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COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS
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ANNO XXVIII - Numero 9/2010 - SETTEMBRE 2010
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Porti
Portuali francesi di nuovo in rivolta
I porti francesi sembrano essere diretti verso un ulteriore
periodo di tensione a causa dell'intransigenza del governo in ordine
alla necessità di ridurre il proprio deficit di bilancio.
Ai primi di settembre molti impiegati pubblici hanno effettuato
una giornata di sciopero in segno di protesta nei confronti di
un'ampia gamma di provvedimenti di austerità, fra cui la
proposta di aumento dell'età pensionistica da 60 a 62 anni.
Adesso i portuali del paese hanno deciso di alzare la posta,
mediante l'estensione a regola di lavoro permanente a partire dal 16
settembre della loro iniziativa in corso mirata a ridurre di un'ora
ogni giornata o turno di lavoro.
Ciò comporterà la rigorosa osservanza di tutta la
normativa in materia di sicurezza.
Per di più, se entro la fine del mese non verranno
compiuti progressi od effettuati investimenti nei porti, i portuali
hanno dichiarato che fermeranno il lavoro nel corso dei
fine-settimana.
Inoltre, questa iniziativa della Federazione Nazionale dei Porti
e dei Docks andrà ad integrare tutte le altre intraprese
dalla CGT (Confederazione Generale Francese del Lavoro) in ordine
alle inaccettabili misure di rigore proposte dal governo francese.
Le autorità portuali francesi devono essere costernate
circa i tempi dell'iniziativa, in quanto erano appena riuscite a
giungere in dirittura d'arrivo per quanto riguarda la spinosa
attuazione della riforma della legislazione portuale del governo
francese, la quale prevede che i lavoratori e le gru statali vengano
trasferite al settore privato.
Le trattative con i 220 gruisti statali di Le Havre dovranno
essere ultimate entro aprile del prossimo anno, ma una recente
svolta suggerisce che ciò avverrà con notevole
anticipo.
I gruisti devono crederci, poiché si sono impegnati a non
scioperare ulteriormente sino alla fine del procedimento.
La Francia non è la sola ad avere la necessità di
ridurre il proprio deficit di bilancio.
Tuttavia, ciò che rende le sue filiere della
distribuzione più vulnerabili rispetto alla maggior parte
delle altre è l'elevato livello del coinvolgimento statale
nei porti e nelle ferrovie. (da: ci-online.co.uk, 13.09.2010)
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