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27 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 04:48 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIV - Numero 15 APRILE 2016

PORTI

GLI INVESTIMENTI A TANGERI DELLA APM TERMINALS POTREBBERO TRASFORMARE LO STRETTO DI GIBILTERRA IN UN NUOVO HUB LOGISTICO GLOBALE

La APM Terminals ha stanziato un altro investimento da 750 milioni di euro nel Mediterraneo Occidentale dopo avere sottoscritto una concessione trentennale con la TMSA (Tanger Med Special Agency) per sviluppare un terminal dalla capacità di 5 milioni di TEU presso il porto marocchino di Tangeri, in quello che potrebbe dimostrarsi uno dei suoi investimenti più arditi degli ultimi anni.

In una dichiarazione rilasciata il 31 marzo, l'operatore terminalistico ha affermato che l'infrastruttura inizierà le operazioni nel 2019, molto probabilmente con la Maersk Line quale proprio cliente radicato: la sua società gemella è stata specificamente indicata come "un cliente importante".

L'accordo rappresenta una crescente concentrazione di attività di trasbordo a ciascun capo del bacino del Mediterraneo, lasciando allo scoperto gli hub di trasbordo situati centralmente come Gioia Tauro e Malta, ed andrà ad aggiungersi alle attuali infrastrutture della APMT di Tangeri ed Algeciras in Spagna, situata poche miglia a nord sullo stretto di Gibilterra, che hanno movimentato lo scorso anno rispettivamente 1,7 e 3,5 milioni di TEU.

Chiaramente, l'ingresso occidentale del Mediterraneo, situato al crocevia di tre traffici est-ovest - i servizi Asia-Europa, transatlantici meridionali ed Asia-Costa Orientale USA che transitano da Suez - ha il potenziale per svilupparsi in uno dei grandi hub di trasbordo globali, a cavalcioni dei continenti e dei confini nazionali.

"La collocazione delle infrastrutture di Tangeri ed Algeciras assicura un naturale punto di trasbordo per i carichi movimentati sulle navi da e per l'Africa, nonché dall'Europa e dall'Estremo Oriente sulla primaria rotta marittima est-ovest attraverso il Mar Mediterraneo: oltre 200 navi mercantili passano dallo Stretto di Gibilterra ogni giorno nell'ambito di importanti servizi di linea che collegano l'Asia, l'Europa, le Americhe e l'Africa.

Anche se i porti africani al momento rappresentano solamente il 4,5% della produzione portuale globale (carichi di trasbordo compresi), il Rapporto 2015 dell'ONU sulle Prospettive della Popolazione Mondiale prevede che più della metà delle crescita della popolazione mondiale dal 2015 al 2050 si verificherà in Africa, dato che la popolazione africana diventerà più del doppio da 1,1 a 2,4 miliardi nel giro dei prossimi tre decenni e mezzo" ha detto la società.

Allo stesso modo, lo sviluppo vedrà l'impiego di molta tecnologia all'avanguardia per la movimentazione dei container che la APMT ha impiegato a Rotterdam.

L'interesse per tali località, naturalmente, non è limitato alla Maersk/APMT.

The Loadstar ha appreso recentemente da una eminente personalità della finanza che l'accesso al porto, nonché una quota azionaria nello stesso, è stata la ragione principale dell'acquisizione nel 2007 della compagnia di navigazione statale Comanav da parte della CMA CGM.

La domanda davvero interessante è quale valore aggiunto si può ricavare dal portare più oltre la filiera distributiva containerizzata?

La APMT punterà ad offrire collegamenti attraverso lo Stretto di Gibilterra fra i suoi due porti?

Qual è il potenziale dell'adiacente zona franca - modellata su quella di Jebel Ali - di offrire un menù di servizi logistici di produzione aggiuntiva?

E quali opportunità essa offrirà alle industrie marocchine, che si sono già scavate una nicchia nella produzione di abbigliamento per il pronto moda?
(da: theloadstar.co.uk, 1° aprile 2016)



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