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23 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 14:01 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIV - Numero 31 MARZO 2016

PORTI

A PANAMA SERVONO PIÙ PORTI

Non solo il porto di Corozal dovrebbe essere portato avanti immediatamente, ma per sfruttare l'espansione del Canale di Panama occorre un numero maggiore di porti ed infrastrutture.

Questa è l'opinione degli imprenditori del settore logistico, che sono unanimi: l'apertura delle nuove ed ampliate chiuse del Canale di Panama dovrebbe rappresentare il punto di avvio del consolidamento di Panama quale importante hub logistico per l'emisfero.

Essi sottolineano come già esista una carenza di spazi di banchina - specialmente sul Pacifico - al fine di far fronte alla domanda delle linee di navigazione per le operazioni di trasbordo.

L'espansione del Canale incrementerà l'attrattività del paese quale hub logistico, ma l'incremento atteso del flusso dei carichi richiede più banchine ed altre infrastrutture correlate al fine di trarre vantaggio da tale domanda.

Se Panama non dovesse incrementare la propria offerta di servizi portuali, ci sono altri porti nella regione che ne trarranno vantaggio.

Il progetto inerente a Corozal ha attirato l'attenzione di 11 operatori portuali fra i maggiori del mondo, i quali hanno espresso formalmente il proprio interesse.

Si tratta delle seguenti imprese: TIL - Terminal Investment Limited, S.A. (Lussemburgo), Eurogate GmbH & Co. (Germania), Carrix, Inc. (USA), Hyundai Engineering & Construction Co. (Corea), APM Terminals (Danimarca), Ports America (USA), CMA-CGM (Francia), Evergreen (Taiwan), China Shipping Ports Development Co. Ltd e China Harbour Engineering Company Ltd (Repubblica di Cina), Mitsui OSK Lines (Giappone) e Patrick Terminals (Australia).

Nel contempo, le procedure atte a far sì che per legge l'operatore del porto abbia gli stessi vantaggi fiscali degli altri operatori portuali del paese sono state ancora rinviate.

Il direttore esecutivo della CMP (Panama Chamber of Shipping), Luciano Fernandes, riconosce l'esigenza di un altro porto sul Pacifico.

"È fondamentale per il completamento del centro logistico del paese" ha dichiarato.

"Il lato del Pacifico è quello dove c'è una maggiore necessità di infrastrutture portuali, strade, parchi logistici ed altri sviluppi.

Quando si dispone di un lungomare, come nel caso di Corozal, ha senso utilizzarlo per trasbordare le merci attraverso un terminal portuale" afferma Fernandes, sottolineando come esso renderà il settore più competitivo.

Il dirigente della CMP si riferisce alla linee di navigazione che attualmente non possono effettuare operazioni sul Pacifico a causa della carenza di capacità nei porti.

"Queste linee di navigazione strutturano le proprie rotte a seconda della disponibilità dei terminal portuali.

Quando non esiste alcuna finestra di ormeggio in banchina per lo specifico tempo occorrente per l'operazione di una nave con un certo quantitativo da movimentare, questi vettori non possono operare".

In un rapporto, la ACP (Panama Canal Authority) avverte che se la capacità portuale sul Pacifico non dovesse essere incrementata, "i volumi in più di carichi di trasbordo che derivassero dall'espansione del Canale dovranno essere serviti in altri porti e hub regionali, come quelli di Buenaventura in Colombia, Lazaro Cardenas in Messico, Callao in Peru sulla costa del Pacifico e Cartagena in Colombia, Caucedo nella Repubblica Dominicana, Kingston in Giamaica o Freeport nelle Bahamas sull'Atlantico".

Thomas Kenna, presidente ed amministratore delegato della PCRC (Panama Canal Railway Company) non spreca tempo in digressioni ma parla chiaramente e direttamente della necessità di sviluppo del porto di Corozal.

"Dovremmo parlare non solo di Corozal, ma anche di altri porti.

Poiché l'espansione del Canale è così avanzata, Panama ha perso tempo a pensare se dovessero esserci più porti" afferma.

Kenna alla luce dei numeri spiega che negli ultimi cinque anni, sebbene il volume dei carichi movimentati non sia cresciuto in larga misura, la PCRC ha investito approssimativamente 50 milioni di dollari USA e continua a seguire il proprio piano finalizzato a migliorare le operazioni.

"Noi scommettiamo sul fatto che l'Autorità Portuale, unitamente al governo, non solo porterà avanti il porto di Corozal, ma farà altri passi dopo Corozal che sono già stati individuati.

Se non traessimo vantaggio dalla nostra posizione geografica, i nostri vicini lo faranno al posto nostro" avverte il dirigente che dal 2009 gestisce la società ferroviaria.
(da: hellenicshippingnews.com, 24 marzo 2016)



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