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COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS
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ANNO XXVII - Numero 5/2009 - MAGGIO 2009
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Trasporto marittimo
La Maersk affronta la trasparenza dei THC
La polarizzazione dei due capi è stata ben illustrata
dall'entusiasmo suscitato all'inizio di quest'anno, quando la
Maersk, uno dei vettori maggiormente desiderosi di abbracciare la
causa della trasparenza dell'applicazione degli oneri nell'era
post-conferenze, ha apportato aggiustamenti al proprio sistema degli
oneri di movimentazione terminalistici in Asia.
L'iniziativa della Maersk di quest'anno finalizzata alla
liberalizzazione dei THC è stata accolta con critiche da
parte dei caricatori.
In Cina questo ha comportato un aumento sostanziale dei THC su
certe rotte: iniziativa, questa, intrapresa indipendentemente da
qualsivoglia accordo relativo alle conferenze.
La Maersk afferma di avere incrementato gli oneri per i porti
solamente al fine di bilanciare l'aumento degli oneri applicati dai
terminal da un certo numero di anni in qua.
I THC erano aumentati solo nella media del settore ed anche la
ristrutturazione aveva fatto parte della strategia del vettore
consistente nel rendere più trasparente la sua intera
struttura di applicazione degli oneri.
Gli organismi dei caricatori avevano protestato con vigore che,
in primo luogo, i costi di spedizione erano aumentati ed in secondo
luogo che i costi dei THC erano ancora distinti da quelli correlati
alle tariffe di nolo.
"E' stata semplicemente una mossa per recuperare introiti
in conseguenza del calo delle tariffe di nolo" afferma Sunny
HO, direttore del Consiglio dei Caricatori di Hong Kong.
Tuttavia, mediante la standardizzazione dei THC presso
determinati porti nell'ambito di ciascun traffico, la Maersk in
effetti non aveva fatto altro che ciò che molti caricatori
richiedevano, vale a dire semplificare l'onere e rendere le
informazioni maggiormente disponibili.
"Gli oneri THC presentavano livelli diversi" dichiara
Mikael Jensen, vice presidente del gruppo Maersk.
"Adesso essi sono stati resi assai più uniformi su
tutti i traffici che hanno origine in Cina".
Non li avevamo incrementati prima, forse a causa della nostra
partecipazione a conferenze, ma i costi di movimentazione
terminalistica erano in aumento da anni ed i THC non riflettevano
tale situazione". (da: portstrategy.com, 07.05.2009)
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