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27 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 08:23 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXX - Numero 16 MARZO 2012

Trasporto ferroviario

Netanyahu pensa che la ferrovia Mar Rosso-Negev possa stimolare i traffici con la Cina

Israele ha in programma la realizzazione di un collegamento ferroviario fra i suoi porti del Mar Rosso e del Mediterraneo finalizzato a fungere quale alternativa terrestre al Canale di Suez ed a stimolare l'incremento dei traffici dalla Cina, dall'India e da altri paesi asiatici.

Il consiglio dei ministri ha approvato il 5 febbraio scorso la realizzazione di una linea di 350 km per collegare la città di Eilat, unico porto in acque asiatiche di Israele, all'attuale sistema ferroviario, che si connette al porto di Ashdod.

Il progetto dovrebbe partire al più presto, quest'anno.

Per il primo ministro Benjamin Netanyahu, il collegamento rappresenta un mezzo per incrementare i traffici con le economie in espansione dell'Asia, riducendo la dipendenza dai tradizionali mercati di esportazione di Israele in Europa e negli Stati Uniti e trasformando Israele in uno hub di scambi commerciali del Medio Oriente.

Il premier israeliano afferma che poter disporre di una direttrice di trasporto merci terrestre alla volta del Mediterraneo darà impulso al valore del paese quale partner strategico della Cina e dell'India e che sarebbe “utile” nel caso che insorgessero “problemi” con il Canale di Suez.

“Come possiamo far sì che le grandi economie asiatiche si interessino a noi?” si è chiesto Netanyahu nel corso di un'intervista con il Bloomberg News a Tel Aviv il 20 febbraio scorso.

“Possiamo costruire una linea ferroviaria dal Mar Rosso ad Ashdod che colleghi l'Asia all'Europa”.

Il progetto “contribuirà ad aprire i mercati”.

I responsabili israeliani in occasione di recenti trattative con le loro controparti cinesi ed indiane hanno ipotizzato la possibilità che imprese di quei paesi prendano parte alla costruzione ed alla effettuazione di operazioni nell'ambito del progetto dal costo stimato in 8,6 miliardi di shekel (2,3 miliardi di dollari USA); il governo si aspetta che la realizzazione del progetto richieda cinque anni di tempo a partire dall'inizio dei lavori di costruzione.

Esportazione di prodotti chimici

Il governo stima che il collegamento ferroviario moltiplicherà i traffici merci presso il porto di Eilat, che movimenta principalmente esportazioni di prodotti chimici alla volta di mercati asiatici, dai quali importa merci varie.

Secondo uno studio del ministero dei trasporti, le esportazioni di prodotti chimici da Eilat che nel 2008 avevano totalizzato 2,4 milioni di tonnellate, potrebbero aumentare sino a qualcosa come 5,4 milioni di tonnellate nel 2020.

I contenitori spediti potrebbero incrementarsi da 2.000 a 210.000 TEU.

Il governo sta vendendo il porto ad operatori privati e si aspetta di completare tale processo entro quest'anno.

Il ministero delle finanze ha annunciato il 21 febbraio scorso che cinque imprese - Maman Cargo Terminals and Handling Ltd., Gadot Chemicals Tankers and Terminals Ltd., Papo Maritime Ltd., Mifalei Tovala Ltd. e Gold Bond Group Ltd. - hanno raggiunto uno stadio avanzato nel processo di vendita.

Per due mesi, dopo che il governo avrà adottato i provvedimenti finalizzati alla salvaguardia dei lavoratori del porto, i contendenti potranno presentare le offerte di gara.

La Mifalei Tovala è una consociata della Israel Chemicals Ltd. a partecipazione statale, che estrae minerali dal Mar Morto al fine di produrre potassa e fertilizzanti.

L'acquisizione del porto potrebbe contribuire a limitare le agitazioni dei lavoratori ed altri imprevisti che talvolta hanno ritardato le sue esportazioni in Asia, ha dichiarato Joseph Wolf, esperto finanziario della Barclays Capital di Tel Aviv.
(da: globalportstrategies.wordpress.com, 09.03.2012)



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