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22 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 03:28 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIII - Numero 31 MAGGIO 2015

LEGISLAZIONE

APPELLO DEL TRASPORTO MARITTIMO A CORTO RAGGIO ALL'UNIONE EUROPEA

Un certo numero di organismi europei sta chiedendo alla Commissione Europea ed agli stati membri di far sì che essi possano sfruttare il pieno potenziale del trasporto marittimo a corto raggio come disposto dalla Dichiarazione di Atene.

In una lettera aperta indirizzata alla Commissione, la FEPORT assieme a CLECAT, ECASBA, ECSA, ECS, ESN, ESPO, Interferry e World Shipping ha evidenziato come il trasporto marittimo a corto raggio sia una forma sostenibile di trasporto infra-europeo ed una soluzione alla congestione dei traffici.

"Sfortunatamente, il settore non è stato in grado di conseguire il proprio pieno potenziale a causa di una carenza di investimenti e della necessità di conformarsi a presssioni normative ed amministrative notevolmente maggiori e più onerose rispetto a quelle dei suoi concorrenti che movimentano merci via strada o rotaia" affermano gli interessati nella lettera.

Inoltre, essi hanno sottolineato la necessità di introduzione ed attuazione di "politiche efficaci" per "consentire a tutti gli armatori, i porti e gli operatori terminalistici di movimentare e lavorare i traffici interni ed esterni all'Europa al fine di accedere facilmente ai finanziamenti per dare impulso all'efficienza e ridurre le emissioni, ammodernare i porti, comprese le loro infrastrutture così come le attrezzature nei terminal, nonché migliorare il collegamento della tratta marittima con il resto della filiera logistica".

Le parti interessate affermano altresì che il sostegno espresso dalla DG-MOVE ai centri di promozione della rete europea di trasporto marittimo a corto raggio ha bisogno di essere supportato da un effettivo aiuto finanziario che consenta loro di sviluppare completamente le proprie capacità e di promuovere la modalità nella maniera più efficace possibile.

Ridurre gli "oneri" normativi ed amministrativi apporterebbe significativi vantaggi al settore, affermano gli interessati, ma la persistente adesione a "politiche superate" ha "impedito i progressi".

FEPORT, CLECAT, ECASBA, ECSA, ECS, ESN, ESPO, Interferry e World Shipping stanno ora chiedendo a tutti gli stati membri ed alla Commissione di collaborare ad un "approccio che guardi lontano".

Altrove, le associazioni suddette affermano che un certo numero di stati membri dell'Unione Europea adesso avranno attuato dal 1° giugno i propri sportelli unici marittimi come richiesto dalla Direttiva sulle Formalità di Dichiarazione.

Esse sostengono che la mancanza di standard uniformi e dell'armonizzazione dei requisiti sui dati utili alle dichiarazioni "comporterà un impatto negativo sull'efficace scambio dei dati in tutta Europa".

Inoltre, è stata messa in evidenza l'importanza della CEF - Connecting Europe Facility (meccanismo per collegare l'Europa) allo scopo di finanziare progetti nell'ambito della TEN-T (Trans-European Transport Networks).

Gli interessati affermano di sperare che la loro lettera incoraggerà la Commissione e gli stati membri a lavorare assieme in modo che il settore marittimo possa conseguire i risultati ipotizzati dalla Dichiarazione di Atene ed assicurare il livello di servizio e la sostenibilità ambientale che l'Europa ed i suoi cittadini si aspettano.

La lettera fa seguito alla Revisione di Medio Termine della Politica dei Trasporti Marittimi 2018 discussa in occasione della European Shipping Week.
(da: greenport.com, 14 Maggio 2015)



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