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COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS
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ANNO XXX - Numero 30 MAGGIO 2012
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Trasporto stradale
Si aggrava il problema dei transiti in Bielorussia
Le dispute diplomatiche e quelle territoriali fra
autotrasportatori stanno rendendo più difficile il transito
terrestre da/per Russia e Kazakhstan via Bielorussia.
Russia, Bielorussia e Kazakhstan (RBK) hanno costituito
un'unione doganale al fine di agevolare i propri traffici di
transito interregionali, ma le cose si sono poi rivelate difficili.
Da un lato, l'attuale zuffa fra l'Unione Europea e la
Bielorussia sul persistente presunto giro di vite di Minsk a danno
dell'opposizione politica e di altri attivisti alla fine ha
comportato sanzioni ed espulsioni “pan per focaccia” di
personale diplomatico.
I tre stati hanno condannato le sanzioni dell'Unione Europea e
la “lista nera” di rappresentanti della Bielorussia
quali impedimenti artificiosi per i traffici e come minacce alla
loro unione doganale, ma i caricatori ed i trasportatori stanno
cercando in misura sempre maggiore di aggirare la tratta terrestre
in questione, accedendo alla Russia ed al Kazakhstan attraverso gli
scali marittimi del Baltico orientale.
Per ragioni proprie e non correlate alla questione, cioè
la rappresaglia ai presunti blocchi ai trasportatori russi in
Polonia, la Russia ha ora aggravato il problema mediante
l'introduzione di limitazioni ai trasportatori di “paesi
terzi” (vale a dire le imprese non RBK).
Guarda caso, si tratta per lo più di trasportatori
polacchi che entrano in Russia ai sensi di permessi bilaterali
polacco-bielorussi che dovrebbero collegarli senza interruzioni
all'unione doganale di RBK.
Sino ad ora, i controlli sui documenti degli autotrasportatori
alle frontiere stradali fra Polonia e Bielorussia erano sufficienti
per entrare in Russia, di modo che agli autisti cui era consentito
di entrare in Bielorussia dalla Polonia era anche permesso, fino
all'inizio di maggio, di giungere sino in Russia e, se occorreva, in
Kazakhstan.
Tuttavia, la ASMAP (Associazione Russa dei Trasportatori
Stradali Internazionali) ha dichiarato che l'80% circa dei camion
che entrano in Russia dalla Bielorussia (attraverso il cosiddetto
corridoio di Smolensk) non hanno il permesso appropriato per entrare
in Russia.
Le misure repressive hanno comportato la comminazione di multe
salate e la formazione di code di camion al confine
polacco-bielorusso lunghe sino a 20 km.
L'Associazione Polacca dei Trasportatori Internazionali ha
chiesto a Varsavia di “intraprendere passi analoghi” e
di protestare al più alto livello diplomatico.
“Ci sono due giocatori che vogliono giocare nello stesso
mercato” afferma Konstantin Sharshakov, portavoce della ASMAP.
“Mentre la parte russa ritiene di avere una flotta di
camion abbastanza grande da assicurare in proprio il necessario
volume di trasporto, la Polonia è un paese di transito e le
autorità polacche tenteranno di ridurre al minimo il numero
dei permessi di transito rilasciati agli autotrasportatori russi”.
Al momento, Polonia, Lituania ed Ucraina hanno consigliato alle
ditte di trasporto di evitare la Bielorussia quando è
possibile e di cercare direttrici alternative per la Russia. (da:
worldcargonews.com, 21.05.2012)
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