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3 settembre 2010 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 05.58 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXVII - Numero 5/2009 - MAGGIO 2009

Trasporto marittimo

La Maersk affronta la trasparenza dei THC

La polarizzazione dei due capi è stata ben illustrata dall'entusiasmo suscitato all'inizio di quest'anno, quando la Maersk, uno dei vettori maggiormente desiderosi di abbracciare la causa della trasparenza dell'applicazione degli oneri nell'era post-conferenze, ha apportato aggiustamenti al proprio sistema degli oneri di movimentazione terminalistici in Asia.

L'iniziativa della Maersk di quest'anno finalizzata alla liberalizzazione dei THC è stata accolta con critiche da parte dei caricatori.

In Cina questo ha comportato un aumento sostanziale dei THC su certe rotte: iniziativa, questa, intrapresa indipendentemente da qualsivoglia accordo relativo alle conferenze.

La Maersk afferma di avere incrementato gli oneri per i porti solamente al fine di bilanciare l'aumento degli oneri applicati dai terminal da un certo numero di anni in qua.

I THC erano aumentati solo nella media del settore ed anche la ristrutturazione aveva fatto parte della strategia del vettore consistente nel rendere più trasparente la sua intera struttura di applicazione degli oneri.

Gli organismi dei caricatori avevano protestato con vigore che, in primo luogo, i costi di spedizione erano aumentati ed in secondo luogo che i costi dei THC erano ancora distinti da quelli correlati alle tariffe di nolo.

"E' stata semplicemente una mossa per recuperare introiti in conseguenza del calo delle tariffe di nolo" afferma Sunny HO, direttore del Consiglio dei Caricatori di Hong Kong.

Tuttavia, mediante la standardizzazione dei THC presso determinati porti nell'ambito di ciascun traffico, la Maersk in effetti non aveva fatto altro che ciò che molti caricatori richiedevano, vale a dire semplificare l'onere e rendere le informazioni maggiormente disponibili.

"Gli oneri THC presentavano livelli diversi" dichiara Mikael Jensen, vice presidente del gruppo Maersk.

"Adesso essi sono stati resi assai più uniformi su tutti i traffici che hanno origine in Cina".

Non li avevamo incrementati prima, forse a causa della nostra partecipazione a conferenze, ma i costi di movimentazione terminalistica erano in aumento da anni ed i THC non riflettevano tale situazione".
(da: portstrategy.com, 07.05.2009)



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Anno XXVII
Numero 5/2009

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