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22 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 02:04 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIII - Numero 15 APRILE 2015

PROGRESSO E TECNOLOGIA

LA TECNOLOGIA EOLICA POTREBBE COMPORTARE "RISPARMI A DOPPIA CIFRA SUL CARBURANTE" PER LE LINEE DI NAVIGAZIONE

Con il recente drastico calo dei prezzi del petrolio, la domanda di nuove tecnologie per la propulsione navale sembrerebbe essere in declino, ma un nuovo rapporto della società britannica di classificazione navale Lloyd's Register ha concluso che gli operatori potrebbero ancora assistere a significativi risparmi di carburante, con periodi di recupero dell'investimento relativamente brevi, se si potesse superare un certo numero di barriere.

"La propulsione assistita dal vento è oggi una delle poche tecnologie potenzialmente in grado di offrire risparmi a doppia cifra sul carburante" si legge nel rapporto, che aggiunge: "La Lloyd's Register è impegnata a lavorare in stretto contatto con i fornitori di tecnologia e le parti interessate in tutta la filiera distributiva, allo scopo di superare tali difficoltà e rendere la propulsione assistita dal vento una realtà".

Il rapporto, elaborato dagli uffici della LR con il contributo di Craig Eason, redattore tecnico di Lloyd's List, ha preso in esame i quattro principali tipi di tecnologia di propulsione eolicamente assistita che possono essere - ed in alcuni casi sperimentali sono effettivamente stati - applicati alla navigazione mercantile: le vele ad ala rigida, simili alle ali degli aeroplani, che vengono impiegate in lamine singole o multiple installate su base singola; i sistemi a vela quadra avvolgibili internamente su longheroni rotanti con tele simili a quelle dei clipper dell'era dei velieri; gli aquiloni di traino collegati ad una unità di controllo a prua ed innalzati ad alta quota in mare aperto; infine, i rotori Flettner, cioè le strutture cilindriche montate sui ponti che generano una spinta in avanti.

Si è scoperto che i tempi di recupero dell'investimento economico per ciascuna tecnologia variano a seconda del tipo di nave su cui si trova, della rotta seguita dall'operatore e di quali porti si scalano, così come, naturalmente, di quanto alto sia il prezzo del petrolio.

In tutti questi casi il rapporto ha preso in considerazione in che misura il sistema eolico assisterebbe la propulsione complessiva della nave, espressa in percentuale di risparmio del carburante.

In breve, le vele ad ala rigida offrono un risparmio di carburante del 10-40% e le vele avvolgibili quadre un risparmio sino al 50%, mentre le vele ad aquilone e quelle a rotore Flettner offrono entrambe risparmi sino al 10-35%; in tutti e quattro i casi vi sono esempi reali in cui le tecnologie sono state applicate alla navigazione mercantile, sebbene nella maggior parte dei casi ciò sia avvenuto nei settori delle rinfusiere e delle petroliere.

Le navi containerizzate rappresentano una difficoltà peculiare per molte tecniche di propulsione eolica, poiché esse tendono ad essere montate sul ponte o sull'albero e c'è un elevato rischio di collisione con le gru in banchina; tuttavia, alcune linee di navigazione giapponesi hanno sperimentato la tecnologia delle vele ad aquilone.

Tuttavia, il potenziale di recupero degli investimenti può essere impressionante.

Immaginando un futuro in cui il petrolio possa costare 1.000 dollari alla tonnellata, il gruppo di lavoro della LR calcola che una nave che realizza un risparmio del 30% sul carburante e che consumi 30 tonnellate di carburante al giorno, partendo dal presupposto che essa stia in mare 200 giorni all'anno, si vedrà ripagare il proprio investimento nel giro di sei mesi.

Anche nel caso che il prezzo del petrolio sia di 600 dollari per tonnellata, il periodo per ripagare l'investimento sarebbe di poco meno di un anno.

Gavin Allwright, segretario generale della IWSA (International Wind Shipping Association), ha accolto favorevolmente il rapporto e ha dichiarato: "La nostra associazione è stata davvero contenta del fatto che sia stata finalmente effettuata una valutazione indipendente della propulsione eolica nella navigazione mercantile e ci troviamo d'accordo sulla circostanza che esistono barriere che ne impediscono una adozione più ampia".

Il rapporto ha riassunto sette barriere principali:

  • la struttura del settore marittimo, in particolare le relazioni fra armatori e noleggiatori;

  • il timore dell'insuccesso;

  • la mancanza di esempi operativi;

  • i requisiti patrimoniali per lo sviluppo;

  • la carenza di trasferimento tecnologico ("ad esempio, gli avanzamenti delle auto da corsa di Formula Uno hanno indotto notevoli progressi nelle normali auto di tutti i giorni; questo sviluppo non si è verificato nelle medesime dimensioni nella navigazione mercantile");

  • infine, le difficoltà operative e tecniche.
Aggiunge Allwright: "La barriera numero uno che ravvisiamo consiste nella mancanza di navi dimostrative in acqua che provino la tecnologia ed affrontino il problema della percezione descritto dal rapporto.

Cosa che poi si collega al problema dei costi: la maggior parte delle più importanti personalità del settore avrebbero bisogno di tre punti di riferimento per poter effettuare un investimento di rilievo".

Allwright, peraltro, afferma che esistono cinque-sei progetti dei membri della IWSA che "sarebbero sul punto" di essere realizzati nel giro dei prossimi 12-24 mesi.
(da: theloadstar.co.uk, 4 Aprile 2015)



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