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27 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 07:46 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXX - Numero 30 NOVEMBRE 2012

PROGRESSO E TECNOLOGIA

PRONTA NEL 2013 LA NUOVA UNITÀ ECOLINER

La Ecoliner, nave adibita al trasporto di merci da 8.000 t.p.l. assistita da vele della Dykstra, sarà impiegata dalla Fairtransport nei traffici atlantici.

La nave è stata progettata dalla ditta olandese di architettura navale Dykstra (in origine denominata Ocean Sailing Development Holland BV) che dispone di una buona esperienza nella progettazione di mega-yacht e nella supervisione alla costruzione di yacht oceanici.

Su iniziativa della Fairtransport BV, la ditta ha sviluppato una nave da trasporto merci da 8.000 t.p.l. dotata di vele per i traffici transatlantici, in cui la nave può trarre vantaggio da condizioni di vento favorevoli.

Lo scopo della Ecoliner è quello di fornire una soluzione che faccia concorrenza alle navi attuali.

L'elevato costo di costruzione di una nave a vela (in relazione ad attrezzature di manovra e scafi leggermente più lunghi) dovrebbe essere ammortizzato rispetto al periodo tecnico di vita della nave pari a circa 30 anni mediante la drastica riduzione dei costi di carburante.

La Ecoliner è progettata come nave multiruolo, ma anche altre progettualità come petroliere, rinfusiere e navi per carichi speciali potrebbero costituire un'opzione.

La velocità di servizio a vele completamente spiegate dovrebbe essere di circa 12 nodi a seconda del tipo di carico e delle condizioni di vento e di tempo, ma la nave potrebbe anche raggiungere una velocità di punta di 18 nodi.

Qualora la velocità di crociera dovesse scendere sotto i 12 nodi, la nave sarebbe supportata da un motore elettrico.

“L'esperienza ottenuta con la Rainbow Warrior III ha mostrato come tale concezione sia assai efficiente per quanto riguarda il carburante” dichiara la Dykstra.

“Grazie al motore ed alle vele, la Ecoliner potrebbe effettuare operazioni competitive rispetto alle navi ordinarie da 8.000 t.p.l.

Data la futura richiesta di navigazione sensibile all'ambiente, la nave viene classificata quale “nave verde” ai sensi dell'indice di navigazione pulita”.

La Dykstra ha esperienza di un certo numero di attrezzature di manovra di vario tipo.

Queste ultime possono essere manovrate e controllate da una sola persona dal ponte, di modo che non è necessario altro equipaggio, come risulta dai collaudi effettuati nella galleria del vento.

Le attrezzature da manovra necessitano di poca manutenzione, dal momento che sono fatte di tessuto regolamentare per vele (Dacron).

La Wolfson Unit ha effettuato i collaudi nella galleria del vento ed un'ulteriore ricerca di ingegneria meccanica ha ottimizzato il peso e le dimensioni strutturali delle attrezzature di manovra.

Il fatto che la nave in questione sia un veliero richiede una diversa forma dello scafo rispetto a quella delle navi con motorizzazione standard.

La forma dello scafo viene analizzata per ottenere un trascinamento minimo rispetto alle forze di rotazione e laterali.

La lunghezza della linea di galleggiamento è più elevata di quella della maggior parte delle navi di queste dimensioni di t.p.l. al fine di incrementare la velocità di crociera ed ottimizzare il moto marittimo.

Allo scopo di calcolare le prestazioni della nave è stato sviluppato uno speciale VPP (programma di previsione della velocità) in grado di modellare una nave a propulsione mista (vela + motore).

Le principali specifiche generali della nave sono:

  • lunghezza fuori tutto: 138 metri
  • lunghezza fra le perpendicolari: 135,5 metri (preliminare)
  • baglio mediano: 18,2 metri
  • ponte di coperta: 4,5 metri; massimo: 6,5 metri
  • portata lorda: 8.210 tonnellate
Il risparmio di energia è diventato una questione di primaria importanza nel settore dello shipping internazionale.

Il progetto NSR Interreg “SAIL” è stato presentato da 18 partner del settore marittimo di sette paesi (Germania, Paesi Bassi, Belgio, Svezia, Danimarca, Gran Bretagna e Francia) oltre che da università, istituti di ricerca, centri tecnologici, il porto olandese di Harlingen ed il porto belga di Ostenda.

Il progetto attuale terminerà a giugno del 2015 e dispone di un budget di 4 milioni di euro, con un cofinanziamento del 50% da parte di fondi dell'Unione Europea.
(da: worldcargonews.com, 25.11.2012)



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