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23 October 2017 The on-line newspaper devoted to the world of transports 06:01 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIV - Numero 31 MARZO 2016

STUDI E RICERCHE

SECONDO LA SEAINTEL UN NUMERO MAGGIORE DI VETTORI EVITA DI PASSARE DA SUEZ

Secondo la ditta danese di consulenze marittime SeaIntel, un numero maggiore di vettori in servizio nei traffici Asia-Costa Orientale Nord America ed Asia-Nord Europa sta scegliendo di navigare attorno al Capo di Buona Speranza allo scopo di evitare di pagare i diritti del Canale di Suez.

In un precedente Sunday Spotlight, la SeaIntel aveva mostrato che dalla fine dello scorso mese di ottobre 115 navi impiegate nei servizi Asia-Costa Orientale USA ed Asia-Nord Europa avevano effettuato il viaggio di ritorno in Asia passando a sud dell'Africa invece che attraverso i canali di Suez e di Panama, che era stata la loro rotta nel viaggio di andata.

Dei 115 viaggi, tre appartenevano ai servizi Asia-Nord Europa, mentre i restanti si riferivano alla rotta Asia-Costa Orientale USA.

Nel suo ultimo Sunday Spotlight, la SeaIntel ha analizzato la possibilità che i vettori spostino il proprio percorso di andata a sud dell'Africa allo scopo di evitare il pagamento dei diritti del Canale di Suez.

Le navi che attualmente utilizzano la rotta a sud dell'Africa nel viaggio di ritorno hanno per lo più utilizzato questa opzione senza un incremento dei tempi di viaggio o il salto di scali intermedi (ad esempio nel Mediterraneo od in Medio Oriente) ma si sono limitati a far accelerare le navi sulla tratta che altrimenti sarebbe passata attraverso il Canale di Suez.

Alan Murphy, amministratore delegato e socio della SeaIntel, ha spiegato: "Questa non è un'opzione relativa alla rotta di andata, dato che tutti i servizi attualmente viaggiano così veloci sulla tratta del canale che grosso modo 3.100 miglia nautiche in più non possono essere aggiunte senza far aumentare i tempi di viaggio dall'Asia al Nord Europa, dal momento che la maggior parte delle navi di grandissime dimensioni non possono viaggiare a più di 21-22 nodi.

Abbiamo pertanto esaminato la fattibilità economica della rotta a sud dell'Africa nel caso che fossero aggiunti 3,5 o 7 giorni ai tempi di viaggio dell'andata".

Lo scenario dei 3,5 giorni in più implica che 3,5 giorni siano aggiunti anche ai tempi di viaggio del ritorno, rendendo ancora più probabile che anche il viaggio di ritorno venga dirottato a sud dell'Africa.

Gli scenari dei 3,5 e 7 giorni richiedono che i vettori impieghino una nave in più per servizio al fine di conservare gli intervalli settimanali.

I prezzi del noleggio variano un bel po', ed attualmente non esiste alcun mercato efficiente per le navi di oltre 10.000 TEU, ma i broker contattati dalla SeaIntel normalmente presumono che una nave costi più o meno 3,5 dollari USA/ TEU nominali al giorno; questa cifra copre i costi di costruzione, le spese operative ed i necessari ritorni sul capitale investito.

Perciò, una nave da 13.000 TEU costa più o meno 45.500 dollari USA al giorno.

"La nostra analisi mostra che 12 su 19 servizi dedicati Asia-Nord Europa potrebbero viaggiare a sud dell'Africa nella tratta di andata se venissero aggiunti 3,5 giorni ai tempi di viaggio" afferma la SeaIntel.

"I potenziali risparmi variano da servizio a servizio, spaziando da 7,3 a 19,4 milioni di dollari USA su base annualizzata, rispetto all'attuale instradamento attraverso il Canale di Suez.

Se venissero aggiunti sette giorni ai tempi di viaggio sulla tratta di andata tutti e 19 i servizi Asia-Nord Europa sarebbero in grado di percorrere la rotta a sud dell'Africa".

In media i vettori risparmierebbero circa 17,2 milioni di dollari USA all'anno per ogni servizio.

Complessivamente, i vettori a corto di liquidi risparmierebbero 275 milioni di dollari USA all'anno.

La SeaIntel ha inoltre sottolineato come un vantaggio aggiuntivo sarebbe costituito dal fatto che entrambi gli scenari assorbirebbero 19 grandissime portacontainer, equivalenti grosso modo a 270.000 TEU.

Tale iniziativa sarebbe assai vantaggiosa per i vettori, dal momento che vorrebbe dire incamminarsi verso il ripristino dell'equilibrio fra domanda ed offerta nel mercato".
(da: worldcargonews.com, 14 marzo 2016)



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