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26 June 2019 The on-line newspaper devoted to the world of transports 07:46 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIV - Numero 31 MAGGIO 2016

TRASPORTI ED AMBIENTE

IL SETTORE DEI TRASPORTI ATTACCA DURAMENTE LA POLITICA "POPULISTA" DELL'UNIONE EUROPEA SUI BIOCARBURANTI

La recente conferma che l'Unione Europea non avrà più un obiettivo per i biocarburanti nel trasporto dopo il 2020 sta provocando violente reazioni in tutto il settore, che in occasione di un evento svoltosi a Bruxelles a maggio ha attaccato duramente la politica "populista" del blocco.

"Non esiste una soluzione ottimale" quando si tratta di ridurre le emissioni di anidride carbonica derivanti dal settore dei trasporti, secondo la Commissione Europea, che delineerà le opzioni politiche in un "comunicato" al riguardo a giugno o a luglio.

"La Commissione valuterà le differenti opzioni in maniera olistica" afferma Bernd Kuepker, funzionario della direzione per l'energia della Commissione che ha parlato l'11 maggio scorso in occasione di un evento ospitato dalla rappresentanza bavarese presso l'Unione Europea.

"Pertanto essa guarderà a tutte le diverse opzioni" fra cui l'efficienza del carburante, la promozione dei veicoli elettrici e "il dirottamento verso avanzati carburanti rinnovabili" ha detto Kuepker, che si occupa di energie rinnovabili alla DG Energy.

I responsabili del settore hanno confermato ai primi di maggio che le regole dell'Unione Europea che richiedono agli stati membri di utilizzare "almeno il 10%" di energia rinnovabile nei trasporti saranno abrogate dopo il 2020, lasciando cadere di fatto dopo quella data l'obbligo di utilizzare biocarburanti nei trasporti.

"Nessuna vera alternativa ai biocarburanti di prima generazione"

Queste notizie stanno provocando un effetto raggelante sui produttori di biocarburanti, i quali hanno avvertito di avere bisogno di certezza normativa per investire nei cosiddetti biocarburanti di seconda generazione che non sono in concorrenza con i raccolti alimentari.

"Non investiremo in alcuna tecnologia avanzata se non saremo sicuri che le regole permangano per un periodo di almeno da cinque a dieci anni" ha dichiarato Jörg Jacob, amministratore delegato della German Biofuels, una società che produce biocarburanti derivati dall'olio di colza.

"Oggi non c'è nessuna vera alternativa ai biocarburanti di prima generazione che stiamo producendo" ha detto.

"Ci sarà in futuro - fra dieci o quindici anni - se si potranno conseguire delle precondizioni.

Ma finora abbiamo un sistema funzionante di biocarburanti e non dovremmo metterlo a repentaglio con regolamenti o discussioni politiche come quelle sull'ILUC" ha dichiarato Jacob riferendosi alla controversia in corso in relazione al cambiamento indiretto dell'uso del territorio da parte dei biocarburanti.

Le discussioni relative alla evacuazione del territorio ed alla scarsità di cibo causate dai biocarburanti sono indirizzate più dalla "ideologia" o dal "populismo" che dalla scienza, aggiunge Jacob, attaccando la decisione dell'Unione Europea di dismettere il proprio obiettivo sui biocarburanti dopo il 2020.

Una direttiva dell'Unione Europea sul cambiamento indiretto dell'uso del territorio adottata l'anno scorso limita al 7% l'uso dei biocarburanti dannosi che competono con i raccolti cresciuti sui terreni agricoli.

Essa stabilisce altresì un obiettivo indicativo dello 0,5% per i biocarburanti di seconda generazione, il cui contributo conterebbe doppio nei confronti dell'obiettivo del 10% per le energie rinnovabili per i trasporti per il 2020.

Peraltro, la distinzione fra biocarburanti di prima e seconda generazione è inutile, secondo Alexander Knebel, portavoce dell'agenzia tedesca per le energie rinnovabili, che ha parlato nel corso dell'evento di Bruxelles.

"Esistono piuttosto delle transizioni, direi" afferma Knebel.

Citando i biogas a mo' di esempio, Knebel ha sottolineato che "il processo di metanizzazione si presta anche ad altre materie prime" che possono essere tutte quante usate nel trasporto.

La sua opinione è stata condivisa da Robert Götz, responsabile per le energie rinnovabili al ministero bavarese degli affari economici, il quale ha dichiarato che le controversie che circondano il contributo dei biocarburanti alla deforestazione od alla scarsità del cibo sono una distrazione.

"A nostro giudizio, non esistono ancora prove scientifiche convincenti" che i biocarburanti contribuiscano alla rimozione di raccolti alimentari per la produzione di carburante, ha detto Götz, riferendosi al cambiamento indiretto dell'uso del territorio.

"È un dibattito teorico che ci distrae dalla vera necessità di agire adesso" sostiene.

Götz afferma che è decisivo continuare la ricerca sui più sostenibili biocarburanti di seconda generazione e portarli sul mercato al più presto possibile.

"Ma i biocarburanti convenzionali ed avanzati non sono in concorrenza l'uno con l'altro" ha detto, aggiungendo che "non possiamo permetterci di aspettare i carburanti del futuro" per decarbonizzare il settore dei trasporti.

"Abbiamo la necessità di utilizzare ogni specie di forma sostenibile di energia, che si tratti di elettricità, convenzionale o biocarburanti avanzati".

Autotrasporto, trasporto aereo e trasporto marittimo

I biocarburanti sono visti come un'alternativa promettente al diesel, in particolare nel settore dell'autotrasporto, in cui l'elettrificazione rappresenta ancora una prospettiva lontana.

"Per conseguire riduzioni della CO2 in questo settore, i biocarburanti svolgeranno ancora un ruolo" ha affermato Nienke Smeets, funzionaria del ministero olandese delle infrastrutture e dei trasporti parlando all'evento.

Gli stati membri "possono fare tanto" per ridurre le emissioni di trasporto a livello nazionale, afferma Smeets, menzionando gli incentivi fiscali e le sovvenzioni.

"Ma ci sono alcune cose di cui abbiamo bisogno a livello europeo", ha aggiunto, menzionando "la chiarezza in ordine alla normativa sui biocarburanti dopo il 2020" come "assolutamente essenziale".

"Ci occorrono rigorose limitazioni alla CO2 per le automobili al fine di conseguire la presenza nel mercato di veicoli ad emissioni zero.

E ne abbiamo bisogno anche per i camion" ha detto la Smeets.

Nei Paesi Bassi, il governo ha approvato una normativa che richiede a tutti i nuovi autoveicoli destinati al trasporto di persone di essere ad emissioni zero entro il 2035, spiega la Smeets, il che significa passare entro quella data alla mobilità elettrica per i veicoli leggeri.

"Peraltro, sappiamo che per i camion il gas naturale liquido rappresenta un'opzione più probabile" unitamente ai biocarburanti ed alle soluzioni ibrido elettriche, afferma la Smeets, aggiungendo che anche l'idrogeno potrebbe costituire un'opzione a lungo termine.

"Anche per il trasporto aereo e quello marittimo ravvisiamo un potenziale per i biocarburanti perché non ci sono molte altre opzioni allo scopo di decarbonizzare".
(da: euractiv.com, 13 maggio 2016)



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