanti città, per timore dei saccheggi nel tragitto.

Le operazioni terminalistiche ad Umm Qasr vengono gestite dalla SSA Marine, che ha sede negli Stati Uniti. Alla società è stato appaltato un contratto provvisorio annuale, con scadenza nell’aprile 2004, da parte del governo statunitense, tramite la USAID (agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale). Questa contratto non è senza difficoltà per la SSA Marine: a giugno, il suo personale se l’era filata temporaneamente in Kuwait, a causa dei saccheggi e dell’inadeguata sicurezza in porto, che è situato nei pressi del centro cittadino.

La loro mossa era comprensibile. Il portavoce di un 3PL globale, che non ha voluto essere identificato, spiega: "Bande organizzate di saccheggiatori rubano tutto ciò che possono, compresi i cavi elettrici che forniscono l’energia al porto ed alla città di Umm Qasr. Hanno privato i cavi dei loro rivestimenti e poi ne hanno trasportato grandi quantitativi sino a Bassora e perfino a Baghdad".

Secondo Bob Watters, vice presidente ed amministratore delegato per l’Asia della SSA Marine, la società adesso dispone di propri generatori elettrici per far funzionare il porto. Egli ha dichiarato che, considerati tutti i problemi, si stanno facendo buoni progressi. Il dragaggio degli ormeggi sino ad una profondità uniforme di 11 metri, intrapreso dalla società d’ingegneria Bechtel, è ben avviato e le quattro gru a cavaliere del porto sono nuovamente operative. Fino ad ora, solo le navi con attrezzature di bordo potevano scaricare merci ad Umm Qasr.

Fino a tutto lo scorso mese di luglio, il solo vettore marittimo ad assicurare un servizio merci commerciale alla volta di Umm Qasr era l’operatore feeder con sede a Dubai Simatech Shipping, sebbene ci si aspetti che altre compagnie di navigazione presto possano introdurre allacciamenti con lo scalo, tra cui la Global Container Lines e la Silver Seas Shipping. Per quanto la Simatech Shipping speri di assicurare un servizio feeder settimanale tra i porti di Dubai ed Umm Qasr, al momento attuale esso è irregolare. Ciò in parte è dovuto alla carenza di carichi ed in parte ai tempi di lavorazione-nave ad Umm Qasr, che sono superiori ad una settimana.

Nessun vettore globale attualmente effettua servizi ad Umm Qasr a causa dell’ambiente caotico ed insicuro, oltre al fatto che le operazioni di dragaggio sono ancora in corso. Anche se la Maersk Sealand afferma di essere uno dei primi vettori globali ad avere insediato propri dipendenti in Iraq, alcuni anni fa, né essa né la Maersk Logistics attualmente portano carichi nel paese con qualsivoglia modalità di trasporto. L’aeroporto di Baghdad non è ancora aperto ai carichi commerciali, in ogni caso, fatta eccezione per un piccolo numero di 3PLs che hanno ottenuto speciali diritti di atterraggio.

La Gulf Agency Company, del Kuwait, che fornisce servizi di logistica così come di agenzia marittima, dalla fine di aprile è presente in permanenza nel porto di Umm Qasr. Secondo Patrick Hallden, amministratore delegato della società, essa ha movimentato la prima nave mercantile che ha scaricato aiuti umanitari, fungendo da agente marittimo del Programma Cibo delle Nazioni Unite.

Altri vettori stanno effettuando preparativi inerenti alla movimentazione di spedizioni commerciali alla volta dell’Iraq nell’immediato futuro. La PONL (P&O Nedlloyd) sta programmando l’effettuazione di scali ad Umm Qasr, ma non fino a quando non sarà sicuro farlo. Ciò avverrà tramite operatori terzi di raccordo, dal momento che la maggior parte delle sue navi che servono la regione sono troppo grandi per scalare il porto.

Mike Wallbanks, direttore generale della PONL per la regione del Medio-Oriente, sostiene: "Al momento è una situazione fluida. Quando essa migliorerà, stiamo programmando di implementare un servizio terrestre alla volta di varie destinazioni irachene da Aqaba e Beirut, così come direttamente ad Umm Qasr".

La UASC (United Arab Shipping Co), importante operatore ad Umm Qasr fino alla guerra, ha in programma la ripresa di un servizio feeder tra il porto e Dubai nel prossimo futuro. Fino all’inizio delle ostilità, il vettore ha effettuato servizi di raccordo dedicati per collegare Umm Qasr ai propri servizi pendolari AEC ed AMA e ad altri allacciamenti. Il vettore dispone di uffici in diverse città irachene, tra cui Bassora.

Jorn Hinge, vice direttore generale e primo dirigente traffici ed operazioni della UASC, precisa: "Una larga percentuale della popolazione irachena si concentra nella città e nel circondario di Bassora, di modo che noi stiamo pianificando l’importazione di carichi attraverso il Kuwait così come via Umm Qasr".

Ad agosto, la CMA CGM era pronta a ripristinare un servizio feeder, sospeso durante la guerra, dal porto di Khor Fakkan, negli Emirati Arabi Uniti, ad Umm Qasr. Farid Salem, amministratore delegato della CMA CGM, ha dichiarato a Containerisation International che la società dispone di 13 dipendenti in Iraq, situati a Baghdad ed a Bassora, e ha in programma l’apertura di un ufficio ad Umm Qasr.

Aggiunge però Salem: "Il fatto è, per noi, che da quando la SSA Marine ha dato inizio alle operazioni in porto, i costi inerenti alle movimentazioni terminalistiche sono aumentati dalle 10 alle 12 volte rispetto alle tariffe precedenti, da circa 10 dollari USA per contenitore a 110 dollari per un 20 piedi ed a 160 dollari per un 40 piedi. Peraltro, le gru a cavaliere non sono ancora funzionanti. Ci proveremo e negozieremo una riduzione di tale tariffa con la SSA Marine".

Salem ha spiegato che il piano consiste nella spedizione di beni di consumo dall’Asia a Khor Fakkan sul proprio servizio Super Galex, con trasbordo da lì ad Umm Qasr. I carichi dall’Europa destinati all’Iraq vengono spediti con il nuovo servizio "Mashrek-Maghreb", la cui frequenza è di nove giorni, che collega il Mediterraneo orientale con quello occidentale. Il vettore fornisce servizi di collegamento terrestre da Baghdad a Beirut (in Libano) ed a Lattakia (in Siria), gestito dalla CMA CGM Libano. Salem ha dichiarato che la CMA CGM fornisce altresì un distinto collegamento terrestre da Aqaba a Baghdad.

Secondo Jesper Kjaedegaard, dirigente capo regionale della Maersk per l’Asia centro-occidentale, con sede a Dubai, alcune delle spedizioni che questo vettore importa in Giordania, nel Kuwait e negli Emirati, che venivano consegnate ad imprese commerciali con sede in questi paesi, finiscono in Iraq. Il vettore non è coinvolto nella movimentazione di tali spedizioni al di là dei porti di Aqaba, Dubai, Shuaiba e Shuwaikh (gli ultimi due si trovano nel Kuwait). Le imprese commerciali provvedono allo sdoganamento presso questi porti, ma qualche carico viene venduto a terzi con sede in Iraq. Gli utenti finali iracheni provvedono all’autotrasporto oltre il confine per mezzo di merchant haulage proprio.

Spiega Kjaedegaard: "Tra le imprese commerciali e le società od i singoli iracheni avvengono transazioni per lo più in contanti, per l’acquisto di beni di consumo di base quali frigoriferi, pneumatici e sistemi di condizionamento d’aria. Le imprese commerciali situate al di fuori dell’Iraq importano tali articoli in Medio Oriente, via aria o mare, dall’Europa, dagli Stati Uniti e dall’Asia. Poiché l’Iraq non dispone di un sistema bancario commerciale, gli utenti finali non possono aprire lettere di credito, o provvedere con altri modi di pagamento, direttamente con i fornitori che hanno sede in Asia o negli Stati Uniti".

Per ironia della sorte, la mancanza di infrastrutture commerciali in Iraq sta apportando vantaggi a coloro che, nel paese, hanno i mezzi per acquistare articoli di consumo costosi, tipo le automobili. Un certo numero di 3PLs hanno spiegato che gli iracheni stanno traendo vantaggio dal fatto che non vi è attualmente alcun sistema di controllo doganale dei commerci in funzione alla frontiera del paese, mentre tutte le merci vengono importate esenti da dazi.

Le importazioni di auto attraverso il porto giordano di Aqaba stanno aumentando, dal momento che gli iracheni le movimentano in attesa di sdoganamento da lì all’Iraq, evitando di pagare tasse sui veicoli. L’aumento dei veicoli spediti alla volta di Aqaba ha causato il congestionamento del porto e ha indotto l’autorità portuale ad acquistare capacità di magazzinaggio in più. Ma ci si aspetta che ciò costituisca solo una scappatoia momentanea. Secondo Watters della SAA Marine, la DPA (Autorità Portuale di Dubai) ha un ruolo importante in ordine alla istituzione di un regime doganale in Iraq. La DPA assiste altresì la SSA Marine presso il porto di Umm Qasr, fornendo all’operatore terminalistico il personale di contabilità e gli interpreti.

Dato il costante incremento dei carichi commerciali che vengono movimentati verso l’Iraq, diversi 3PLs globali hanno iniziato a servire il mercato, malgrado i problemi, e hanno in programma l’espansione della propria gamma di offerte di servizio. Tra le ditte in questione vi sono la Menlo Worldwide, la Panalpina, la Matrix International (una consociata della GeoLogistics), la EGL, la Exel e la TNT Express. Con l’eccezione della EGL, tutte queste società servono il mercato iracheno attraverso un socio locale, con sedi sia in Iraq che in un altro paese medio-orientale.

Dal momento che l’ingresso in Iraq attraverso l’aeroporto di Baghdad ed il porto di Umm Qasr non rappresentano opzioni praticabili, le merci provenienti dall’Asia, dagli Stati Uniti e dall’Europa vengono spedite via aria o mare in Giordania, Siria, Turchia e Dubai, da dove poi sono trasportate via strada in Iraq. A causa della situazione politica esistente tra Stati Uniti e Siria, quest’ultima non può essere utilizzata per le spedizioni di aiuti umanitari, ma rappresenta un’opzione per i carichi commerciali.

I 3PLs hanno ampliato la gamma di paesi di cui si servono alla luce della localizzazione delle consegne in Iraq. Ad esempio, la Turchia è la base più pratica da cui servire Mosul ed altre città dell’Iraq settentrionale. Inoltre, alcuni 3PLs sono preoccupati dal fatto che le tradizionali località che fungono da centri di consolidamento del Kuwait e di Dubai potranno essere invase dai carichi diretti in Iraq, quando si verificherà l’attesa esplosione dei carichi.

Alcuni dei summenzionati 3PLs erano già impegnati nella movimentazione delle merci alla volta dell’Iraq prima e nel corso dell’ultimo conflitto. Le loro principali opportunità risiedono nell’assicurare le forniture essenziali direttamente alle forze della coalizione, nel portare all’interno del paese gli aiuti umanitari per conto del programma Petrolio in cambio di Cibo e degli altri programmi dell’ONU, ovvero nel movimentare prodotti sanitari, educativi od altre merci per le organizzazioni non governative.

Tali programmi continuano, assicurando ai 3PLs grossi volumi di carichi, e consentendo loro di sviluppare reti logistiche (normalmente attraverso operatori terzi) in tutto l’Iraq. La Menlo Worldwide movimenta 20.000 bottiglie d’acqua al giorno per i militari statunitensi, i principali clienti del 3PL in Iraq. La società movimenta altresì alimentari ed altri articoli essenziali destinati a magazzini militari in tutto il paese.

Fred Lucha, amministratore delegato della Menlo Worldwide per la gestione trasporto merci globale, spiega: "Noi riforniamo tutte e nove le basi statunitensi in Iraq dal Kuwait, dove vengono consolidate le spedizioni d’acqua e di altri articoli. Ci serviamo di imprese di autotrasporto sia kuwaitiane che irachene, che trasportano le merci in tre depositi, a Mosul, Bassora e Baghdad, da dove vengono distribuite alle basi. La Menlo Worlwide ha 17 dipendenti dislocati in Iraq, dedicati a questa operazione.

La Exel, in collaborazione con il suo agente CML, spedisce in Iraq da 10 anni carichi nell’ambito del programma "Petrolio in cambio di Cibo". Dalla fine della guerra, tale attività è stata allargata ai carichi commerciali, così come agli aiuti di soccorso, grazie alle nuove opportunità emerse. Le spedizioni muovono via terra dal porto di Aqaba e dall’aeroporto di Amman alla volta di Baghdad.

Lucha ha dichiarato che la Menlo Worlwide ha ricevuto richieste di informazioni da parte di imprese di impianti elettrici e di ingegneria in Iraq in ordine ad una serie di carichi multispedizione. Di conseguenza, il 3PL ha istituito tariffe per tonnellata con imprese di autotrasporto operative presso i porti di Aqaba e Mersin, gli aeroporti di Amman ed Istanbul, nonché gli scali portuale ed aeroportuale di Dubai. Lucha, come altri dirigenti del settore, prevede anche un’esplosione della domanda dei carichi in seguito allo sviluppo del vasto settore industriale iracheno del petrolio e del gas.

Hallden, della GAC, le cui combinazioni di servizi logistici e marittimi ad Umm Qasr le danno un vantaggio in termini di concorrenza rispetto ad alcuni 3PLs, dichiara: "Prevediamo un mucchio di opportunità. L’Iraq è un mercato di enorme potenziale, specialmente nell’ambito del settore petrolifero, ma ora anche dei settori della progettazione e dell’edilizia".

L’attuale base clientelare della Panalpina in Iraq è varia, e comprende organizzazioni di soccorso, imprese impegnate nel programma di ricostruzione delle infrastrutture, nonché industrie del petrolio e del gas. I prodotti che spedisce spaziano dalle viti alle turbine ed ai compressori per completare gli impianti di trivellazione del petrolio.

Alla luce degli ingenti volumi di spedizione che essa tratta, Jörg Eggenberger, direttore generale del 3PL per l’Africa, il Medio Oriente e l’Asia Centrale, rivela: "La Panalpina ha designato una delegazione commerciale addetta allo sviluppo commerciale dell’Iraq, che coordina i traffici con i nostri partners selezionati nel paese. Lo sviluppo è enorme, e diffuso in un’ampia area. Di conseguenza, siamo stati in grado di designare soci in tutte le città e le località dello sviluppo.

La Panalpina attualmente si serve dei porti circostanti (al di fuori dell’Iraq) per scaricare il materiale. Ci serviamo altresì di vettori presenti negli aeroporti del Kuwait e della Giordania, i quali effettuano numerosi voli charter utilizzando gli Antonov 124, un aereo dotato di una capacità di carico sino a 150 tonnellate. Essi volano in Kuwait e negli Emirati Arabi Uniti, da dove un raccordo via strada provvede al collegamento con l’Iraq".

Al contrario, la EGL è un nuovo arrivato nel mercato iracheno, ma non nella regione del Medio Oriente. Il 3PL in questione differisce dai suoi concorrenti nel senso che effettua operazioni senza partners, movimentando i carichi commerciali direttamente nel paese ed avendo iniziato con piccoli volumi.

Secondo Chris Cahill, vice presidente della EGL per il Medio Oriente ed il sub-continente indiano, il 3PL ha ottenuto i diritti di atterraggio all’aeroporto di Baghdad, ed ora assicura un servizio aereo settimanale da Dubai a Baghdad, noleggiando un aeromobile AN12 dalla capacità di 12 tonnellate. La EGL ha altresì noleggiato due chiatte per trasportare una fornitura di impianti elettrici da Dubai ad Umm Qasr.

La DHL adesso offre sino a sei voli diretti giornalieri da Bahrain all’aeroporto di Baghdad, dal momento che ha già ottenuto il contratto relativo alla posta militare statunitense. Essa dispone altresì di servizi di autotrasporto dal Kuwait alle destinazioni di Bassora, Talil ed Umm Qasr nell’Iraq meridionale, così come di un servizio aereo interno nel paese.

Il concorrente della DHL, la TNT Express, effettua un servizio stradale giornaliero da Amman a Baghdad, tramite il proprio partner IKE Express, la maggiore società di corrieri di Baghdad. Tim Steel, direttore generale delle consociate della TNT Express con sede a Dubai, ha dichiarato che vengono utilizzate guardie armate per tutte le spedizioni. Ma la società intende inaugurare un hub per il trasporto merci aereo a Baghdad quando sarà il momento giusto. Quando sarà con precisione, questo momento, Dio solo lo sa.
(da: Containerisation International, settembre 2003)




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Anno XXI
Numero 10/2003

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