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03 December 2008 The on-line newspaper devoted to the world of transports 08:40 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS YEAR XXVI - Number 1/2008 - JANUARY 2008

Porti

Allarme dei porti per l'ondata di tempeste

L'intensificarsi delle tempeste che hanno colpito il Mare del Nord all'inizio di novembre ha posto le autorità portuali in stato di massimo allerta e ha fornito al Porto di Rotterdam ed al governo olandese l'opportunità di collaudare la barriera Maeslant sotto pressione.

Anche se molti comunicati stampa hanno parlato di una chiusura di Rotterdam nel corso della tempesta, il porto in realtà era ancora operativo al 50%, dato che la barriera impedisce l'accesso solamente alle parti orientali del porto, che sono a livello più basso, tra cui Vlaardingen, le banchine cittadine e Botlek.

Le aree di Maasvlakte ed Europoort situate ad ovest, che sono state realizzate ad una quota più elevata, dispongono di un accesso diretto al mare.

Il Maasvlakte 2 sarà costruito ad una quota leggermente ancora più elevata.

La barriera è stata chiusa dalle 23 circa di giovedì 8 novembre fino alle 18 circa del giorno successivo, comportando conseguenze per una sessantina di navi.

“Eravamo ben preparati a questo evento” ha dichiarato un portavoce del porto.

“Si è trattato di una chiusura programmata della barriera.

Il ministro dei trasporti la chiude sempre a settembre per controllare che funzioni bene ed era stato deciso che alla prima tempesta dopo quella data avremmo chiuso la barriera senza tener conto del fatto che fosse realmente necessario, al fine di collaudarla sotto pressione”.

La barriera andrebbe normalmente chiusa se si prevede che le maree raggiungano un apice di 3 metri rispetto al livello normale; le prime previsioni, nel caso citato, parlavano di 3,3 metri, mentre poi nella realtà la punta massima si è attestata a 2,6-2,7 metri.

I piani di Rotterdam relativi ad un'evenienza con previsioni di una punta di 3 metri iniziano con avvisi preliminari agli operatori marittimi ed altri soggetti, fino alla chiusura della barriera.

“E' andato tutto molto bene” afferma il portavoce del porto.

“Per noi si tratta di una semplice routine; se si sa in anticipo come stanno le cose, non c'è nessun problema”.

Dal punto di vista del porto, un problema maggiore da prevenire deriva non dal mare ma piuttosto dall'hinterland.

“Poiché il Reno passa gradualmente da fiume con acque di fusione a fiume con acque piovane, ne risultano picchi maggiori e più frequenti: si tratta di una cosa che dobbiamo affrontare” ha dichiarato il portavoce.

“Punte più elevate e basse maree inferiori provocano un impatto sul trasporto fluviale.

Tale frangente provoca altresì preoccupazione per gli impianti industriali ed elettrici nell'hinterland.

“Questa situazione porta con sé minacce ma anche opportunità, quali gli impianti di carbone che vengono nell'area portuale”.

Il Porto di Felixtowe è stato afflitto dal vento che ha indotto la marea, piuttosto che dalla marea stessa.

“Noi ovviamente stavamo monitorando l'altezza della marea, le previsioni e la potenziale altezza dell'ondata” afferma il portavoce Paul Davey.

“In ogni caso, la marea in realtà non ha raggiunto l'altezza prevista, ed anche quest'ultima era ben al di sotto dell'altezza di banchina che abbiamo qui.

Sebbene non ritenessimo che si potessero verificare interruzioni del servizio di qualche rilievo, eravamo preparati ed avevamo predisposto piani di emergenza nel caso le previsioni si fossero rivelate sottostimate”.

Il porto è stato chiuso a causa dei forti venti per un certo periodo nel corso della notte di giovedì e poi dalle prime ore di venerdì mattina sino a quasi metà giornata.

“C'è di buono che le maree possono essere previste, di modo che non ci sono sorprese” ha detto Davey.

“E non ci sono previsioni nel senso che ci si aspetta che la marea nell'immediato futuro possa superare l'altezza delle banchine.

Com'è ovvio, se le previsioni dovessero mutare, dovremmo occuparci delle difese portuali dal livello del mare; esse, peraltro, al momento sono alquanto adeguate.

Chiaramente, siamo tutti consapevoli del dibattito in corso sui cambiamenti climatici e sul potenziale aumento del livello del mare”.

Le precauzioni prese a Felixtowe includevano lo spostamento delle gru bordo-costa al Trinity Terminal allo scopo di prevenire qualsiasi rischio che le navi si impigliassero nelle gru a causa dei venti di tempesta.

Sono stati altresì messi in atto piani finalizzati ad isolare le componenti elettriche delle gru, nel caso si fossero verificate delle inondazioni.

Great Yarmouth si è trovata proprio in prima linea; centinaia di residenti del luogo sono stati evacuati in centri di accoglienza nell'imminenza dell'inondazione.

Eddie Freeman, dirigente in capo della Great Yarmouth Port Company, ha dichiarato: “Abbiamo un piano di reazione in atto per queste cose e gli avvisi dell'Agenzia per l'Ambiente erano corretti, così come lo è stato il suo approccio nel complesso.

Tutti hanno effettuato i preparativi di propria competenza, noi compresi, e fortunatamente non si è verificata l'altezza di marea prevista.

Abbiamo avuto un po' d'acqua che si è fatta largo tra le fognature a livello locale, ma poi si è subito ritirata”.

Non ci sono stati danni al porto e l'acqua non è tracimata, ha dichiarato Freeman.

Tuttavia, l'archivio dell'autorità portuale si trova nei fondi dell'edificio che ospita l'ente e perciò tutta la documentazione è stata portata ai piani superiori per precauzione.
(da: PortStrategy, dicembre 2007, pag. 15)


ITAL-PRO-RA.MAR. Fortune International Trasport Autorità Portuale di Taranto


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