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17 June 2019 The on-line newspaper devoted to the world of transports 14:40 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIV - Numero 15 MAGGIO 2016

TRASPORTI ED AMBIENTE

L'UNIONE EUROPEA CONFERMA CHE L'OBIETTIVO DEL TRASPORTO VERDE VERRÀ ABOLITO DOPO IL 2020

La normativa dell'Unione Europa che richiede agli stati membri di usare “almeno il 10%” di energia rinnovabile nel trasporto sarà abrogata dopo il 2020, come ha confermato la Commissione Europea, sperando così di porre fine ad una prolungata controversia in ordine al danno ambientale causato dai biocarburanti.

La Commissione Europea discuterà una revisione della Direttiva sulle Energie Rinnovabili alla fine del 2016, con l'intento di spingere ulteriormente le risorse rinnovabili come il vento ed il sole in tutta l'Unione Europea.

Riguardo al trasporto “osserveremo nello specifico le difficoltà e le opportunità dei carburanti rinnovabili, biocarburanti compresi” ha dichiarato Marie C. Donnelly, direttrice per le rinnovabili alla Commissione Europea.

L'attuale direttiva, adottata nel 2008, richiede che ciascuno stato membro dell'Unione Europea debba utilizzare “almeno il 10%” di energia rinnovabile nel trasporto entro il 2020, compresa quella derivante dai biocarburanti e da altre fonti come l'elettricità verde.

Ciò ha attirato critiche in Gran Bretagna, dove il raggiungimento del 10%, secondo una nota trapelata dal Dipartimento dei Trasporti, richiederebbe il raddoppio dell'attuale fornitura di biocarburante, aggiungendo un ulteriore penny al litro ai prezzi alla pompa.

Ma l'obiettivo del 10% sarà lasciato cadere nella nuova direttiva, ha dichiarato la Donnelly nel corso di una colazione di lavoro organizzata il 3 maggio presso il Parlamento Europeo.

“Quello che non ci sarà nel testo è un obiettivo per il settore dei trasporti” ha affermato, confermando la decisone dei leader dell'Unione Europea ad ottobre del 2014 di avere solo un obiettivo per le energie rinnovabili in tutti e 28 gli stati membri che “non saranno tradotti in obiettivi vincolanti a livello nazionale”.

“La continuazione del sotto-obiettivo per il settore dei trasporti è qualcosa che non è stata accettata e non verrà riproposta nuovamente alla fine di quest'anno” ha detto la Donnelly in occasione dell'evento, organizzato dalla Kaidi, una ditta finlandese che produce biocarburanti da biomasse di legno.

Tetto ai biocarburanti derivanti da prodotti alimentari

La prima generazione di biocarburanti - quelli derivanti da coltivazioni alimentari - è stata al centro di un'accesa controversia in relazione ai loro effetti sull'ambiente e gli scienziati hanno avvertito che essi contribuiscono alla deforestazione ed alla carenza di cibo.

Un recente studio elaborato per la Commissione ha scoperto che il cambiamento d'uso del territorio indiretto dei biocarburanti è maggiore di quanto non si pensasse prima, inducendo gli ambientalisti ad avvertire che essi sono più inquinanti dei carburanti fossili, affermazione - questa - confutata con forza dal settore.

Sperando di porre fine alla controversia, i legislatori dell'Unione Europea hanno approvato una distinta direttiva l'anno scorso al fine di ridurre il cambiamento indiretto dell'uso del territorio dei biocarburanti.

La nuova normativa limita al 7% l'uso dei biocarburanti nocivi che competono con i raccolti nei terreni agricoli, consentendo nel contempo agli stati membri di istituire limiti nazionali inferiori.

Essa inoltre stabilisce un obiettivo indicativo dello 0,5% per i cosiddetti biocarburanti di seconda generazione, il cui contributo conterebbe doppio in relazione all'obiettivo del 10% delle energie rinnovabili per il trasporto.

Obbligo di inserimento

Pertanto, fine della storia? Non proprio.

Gli ambientalisti sono adesso preoccupati del fatto che la Commissione Europea possa continuare a spingere i biocarburanti sotto forma di un “obbligo di inserimento” che stabilisca quantitativi minimi di etanolo da miscelare nei carburanti per autoveicoli ed aerei.

L'idea era stata lanciata in prima istanza a novembre quando l'esecutivo aveva varato una consultazione pubblica allo scopo di sottoporre a revisione la direttiva sulle energie rinnovabili (si veda a pag. 22 del documento sulla consultazione).

“Il sottile cambiamento consiste nel dire ai fornitori di carburante cosa devono fare invece di dirlo agli stati membri” afferma Jos Dings, direttore esecutivo della Transport & Environment, un gruppo di azione ambientalista.

“Se il vincolo a miscelare venisse eliminato, ne saremmo molto contenti”.

Il CEN, un ente di standardizzazione dell'Unione Europea, attualmente consente di miscelare fino al 10% di etanolo nella benzina, uno standard denominato E10 che ha indotto la ribellione fra i consumatori in Germania quando venne introdotto per la prima volta cinque anni fa.

Visto che l'obiettivo del 10% per il trasporto non ci sarà dopo il 2020, i produttori di biocarburanti sperano che uno standard obbligatorio possa essere introdotto al fine di avere una miscela minima di biocarburanti nel petrolio o nella benzina.

“Un importante elemento è quello dell'obbligo di miscela che istituisca una percentuale chiara di biocarburanti” afferma Pekka Koponen, amministratore delegato della Kaidi Finland, la società energetica finlandese che ha supportato l'evento presso il Parlamento.

Koponen sostiene l'importanza dell'istituzione di un obiettivo di miscela per il settore dei biocarburanti, affermando che ciò sarebbe più efficace di qualsiasi altro incentivo fiscale o sovvenzione diretta.

“Ora, per l'obiettivo 2030 nell'Unione Europea, per favore continuate ad istituire l'obiettivo e rendetelo deciso quanto basta” ha detto in occasione dell'evento.

Tetto del 7% in discussione

La Donnelly ha dichiarato che “un elemento fondamentale” della nuova struttura normativa per i biocarburanti dopo il 2020 sarà quello di decidere che cosa accadrà al tetto del 7% per i biocarburanti di cui tener conto in relazione all'obiettivo del 10% per l'energia rinnovabile nei trasporti.

“Chiaramente, si tratta di una questione importante” ha detto insistendo sul fatto che il settore dei biocarburanti avrebbe bisogno di stabilità normativa dopo il 2020 quando scadrà l'obiettivo del 10%.

“È impostante, a mio giudizio, che la struttura normativa rilasci un messaggio trasparente che faccia chiarezza in quel settore” ha sostenuto.

La Donnelly non ha voluto esprimersi, tuttavia, su come ciò potrà essere conseguito, affermando che si tratterà di “una decisione politica” del collegio dei Commissari forte di 28 membri.

“Per il momento, stiamo dialogando.

Continueremo a mettere assieme il modello in relazione ai costi ed alle implicazioni” dell'abrogazione dell'obiettivo del 10%, ha spiegato, indicando che l'analisi esaminerà il più ampio impatto sull'economia, comprese le importazioni di biocarburanti ed i posti di lavoro in Europa.

Jos Dings della Transport & Environment ha dichiarato di essere preoccupato che lo standard di miscela minima possa diventare obbligatorio.

“Interessante” ha detto la Donnelly quando Dings le ha chiesto informazioni circa i piani per un “obbligo di inserimento” nei carburanti per autoveicoli.

“A dire il vero, dovrei prenderne atto”.
(da: euroactiv.com, 4 maggio 2016)



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