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21 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 12:06 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXX - Numero 15 OTTOBRE 2012

Porti

Riforme e rimedi in Ucraina

La riforma normativa ucraina, cha va avanti balbettando da vari decenni, potrebbe ora ricevere una spinta in avanti dalla nuova Legge Marittima che si prefigge di preparare il terreno per la privatizzazione dei porti del paese.

Tuttavia, quest'ultima rischia di essere un'impresa in salita, dal momento che c'è un sacco di storia da lasciarsi alle spalle.

Andrew Griffiths della BMT e Steve Wray della OSC concordano entrambi sul fatto che in Ucraina siano state tentate varie associazioni imprenditoriali speculative, ma sembra che molto poche di loro sinora siano state effettivamente realizzate, essendosi impigliate nella rete della burocrazia ed in una certa mancanza di buon senso negli affari da parte degli imprenditori locali.

Non avrà aiutato il fatto che, mentre la TIS (Transinvestsservice) di Yuzhny è stata una che alla fine ce l'ha fatta malgrado i difficili rapporti con i proprietari dei porti locali gestiti dallo stato, gli altri avranno preso nota delle problematiche, afferma Andrii Kuzmenko, recentemente alla TIS.

Inoltre, la riforma si avvia ad andare per le lunghe “e si tratta di qualcosa che avrebbe dovuto cominciare molto, molto tempo fa” aggiunge Kuzmenko.

Non è solo la normativa che occorre ristrutturare per conseguire il massimo dai volumi.

“Un mucchio di terminal che sono cresciuti organicamente nel corso degli anni hanno inefficienze strutturali provocate internamente” afferma Michiel Yberna della APM Terminals.

Pertanto, le operazioni a Poti in Georgia della APM terminal sono assoggettate ad importanti cambiamenti, fra cui lo scavo in profondità degli ormeggi ed una nuova impostazione delle strutture, nel tentativo di far sì che Poti diventi un hub per la regione.

L'operatore sta investendo qualcosa come 100 milioni di euro nel porto, una somma davvero enorme per la Georgia, e punterà a spingere in alto la capacità del 50% sino a 22 milioni di tonnellate.

Tuttavia, sebbene possa attirare volumi da qualcuno dei suoi vicini del Mar Nero, l'operatore non mira ad una vera e propria concorrenza diretta con i porti turchi del Mar di Marmara, poiché nelle attuali circostanze le linee di navigazione containerizzate non vogliono né possono saltare i porti turchi, spiega Yberna.

L'operatore sta crescendo ed il ruolo della componente normativa non può essere sottostimato.

“Quello che importa è che il governo georgiano vede con estremo favore chi cerca di attirare altre attività nei porti georgiani” afferma Kuzmenko.
(da: portstrategy.com, 05.10.2012)



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