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22 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 02:57 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIII - Numero 30 SETTEMBRE 2015

TRASPORTO STRADALE

AUTOTRASPORTO MERCI AFFLITTO DA NUOVI RITARDI ALLE FRONTIERE E DAI COSTI

I nuovi controlli alle frontiere interne all'Europa in corso di introduzione in conseguenza dell'attuale crisi dei migranti stanno aggravando i tempi di viaggio ed i costi per gli operatori di trasporto stradale, tanto che alcuni di loro sono intenzionati ad introdurre nuovi oneri allo scopo di compensare i tempi di attesa più lunghi per i camion alle frontiere europee.

Diversi paesi europei alle prese con i loro attuali enormi flussi di rifugiati e migranti in fuga dai conflitti in Siria, Afghanistan ed alcune zone dell'Asia hanno imposto controlli e chiusure delle frontiere negli ultimi giorni, tanto che è stato riferito di lunghi accumuli di camion nei principali corridoi internazionali di trasporto merci.

Oltre alle chiusure di emergenza delle frontiere fra l'Ungheria e ed i paesi vicini Serbia e Croazia, anche Germania, Austria e Slovacchia hanno tutte reimposto controlli delle identità in alcune sezioni delle loro frontiere, mentre si dice che la Polonia ed i Paesi Bassi stiano considerando se comportarsi analogamente.

I commentatori hanno sottolineato che la minaccia alla zona di Schengen, la zona unica europea che consente viaggi senza frontiere fra 26 stati, presenta un prezzo finanziario così come un costo umanitario.

Il servizio stampa AFP afferma che la Germania aveva istituito controlli lungo la propria frontiera con l'Austria da una settimana per controllare la marea umana e che l'Austria e la Slovacchia ne avevano seguito l'esempio.

Adesso la Germania sta altresì rafforzando le proprie frontiere con la Francia e la Repubblica Ceca.

La AFP ha detto che, a partire dalla metà del mese, lunghissime code di veicoli si sono formate in Francia ed Austria e ha citato il gruppo di trasporti tedesco Allgeier Translog secondo il quale i suoi veicoli hanno sperimentato ritardi in tutti gli attraversamenti transfrontalieri.

È stato sottolineato che, quando i camion arrivano in ritardo, scaricano le merci più tardi e sono più lenti nel prelevare i nuovi carichi, cosa che presto comporta una carenza di capacità.

"E questo sospinge i prezzi verso l'alto" fa notare la società.

Secondo la federazione dei trasportatori bavaresi, i rallentamenti presso le frontiere nazionali giungono in un momento di scarsa capacità nella rete europea di trasporto a causa di un incremento dei traffici.

Sebastian Lechner, amministratore delegato della federazione, afferma che la Baviera da quel momento era stata la più afflitta dai controlli alla frontiera, dato che tutto il traffico merci dall'Italia, importante partner commerciale della Germania, transita attraverso l'Austria e la Baviera.

La AFP ha inoltre riportato che, secondo l'associazione olandese dei trasporti e della logistica, se dovessero essere istituiti dei controlli lungo tutte le frontiere della zona di Schengen le perdite dei guadagni per le sole imprese di trasporto olandesi ammonterebbero a 600 milioni di euro all'anno, partendo dal presupposto di un'ora di ritardo per ogni frontiera.

"Più in generale, il ritorno dei controlli alle frontiere rappresenta un brutto colpo per la competitività europea" ha dichiarato l'associazione alla AFP.

Nell'Unione Europea, circa tre quarti del traffico merci viaggia su strada, stima l'associazione.

Secondo la AFP, Doriano Bendotti, segretario provinciale della FAI (Federazione Autotrasportatori Italiani) di Bergamo, ha dichiarato che i rallentamenti del traffico sono aumentati nelle regioni di confine in Germania, Ungheria e Repubblica Ceca, ma ha altresì detto che "non ci si trova in una situazione di emergenza".

I costi del trasporto alla volta del Regno Unito sono già aumentati a causa dell'inasprimento delle procedure di sicurezza nel porto francese di Calais, afferma Bendotti, dal momento che i migranti cercano di attraversare la Manica da Calais alla Gran Bretagna, spesso introducendosi di nascosto nel cassone del camion.

L'associazione tedesca degli spedizionieri di merci e della logistica ha dichiarato alla AFP che la congestione dei traffici costituisce una parte quotidiana dell'attività e che potrebbe essere compensata in parte dalla pianificazione di tempi di viaggio più lunghi.

Peraltro, se i controlli alle frontiere dovessero durare settimane o più, allora - aggiunge l'associazione - le imprese del settore dovrebbero parlare con i propri clienti dell'adeguamento dei prezzi.

Infatti, nel contesto di un settore che presenta margini assai esigui, questi costi aggiuntivi non sono sostenibili a lungo termine, commenta Sebastian Scholte, amministratore delegato della Jan de Rijk Logistics.

"Pertanto, la Jan de Rijk Logistics ha annunciato di stare per iniziare ad applicare costi di attesa per ogni ora aggiuntiva di ritardo a causa dei controlli alle frontiere od interruzioni nel tunnel al fine di ovviare ad almeno alcuni degli oneri aggiuntivi di prezzo" afferma.

Scholte ha dichiarato che i problemi degli ultimi mesi nel tunnel fra Calais e Dover hanno indotto un grande impatto finanziario sulla Jan de Rijk Logistics.

Questi costi aggiuntivi sono stati causati da tempi di attesa straordinari, dal posizionamento dei vuoti e dalla riduzione delle prenotazioni da parte dei clienti.

"Anche se abbiamo dovuto fronteggiare una situazione molto difficile, ciononostante siamo stati in grado di fornire ai nostri clienti un servizio eccellente senza alcun incidente" dichiara Scholte.

"Le rigorose misure di sicurezza, le procedure ed i materiali allo stato dell'arte della nostra società hanno fortunatamente evitato qualsiasi interruzione.

Nel corso di questi mesi abbiamo anche approntato una squadra operativa speciale al fine di monitorare costantemente la situazione".
(da: lloydsloadinglist.com, 21 settembre 2015)



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