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COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS JAHR XXVII - Anzahl 10/2009 - OKTOBER 2009

Legislazione

La Commissione Europea chiarisce le regole sui consorzi

Dal momento dell'annuncio che i consorzi di linea avrebbero potuto continuare ad essere automaticamente esentati dalla normale legislazione anti-trust nell'Unione Europea anche dopo la scadenza del regolamento 823/2000 ad aprile del 2010, sono state chiarite altre modifiche apportate alle regole.

Oltre alla riduzione dal 35% al 30% della quota di mercato massima per ciascun consorzio in ogni direttrice di traffico, è stato chiarito che gli accordi di noleggio degli slot di ciascun membro con altri vettori nell'ambito della stessa direttrice di traffico, ovvero i carichi trasportati nel contesto di distinti servizi che effettuano operazioni al di fuori del consorzio, debbono essere inclusi nel tetto del 30%.

Commentando tali limiti, Chris Bourne, c.e.o. della ELAA (Associazione Europea Affari di Linea), fa notare: “Non è l'ideale, ma è ragionevole.

Ciò che in realtà volevamo evitare - ed è stato evitato - è la precedente raccomandazione della Commissione Europea sulle aggregazioni secondo cui, quando un membro dispone di un accordo per il noleggio di slot con un vettore operativo in un altro consorzio nella medesima direttrice di traffico, allora tutti quanti i carichi di quel consorzio dovrebbero essere inclusi nel tetto del 30%”.

Con ELAA ed ESC che cantano vittoria per essere stati capaci di persuadere la Commissione Europea ad adeguarsi al proprio modo di pensare, è interessante dare un'occhiata agli altri principali cambiamenti.

In primo luogo, la ELAA aveva chiesto l'incremento al 50% del tetto massimo della quota di mercato, ma, con tutta probabilità, si era trattato di uno stratagemma da negoziati.

Sottolinea Bourne: “La Commissione Europea ha correttamente chiarito che se un consorzio viola il tetto del 30%, per ciò solo esso non commette necessariamente un illecito.

Questo è importante in relazione a qualcuno degli esili traffici nord-sud, laddove il tetto può essere facilmente sfondato.

La Commissione Europea ha solo detto che le parti devono poi solamente valutare la compatibilità del consorzio con le regole sulla concorrenza su base individuale”.

In secondo luogo, la Commissione Europea ha stabilito che i membri debbano essere in grado di ritirarsi da un consorzio senza penalità con un preavviso di sei mesi.

Tuttavia, il normale periodo iniziale di preavviso dalla data in cui il consorzio avvia le operazioni è stato ridotto da 36 a 24 mesi.

Rimarca Bourne: “Anche in questo caso, il periodo di preavviso non è l'ideale, ma la Commissione Europea ha proseguito chiarendo che per i consorzi altamente integrati il periodo massimo di preavviso può essere esteso a 12 mesi e che questo preavviso può essere dato solo dopo un periodo massimo iniziale di 36 mesi dalla data di entrata in vigore dell'accordo o, se avviene in seguito, dalla data d'inizio del servizio.

“Riassumendo, noi pensiamo, perciò, che il buon senso abbia prevalso, anche se non abbiamo ottenuto tutto ciò che volevamo”.
(da: ci-online.co.uk, 02.10.2009)



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