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22 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 02:35 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIII - Numero 15 LUGLIO 2015

TRASPORTO STRADALE

LA GERMANIA SI RIBELLA AL BLOCCO DA PARTE DI BRUXELLES DEL PIANO SUI PEDAGGI AUTOSTRADALI

Il governo tedesco ha subito una sconfitta il 18 giugno scorso quando la Commissione Europea ha lanciato una sfida alla sua programmata istituzione di pedaggi autostradali.

Il ministro federale dei trasporti Alexander Dobrindt ha difeso la proposta affermando che si tratta di una questione di sovranità nazionale.

I pedaggi proposti da Dobrindt, che il parlamento tedesco aveva approvato a marzo, si applicherebbero agli autisti stranieri sino all'importo di 130 euro all'anno per l'uso delle Autobahn (autostrade) tedesche che finora era stato esente da pagamento.

Gli autisti potrebbero inoltre comprare pass a breve termine del costo sino a 30 euro per 10 giorni nell'ambito di un periodo bimestrale.

Anche gli autisti tedeschi dovrebbero pagare il pedaggio che in origine sarebbe dovuto entrare in vigore nel 2016 ma che adesso sarà rinviato.

Tuttavia, i tedeschi dovrebbero ricevere una corrispondente riduzione delle tasse automobilistiche.

I critici sostengono che ciò contravviene alle regole dell'Unione Europea sull'eguale trattamento.

"Un sistema di pedaggi può essere conforme alla normativa europea solamente se rispetta il fondamentale principio del trattato in ordine alla non discriminazione" ha detto la commissaria europea ai trasporti Violeta Bulc in una dichiarazione.

"Abbiamo seri dubbi che questo sia il caso nel testo definitivo della pertinente normativa tedesca.

Adesso ci stiamo attivando tempestivamente al fine di chiarire questi dubbi mediante una procedura d'infrazione nell'interesse dei cittadini dell'Unione Europea" sostiene la Bulc.

Il governo tedesco ha due mesi di tempo per rispondere a Bruxelles.

Se le due parti non saranno in grado di raggiungere un accordo, la questione alla fine potrebbe essere portata dinanzi alla Corte di Giustizia Europea.

"Non spetta a Bruxelles decidere"

La Commissione ha già avvertito che la legge tedesca viola le regole dell'Unione Europea, affermando che essa è discriminatoria nei confronti degli altri autisti europei.

Ma Dobrindt ha insistito sul fatto che il pedaggio non viola le leggi europee.

"Nessuno ne viene discriminato, tutti i guidatori pagheranno l'imposta sull'infrastruttura" ha dichiarato il ministro alla Bild.

"Non spetta a Bruxelles decidere che cosa dobbiamo fare con la tassa sui veicoli a motore, si tratta di una materia che ricade nella sovranità nazionale".

Dobrindt afferma che la Germania attenderà la decisione definitiva del tribunale e aggiunge che la decisione di Bruxelles significa che il pedaggio probabilmente non potrà essere introdotto nel 2016 come programmato originariamente.

Il ministro dei trasporti tedesco sostiene che il nuovo pedaggio autostradale produrrebbe qualcosa come 500 milioni di euro per lo stato ogni anno che sarebbero investiti in infrastrutture di trasporto.

Un portavoce della Commissione Europea ha dichiarato che la stessa ha preso nota degli annunci di Dobrindt e li ha accolti favorevolmente per il momento.

Dobrindt ed il suo partito CSU (Unione Cristiano-Sociale Bavarese) da tempo vorrebbero che i guidatori stranieri pagassero il pedaggio sulle autostrade perché affermano che non è giusto che gli stranieri viaggino liberamente in Germania mentre i tedeschi debbono pagare pedaggi nei paesi vicini quali l'Austria, la Svizzera e la Francia.

Anche se il pedaggio rappresenta il progetto favorito del CSU, il più grande partito-gemello CDU (Cristiano Democratico) della cancelliera Merkel e l'alleato di governo SPD (Socialdemocratico) sono stati a lungo scettici.

Alla fine, la Merkel e lo SPD hanno aderito all'adozione del provvedimento una volta assicurato che esso sia conforme alle regole dell'Unione Europea che vietano la discriminazione nei confronti degli stranieri.
(da: euractiv.com, 18 giugno 2015)



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