ShipStore web site ShipStore advertising
testata inforMARE
ShipStore web site ShipStore advertising

27 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 07:48 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXX - Numero 30 NOVEMBRE 2012

LEGISLAZIONE

L'UNIONE EUROPEA SI ACCINGE A “CONGELARE” IL PROGRAMMA SUL MERCATO DELLE EMISSIONI NEL TRASPORTO AEREO

Alla metà di novembre, varie pubblicazioni sui mezzi d'informazione hanno suggerito che l'Unione Europea metterà in atto un “congelamento” di un anno per il proprio ETS (Programma sul Mercato delle Emissioni) che dovrebbe imporre nuove imposte sulle emissioni per i vettori aerei degli Stati Uniti e di altre nazioni che volano da e per l'Unione Europea.

Ai sensi dell'ETS, l'Unione Europea richiede che tutte le linee aeree paghino tasse all'Unione Europea nell'ambito di un sistema che istituisce tetti massimi ai permessi in termini di emissioni, nel tentativo di ridurre le emissioni in aria ingenerate dai loro voli nello spazio aereo dell'Unione Europea.

L'ETS dell'Unione Europea è stato istituito nel 2005.

Secondo l'Unione Europea, l'ETS pone un tetto - o limite - al quantitativo complessivo di determinati gas serra che possono essere emessi dalle fabbriche, dagli impianti elettrici e da altre installazioni nel sistema.

Nell'ambito di questo tetto, le imprese ricevono permessi che possono vendere a - o comprare da - altri a seconda della necessità.

Per il settore della navigazione aerea di linea, ciò è entrato in vigore il 1° gennaio 2012.

L'Unione Europea sostiene che ai sensi dell'ETS alla fine di ogni anno una società deve rimettere i permessi necessari a consentire le proprie emissioni in essere ovvero pagare ammende salate.

In un rapporto della Reuters si legge che, anche se l'ETS per ora è stato sospeso, la Commissaria Europea per il Clima Connie Hedegaard ha dichiarato che esso tornerebbe in vigore nel caso che l'organismo sulle linee aeree dell'ONU non dovesse riuscire a raggiungere un accordo a livello globale.

Il Dow Jones, inoltre, ha riferito che questo sviluppo giunge sulla scorta di un proficuo incontro svoltosi nella seconda settimana di novembre presso l'Organizzazione per l'Aviazione Civile delle Nazioni Unite, che si è concentrato sul raggiungimento di un accordo globale in ordine a come regolamentare a livello internazionale le emissioni di anidride carbonica.

Prima di queste notizie provenienti dall'Unione Europea, la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti aveva votato l'approvazione della legge S. 1956 - la normativa proibizionista del 2011 relativa al programma europeo sul mercato delle emissioni - al fine di far sì che gli Stati Uniti non partecipassero all'ETS.

“Fortunatamente, i leader dell'Unione Europea che hanno promosso l'imposizione di una tassa ingiusta sull'aviazione internazionale hanno provvisoriamente ritirato la proposta di tassare le emissioni” afferma in una dichiarazione John Mica, deputato della Florida e Presidente della Commissione Trasporti ed Infrastrutture della Casa dei rappresentanti.

“Alla proposta non dev'essere consentito di tornare a galla nel giro di un anno come una fenice che risorge dalle proprie ceneri.

Dobbiamo rassicurare gli operatori, le linee aeree ed i consumatori statunitensi circa il fatto che riusciremo a sbarazzarci di un futuro ingiusto onere fiscale.

Questo disegno di legge rappresenta una ferma risposta da parte del Congresso degli Stati Uniti nel senso che questa nazione non permetterà che i posti di lavoro statunitensi ed il nostro settore aeronautico siano minacciati da un programma fiscale dell'Unione Europea imposto unilateralmente ed illegale”.

Questa iniziativa era stata preceduta da un'altra nell'estate del 2011, quando la Camera dei Rappresentanti aveva approvato la normativa H.R. 2954 - legge proibizionista del 2011 sul Programma del Mercato delle Emissioni dell'Unione Europea - indirizzata al Segretario dei Trasporti affinché vietasse agli operatori di aerei statunitensi di partecipare all'ETS europeo.

I parlamentari avevano aggiunto che il disegno di legge incaricava i responsabili statunitensi di negoziare od intraprendere tutte le iniziative necessarie a far sì che gli operatori aerei statunitensi non venissero penalizzati da qualsiasi programma europeo sul mercato delle emissioni imposto unilateralmente.

L'Associazione del Trasporto Aereo Internazionale (IATA) ha dichiarato di essere favorevole alla decisione dell'Unione Europea.

“L'annuncio della Commissaria Connie Hedegaard di avere “fermato l'orologio” in ordine all'applicazione dell'ETS dell'Unione Europea ai voli da per i paesi non appartenenti all'Unione Europea rappresenta un notevole passo nella direzione giusta e crea un'opportunità per la comunità internazionale” afferma in una dichiarazione Tony Tyler, direttore generale e c.e.o. della IATA.

“La pragmatica decisione della Commissione riconosce chiaramente i progressi fatti verso una soluzione globale per la gestione delle emissioni di carbonio in aviazione da parte della ICAO (Organizzazione Internazionale dell'Aviazione Civile).

A gennaio, il Wall Street Journal ha riferito che un gruppo di 29 nazioni ha richiesto che l'Unione Europea rigetti l'ETS, evocando il rischio di una guerra commerciale.

Nel documento si dice che queste nazioni, fra cui gli Stati Uniti, la Russia, la Cina e l'India, hanno concordato di adottare un “paniere di misure” che consentano a ciascuna nazione di scegliere le iniziative che ritengono più efficaci per contrastare l'ETS.

Nella pubblicazione si afferma inoltre che l'ETS ha incontrato una forte resistenza e ha sollevato timori di una guerra commerciale, dato che gli oppositori dicono che il programma eccede la propria autorità legale mediante l'imposizione di oneri sulle emissioni per i voli al di fuori dell'Unione Europea.

Come detto in precedenza, i caricatori statunitensi di merci per via aerea non sono in nessun modo sostenitori dell'ETS.

“L'Associazione Spedizionieri Aerei è estremamente preoccupata sia per la proposta di Programma sul Mercato delle Emissioni dell'Unione Europea, sia per il disegno di legge statunitense presentato in risposta” dichiara Brandon Fried, direttore esecutivo dell'AfA (Associazione Spedizionieri Aerei).

“Queste iniziative potrebbero comportare un impatto negativo sul trasporto merci aereo a causa dell'incremento dei costi, del ritardo delle spedizioni e dell'avvio di potenziali guerre commerciali”.

Fried ha detto che l'AfA sperava che si trovasse una soluzione più cooperativa in cui tutti i paesi lavorassero all'elaborazione di una politica oculatamente armonizzata in luogo del tentativo unilaterale dell'Unione Europea di risolvere il problema.

“Se non si dovesse riuscire a realizzare accordi sui programmi climatici reciprocamente accettabili e dovessero prevalere iniziative unilaterali quale il programma sul mercato delle emissioni dell'Unione Europea, le conseguenti guerre commerciali di rappresaglia fra nazioni potrebbero ingenerare più danni all'economia mondiale di quelli provocati dal riscaldamento globale medesimo” afferma Fried.

“L'alternativa preferita è quella di promuovere un approccio integrato al clima ed alle politiche energetiche che impegni tutte le nazioni a costruire un settore aeronautico ad elevata efficienza ed a basso costo”.

Fried ha ammesso che si tratta senza dubbio di una sfida a livello globale: i risparmi conseguiti in un continente servirebbero ben poco allo scopo di risolvere una crisi in tutto il mondo se non vi fossero compresi altri paesi.

“Al fine di pervenire ad una soluzione a livello mondiale, occorre che i paesi raggiungano un mutuo accordo” dichiara.

“L'ICAO (Organizzazione Internazionale dell'Aviazione Civile) è il migliore forum per affrontare questi argomenti relativi alle emissioni e per assicurare la sostenibilità del settore aeronautico globale”.

Fried afferma che le iniziative unilaterali ed obbligatorie decise senza l'accordo con le parti coinvolte sono inaccettabili.

“Tali soluzioni avranno un impatto estremamente negativo sul settore mondiale dell'aviazione” ha aggiunto.

Bruce Carlton, Presidente della Lega Nazionale del Trasporto Industriale, afferma che ai partner commerciali statunitensi non è consentito di fare discriminazioni sulla base della bandiera nazionale o della registrazione.

“Se a tutti quanti, compresi i vettori dell'Unione Europea, venisse estesa questa regola, ci potrebbe essere più di un fondamento od almeno un fondamento giuridico per questo” ha detto Carlton.

“A giudicare dalle apparenze, ciò sembrerebbe essere un'imposta discriminatoria, di cui si sta occupando la struttura dell'Organizzazione Mondiale del Commercio.

I programmi a livello regionale non funzionano.

Nei traffici internazionali, questi programmi sono destinati a suscitare ogni sorta di problemi”.
(da: logisticsmgmt.com, 16.11.2012)



PSA Genova Pra'


Cerca il tuo albergo
Destinazione
Data di arrivo
Data di partenza


Indice Prima pagina Notiziario C.I.S.Co.
Pagina precedente

- Piazza Matteotti 1/3 - 16123 Genova - ITALIA
tel.: 010.2462122, fax: 010.2516768, e-mail