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22 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 03:14 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIII - Numero 15 SETTEMBRE 2015

TRASPORTO STRADALE

GLI AUTOTRASPORTATORI TEMONO CHE LA CRISI DEI MIGRANTI POSSA RALLENTARE I TRAFFICI STRADALI INFRAEUROPEI

Gli autotrasportatori coinvolti nella crisi dei migranti in Europa affermano che le attività vengono interrotte in misura sempre maggiore dalle code e dai clandestini, ma che essi sono di gran lunga più preoccupati dall'inasprimento dei controlli alle frontiere da parte dei vari governi.

A loro dire, se lo spazio senza frontiere in Europa dovesse crollare od essere abolito, questo metterebbe in discussione non solo il modello di attività sensibile al fattore tempo proprio del settore dell'autotrasporto, ma anche le filiere distributive delle industrie di tutto il continente.

Di fronte all'afflusso dei migranti, i membri delle 28 nazioni dell'Unione Europea si sono accusati l'un l'altro di violare la legge con provvedimenti ad hoc e di non essere riusciti ad unire le forze per concordare una soluzione praticabile comune.

Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha dichiarato il 31 agosto che se l'Europa non dovesse riuscire a concertare una distribuzione corretta dei rifugiati, la zona di Schengen senza passaporti che comprende 26 stati europei verrebbe messa in discussione.

Per la DSV, il terzo maggior operatore di trasporto merci stradale in Europa con oltre 17.000 camion sulle strade tutti i giorni, ciò comporterebbe un serio impatto che finirebbe per alimentare l'inflazione.

"Se cominciano a fermare tutti i camion, la cosa costerà cara a tutti ed il conto verrà passato ai clienti e, alla fine, le merci saranno più care" afferma Soren Schmidt, responsabile della DSV Road.

Jack Semple, direttore politiche dell'Associazione Trasporto Stradale del Regno Unito, ha detto che le sue oltre 6.000 imprese associate stanno già avvertendo l'impatto in un settore costruito sulla logistica in orario, che si tratti di parti per auto o di prodotti freschi.

Gli scioperi dei lavoratori dei traghetti a giugno hanno esacerbato la situazione avendo causato lunghe code in più.

"I nostri associati ci dicono di essere incorsi in notevoli e dimostrabili perdite ma che la stessa cosa hanno subito i loro clienti.

Abbiamo avuto un caso in cui un carico di piastre d'acciaio di alta qualità è stato annullato perché i migranti si erano introdotti nel semirimorchio e quindi esso aveva tardato, comportando un impatto su ogni genere di filiera distributiva" afferma Semple.

Una nuova era

La Gran Bretagna non partecipa all'accordo di Schengen ma le sue imprese, che in parte vanno e vengono dal continente, subirebbero delle conseguenze se esso dovesse crollare.

"Penso che se Schengen dovesse essere abolito, entreremmo del tutto in una nuova era" afferma Semple.

"Ci dovrebbe essere un ripensamento della filiera distributiva europea e del livello delle scorte e questo ovviamente comporterebbe un impatto sul flusso di cassa".

Cyrille Gibot, portavoce della società olandese di logistica TNT Express, ha dichiarato che essi terrebbero d'occhio attentamente che cosa i ministri od i governi dovessero decidere.

"Per ora non vogliamo fare congetture su quali provvedimenti potrebbero prendere" ha detto.

L'inasprimento dei controlli da parte dell'Austria lungo la propria frontiera orientale alla fine di agosto, dopo che 71 migranti sono stati trovati morti dentro un camion, ha generato lunghe code e ha prospettato la possibilità che altri paesi possano seguirne l'esempio.

"Se la misura dovesse essere permanente, potrebbe propagarsi a macchia d'olio" ha affermato un importante diplomatico europeo.

"Schengen è soggetto ad un serio stress".

Per Jan Buczek, responsabile dell'Associazione Autotrasportatori della Polonia, parlare di una fine di Schengen o di una sua graduale erosione porta indietro ad amari ricordi del tempo precedente all'ingresso della Polonia nell'Unione Europea.

"C'erano passaporti, controlli ai documenti, controlli incrociati e tutto ciò aveva fatto aumentare i tempi di attesa nel migliore dei casi di ore e di giorni nell'ipotesi peggiore" afferma.

Buczek, che rappresenta 5.500 imprese, afferma che in Polonia esistono 27.000 imprese che effettuano trasporti stradali internazionali, impiegando 200.000 autisti.

"Il costo di un complesso autista-mezzo è di circa 200 euro al giorno, così è facile immaginare quanto gli attraversamenti transfrontalieri ci costassero di solito mensilmente od annualmente prima che ci unissimo all'Europa".

L'impatto di qualsiasi inasprimento dei controlli alle frontiere sarebbe di vasta portata, afferma Buczek.

"La sospensione del libero flusso delle persone nell'Unione Europea darebbe sicuramente impulso alle tendenze nazionalistiche, quelle mirate a chiudere i mercati nazionali, che limiterebbero l'autotrasporto internazionale ed avrebbero conseguenze negative sull'industria".

Schaak Poppe, portavoce del porto olandese di Rotterdam, il più grande d'Europa, dal quale molta della produzione industriale della Germania parte per la Cina, afferma che i container sarebbero quelli colpiti più duramente.

L'impatto sulle materie alla rinfusa sarebbe relativamente minore, dal momento che le spedizioni di minerali di ferro o di petrolio sono "relativamente semplici da gestire quando si arriva alla dogana" dichiara.

La situazione con i container sarebbe molto più seria, dato che le spedizioni avvengono in partite relativamente piccole di 35 via rotaia o idrovia.

"Specialmente per l'autotrasporto l'impatto sarebbe rilevante".

Il portavoce del gruppo svizzero di logistica Panalpina afferma che l'80% delle proprie attività terrestri in Europa si svolgono nella zona di Schengen.

La sua abolizione vorrebbe dire più code, più ritardi, aumento dei costi e probabilmente mancato rispetto delle scadenze.

"Se venissero introdotti controlli alle frontiere e a seconda di quanto approfonditi essi dovessero essere, ciò comporterebbe un impatto sulle nostre attività ed anche sul settore nel suo complesso" afferma Poppe.
(da: euractiv.com, 3 settembre 2015)



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