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COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS
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ANNO XXX - Numero 29 GIUGNO 2012
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Trasporto intermodale
La questione dei finanziamenti TEN-T
Occorre dire qualcosa in ordine all'impatto politico e pratico
della richiesta di finanziamenti quali quelli correlati
all'iniziativa TEN-T (Rete Trans-Europea dei Trasporti).
Isabelle Ryckbost della Federazione Europea dei Porti Interni
sottolinea che i nuovi piani TEN-T significheranno un cambiamento
delle priorità e che una rete “di nucleo”
dovrebbe ottenere la maggior parte dei fondi, nonché che i
collegamenti ferroviari ed idroviari, piuttosto che quelli stradali,
saranno la priorità.
Tuttavia, la Ryckbost spiega che il far parte della rete di
nucleo “non rappresenta solo una lista dei desideri”,
dal momento che comporta alcuni seri obblighi anche se, normalmente,
assicura solo il 20% circa dell'investimento.
Certamente Eddy Bruyninckx di Anversa, Jens Meier di Amburgo e
Hans Smits dell'autorità portuale di Rotterdam affermano che
i fondi della Commissione Europea non dovrebbero essere meramente
sparsi fra i 27 stati membri dell'Unione Europea ma effettivamente
investiti nelle zone in cui si concentrano i maggiori volumi di
merci trasportate - le principali rotte dagli scali marittimi
all'hinterland - al fine di giovarsi delle efficienze degli attuali
corridoi.
Anche se ciò potrebbe essere visto come una tutela dei
propri interessi e la volontà di ampliare il divario fra
ricchi e poveri, in effetti qualche ragione ce l'hanno.
Come fa notare Annik Dirkx di Anversa, “i carichi vanno
dove batte il cuore dell'economia”.
A parte il fatto che per portare l'Europa meridionale alla
parità potrebbero volerci molti investimenti in più,
dice la Dirkx, la prima domanda è “precisamente, che
cosa stiamo cercando di ottenere?”.
La Dirkx sostiene che i porti del sud dovrebbero guardare al
proprio hinterland naturale piuttosto che a centinaia di km di
distanza.
“Concentriamoci sulla regione dove sono i carichi...
piuttosto che cercare di creare corridoi artificiali” afferma,
sottolineando come i porti meridionali traggano ancora vantaggi
dalle iniziative strutturali che ammontano a somme di gran lunga
maggiori di quelle assicurate dai fondi TEN-T.
Inoltre, un recente rapporto dei revisori dei conti della
Commissione Europea mostra come le finanze dei porti pubblici
sovvenzionati dall'Europa - concentrati per lo più a sud -
siano state dilapidate in progetti inerenti a porti che non sono mai
stati completati.
Ci sono inoltre, a loro dire, altri progetti che adesso avranno
bisogno di notevoli ulteriori investimenti prima di poter essere
utilizzati effettivamente.
I revisori hanno altresì concluso che nessuno dei paesi e
delle regioni sottoposti a revisione aveva piani di sviluppo
portuale a lungo termine in atto e che non è mai stata
valutata alcuna esigenza al fine di giustificare il conseguimento di
fondi dell'Unione Europea.
I risultati del rapporto solleveranno varie questioni ed
finiranno solo per aggiungere benzina al fuoco, oltre ad alimentare
le argomentazioni di Anversa, Rotterdam ed Amburgo. (da:
portstrategy.com, 21.06.2012)
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