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COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS
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ANNO XXVIII - Numero 9/2010 - SETTEMBRE 2010
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Trasporto fluviale
I porti cinesi traggono vantaggio dalla spinta delle idrovie
Secondo una recente pubblicazione, il rilievo dei porti fluviali
cinesi è in crescita in conseguenza dei prezzi del carburante
in aumento, del peggioramento della congestione stradale e della
ricerca di forme più "verdi" di trasporto.
Il dirottamento verso il meno caro hinterland è stato
sospinto dal governo centrale che ha offerto vantaggi fiscali alle
ditte che avessero accettato di spostarsi in loco.
Il governo ha ora altresì deciso che le idrovie
diventeranno un'alta priorità per la pianificazione e gli
investimenti coordinati, allo scopo di offrire una modalità
alternativa di trasporto nel giro dei prossimi dieci anni, come
spiega l'ultima edizione dello "Yangtze Transport: Accessing
China's Interior".
Saranno investiti fondi nel dragaggio allo scopo di migliorare
la qualità della dorsale dello Yangtze quale canale
navigabile, mentre il programma di standardizzazione dei battelli
sarà accelerato al fine di dismettere più rapidamente
le navi vecchie.
Sarà introdotta una nuova normativa per minimizzare il
consumo di energia e le emissioni di carbone.
I risultati in termini di carichi presso i 24 maggiori porti
sulla dorsale dello Yangtze sono ancora relativamente modesti e
concentrati per lo più sul tratto inferiore: i porti di
Jiangsu da Taicang a Nanjing hanno rappresentato lo scorso anno il
67% dei risultati complessivi dello Yangtze in termini sia di
contenitori che di merci generali.
Tuttavia, la dinamica sembra essere in fase di cambiamento, per
quanto con lentezza, dal momento che un numero sempre maggiore di
produttori installa impianti nelle province centrali ed occidentali.
Il rapporto economico nota che quattro ditte (il maggiore gruppo
globale attivo nella cosmesi L'Oreal, la TPV con sede a Taiwan, la
LWB Refractories e la Terex Corporation, che ha un'associazione
d'impresa con la Changjiang Engineering Crane) hanno allo studio le
opzioni inerenti a reti di spacci aziendali e ferrovie integrate con
le idrovie, nonché l'impatto di nuove infrastrutture sulla
logistica complessiva, fra cui le emissioni. (da:
portstrategy.com, 30.09.2010)
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