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23 July 2014 The on-line newspaper devoted to the world of transports 23:51 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXX - Numero 30 MARZO 2012

Studi e ricerche

Le previsioni per il 2012 sugli operatori terminalistici mondiali

Flessione economica globale, ripresa della domanda e volto mutevole degli investimenti nella rete terminalistica

Dal 2003, la Drewry Shipping Consultants pubblica un rapporto annuale che analizza il settore dei terminal container, concentrandosi sulle questioni-chiave ed in particolare sule attività e strategie degli operatori di terminal container a livello globale ed internazionale.

Il rapporto di quest'anno ha messo in evidenza un certo numero di nuovi sviluppi e nuove linee di tendenza interessanti.

Dopo la straordinaria sfida apportata dalla flessione economica del 2009, nel corso del quale quasi tutti gli operatori terminalistici hanno assistito alla significativa riduzione dei propri volumi, la maggior parte degli operatori di terminal contenitori a livello globale ha registrato un ritorno ad una robusta crescita dei volumi nel 2010.

I livelli di utilizzazione media dei terminal sono stati in genere in aumento e gli operatori hanno incrementato il proprio livello assoluto di margine operativo lordo rispetto a quello del 2009, sebbene sia assai significativo notare come anche nel 2009 il margine operativo lordo in termini percentuali fosse stato in gran parte conservato, il che aveva costituito un risultato notevole.

In termini assoluti, la HPH è stato l'operatore globale di terminal contenitori dai maggiori profitti, con un margine operativo lordo di 2 miliardi di dollari USA, in aumento rispetto agli 1,1 miliardi di dollari USA del 2009.

La PSA ha conseguito un margine operativo lordo di circa 1,3 miliardi di dollari USA, mentre la DP World ha conseguito un incremento del margine operativo lordo di 1,24 miliardi di dollari USA, rispetto agli 1,1 miliardi di dollari USA dell'anno precedente.

ICTSI, PSA, HPH, DP World e HHLA hanno tutte quante conseguito un margine operativo lordo superiore al 40% nel 2010.

La APM Terminals, nel contempo, ha incrementato il proprio margine sino a poco più del 20%, perseverando nella propria stabile linea di tendenza verso l'alto.

I principali operatori terminalistici internazionali hanno in genere mantenuto le proprie posizioni nel 2010 e quelli che hanno significativi interessi nei porti cinesi hanno conseguito una crescita particolarmente alta.

La PSA di Singapore è stata il principale operatore globale di terminal contenitori nel2010, con un risultato patrimoniale netto regolato di 51,3 milioni di TEU, vale a dire più alto del 14% rispetto al 2009.

La Hutchison Ports è situata al secondo posto in classifica, con 36 milioni di TEU, seguita dalla DP World con 32,6 milioni di TEU e dalla APM Terminals con 31,6 milioni di TEU.

La cinese COSCO Group è al 5° posto in classifica con 13,6 milioni di TEU, un po' dietro agli altri membri del gruppo dei primi cinque.

La posizione della PSA in cima alla classifica è rafforzata in modo significativo dalla propria quota del 20% della Hutchison Ports: nell'analisi della Drewry, infatti, la PSA vanta a credito i TEU della HPH, mentre la HPH li registra a debito.

Se non si tenesse conto di questo approccio - vale a dire, se non si valutasse la quota della PSA nella HPH - le cifre di PSA e HPH sarebbero rispettivamente di 42,3 e 45 milioni.

La crescita della domanda presto supererà l'espansione della capacità

Anche se vi sono ancora minacce alla ripresa economica globale a causa della crisi dell'Eurozona e delle trattative sul debito degli Stati Uniti, il giudizio generale è che la crescita economica globale sarà sostenuta per diversi anni a venire.

La Drewry ha inserito questa prospettiva più positiva nelle proprie anticipazioni e prevede che i risultati a livello mondiale dei porti containerizzati cresceranno in media di circa il 7,5% all'anno nel giro dei prossimi sei anni, aumentando di quasi 840 milioni di TEU nel 2016.

Ciò rappresenterebbe un incremento prossimo ai 300 milioni di TEU rispetto ai livelli del 2010, equivalente ad un aumento del 55%, percentuale davvero notevole che mostra l'effetto di una semplice crescita annua a cifra singola ora che il settore è cresciuto di una scala così grande.

È significativo che gli effetti della flessione debbano ancora vedersi nei relativamente bassi incrementi di capacità previsti per molti operatori e per l'intero settore, sebbene gli operatori globali stiano adesso riattivando molti investimenti nei terminal rinviati nel corso della crisi finanziaria.

Ciononostante, gli indicatori attuali sono nel senso che la crescita della domanda nei prossimi cinque anni oltrepasserà notevolmente l'espansione della capacità, comportando livelli di utilizzazione in rapido aumento in molti porti e regioni del mondo.

Le regioni del mondo in cui probabilmente ciò sarà più pronunciato sono l'Estremo Oriente ed il Sud-Est asiatico, in cui i livelli medi di utilizzazione potrebbero eccedere il 90% entro il 2016, a meno che altri progetti di espansione della capacità non vengano portati avanti al più presto.

Anche l'America Latina ed il Medio Oriente assisteranno a pressioni simili, unitamente all'Africa, quest'ultima in misura minore.

In mercati maturi quali il Nord America ed il Nord Europa la pressione è minore a causa del fatto che la crescita della domanda non ci si aspetta che sia altrettanto sostenuta.

Sorprendentemente, malgrado l'attuale seria congestione dei porti in India in particolare, i livelli medi di utilizzazione in Asia meridionale potrebbero calare entro il 2016 poiché c'è un certo numero di progetti di espansione molto grandi in cantiere.

Tuttavia, resta da vedere se essi verranno realizzati tutti quanti nelle proporzioni e secondo la tempistica suggerite dai loro sviluppatori.
(da: porttechnology.org, edition 52)



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