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COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS
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ANNO XXVIII - Numero 6/2010 - GIUGNO 2010
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Legislazione
La Commissione Marittima Federale smentisce le ipotesi di
deregolamentazione
La FMC (Commissione Marittima Federale) con sede a Washington
persiste nell'annacquare le aspettative secondo cui qualcuna delle
sue indagini in corso potrebbe indurre l'ente a seguire l'Unione
Europea quanto all'abolizione dell'immunità anti-trust per i
vettori marittimi nei traffici statunitensi.
Parlando in occasione della conferenza dei broker doganali e
degli spedizionieri di merci statunitensi il 13 aprile scorso, la
commissaria Rebecca Dye ha dichiarato ai partecipanti che, quali che
siano le risultanze dell'indagine portata avanti dalla Commissione
in ordine al divieto europeo sulle conferenze di linea, una qualche
forma della normativa degli Stati Uniti in materia resterebbe in
vigore.
“Sebbene io supporti l'avanzamento sul sentiero della
deregolamentazione, penso che non sia saggio implementare riforme di
spessore nel sistema statunitense della normativa in materia di
trasporto marittimo alla luce delle attuali condizioni economiche”
ha affermato la Dye ai partecipanti alla conferenza annuale
dell'Associazione Nazionale d'America dei Broker Doganali e degli
Spedizionieri, svoltasi a Rancho Mirage, in California.
“Tuttavia, anche se alla fine l'Unione Europea decidesse
di prendere in considerazione in questo senso il settore della
navigazione di linea internazionale, mi aspetto che gli Stati Uniti
continuino a fare affidamento su determinati aspetti del nostro
attuale sistema normativo marittimo”.
A novembre del 2009 la Commissione Marittima Federale aveva
esperito uno studio sull'impatto sui traffici marittimi statunitensi
dell'abrogazione da parte dell'Unione Europea dell'esenzione per
settori dall'antitrust.
Il sondaggio sta analizzando un periodo quinquennale dal 1°
gennaio 2006 al 31 dicembre 2010.
Successivamente, a marzo di quest'anno la Commissione ha
annunciato l'esperimento di un'indagine conoscitiva sulle capacità
dei vettori e sulla disponibilità di equipaggiamenti in
relazione ai traffici transpacifici in direzione ovest.
Questa iniziativa ha fatto seguito ad un'intensa azione di
lobbying da parte di alcuni adirati esportatori i quali affermavano
che i vettori marittimi stavano abusando della propria immunità
anti-trust al fine di meglio gestire la capacità e le tariffe
di nolo.
L'indagine conoscitiva è condotta dalla Commissaria Dye;
i primi riscontri dovrebbero essere pubblicati alla metà di
giugno e dovrebbero essere pronti per un'udienza plenaria del
Congresso il 2 luglio prossimo.
I commenti della Commissaria Dye sono giunti lo stesso giorno in
cui il Commissario Michael Khouri stava inviando un messaggio di
stampo simile ai partecipanti alla Conferenza Globale sulla
Navigazione di Linea di Containerisation International, che si è
svolta a Londra.
“L'abolizione dell'attentamente commisurata e limitata
immunità anti-trust statunitense potrebbe comportare il
raffreddamento della volontà e della capacità dei
vettori di esplorare e di realizzare efficaci misure di risparmio
sui costi a vantaggio di caricatori e consumatori” ha
dichiarato Khouri.
Egli ha inoltre suggerito che l'UE potrebbe rimpiangere la
propria audace iniziativa intrapresa in nome della libera
concorrenza, dal momento che sia la volubilità delle tariffe,
sia i livelli di servizio dei vettori hanno continuato a peggiorare,
nonostante la recente recessione.
Tuttavia, come ha ammesso Khouri, la decisione definitiva in
ordine a se abrogare o modificare la Ocean Shipping Reform Act del
1998, che disciplina il regime normativo in materia, sarà
presa a Capital Hill.
I legislatori potrebbero essere influenzati da argomentazioni
maggiormente emotive, come la prospettiva degli esportatori del
paese di essere tenuti in ostaggio dalle compagnie di navigazione di
proprietà estera.
(da: Container International, 01.06.2010)
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