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26 juillet 2014 Le quotidien en ligne pour les opérateurs et les usagers du transport 11:11 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXVIII - Numero 9/2010 - SETTEMBRE 2010

Porti

Portuali francesi di nuovo in rivolta

I porti francesi sembrano essere diretti verso un ulteriore periodo di tensione a causa dell'intransigenza del governo in ordine alla necessità di ridurre il proprio deficit di bilancio.

Ai primi di settembre molti impiegati pubblici hanno effettuato una giornata di sciopero in segno di protesta nei confronti di un'ampia gamma di provvedimenti di austerità, fra cui la proposta di aumento dell'età pensionistica da 60 a 62 anni.

Adesso i portuali del paese hanno deciso di alzare la posta, mediante l'estensione a regola di lavoro permanente a partire dal 16 settembre della loro iniziativa in corso mirata a ridurre di un'ora ogni giornata o turno di lavoro.

Ciò comporterà la rigorosa osservanza di tutta la normativa in materia di sicurezza.

Per di più, se entro la fine del mese non verranno compiuti progressi od effettuati investimenti nei porti, i portuali hanno dichiarato che fermeranno il lavoro nel corso dei fine-settimana.

Inoltre, questa iniziativa della Federazione Nazionale dei Porti e dei Docks andrà ad integrare tutte le altre intraprese dalla CGT (Confederazione Generale Francese del Lavoro) in ordine alle inaccettabili misure di rigore proposte dal governo francese.

Le autorità portuali francesi devono essere costernate circa i tempi dell'iniziativa, in quanto erano appena riuscite a giungere in dirittura d'arrivo per quanto riguarda la spinosa attuazione della riforma della legislazione portuale del governo francese, la quale prevede che i lavoratori e le gru statali vengano trasferite al settore privato.

Le trattative con i 220 gruisti statali di Le Havre dovranno essere ultimate entro aprile del prossimo anno, ma una recente svolta suggerisce che ciò avverrà con notevole anticipo.

I gruisti devono crederci, poiché si sono impegnati a non scioperare ulteriormente sino alla fine del procedimento.

La Francia non è la sola ad avere la necessità di ridurre il proprio deficit di bilancio.

Tuttavia, ciò che rende le sue filiere della distribuzione più vulnerabili rispetto alla maggior parte delle altre è l'elevato livello del coinvolgimento statale nei porti e nelle ferrovie.
(da: ci-online.co.uk, 13.09.2010)



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