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23 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 13:09 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIV - Numero 31 MAGGIO 2016

PROGRESSO E TECNOLOGIA

LA TECNOLOGIA È "PRONTA A TRASFORMARE LO STOCCAGGIO IN MAGAZZINO"

Secondo gli esperti in innovazione che hanno parlato ad un seminario sull'innovazione problematica in occasione dell'evento Multimodal svoltosi quest'anno a Birmingham, magazzini completamente automatizzati e "robotizzati" che utilizzano cioè robot per la lavorazione dei prodotti a livello di singolo pezzo arriveranno molto prima di quanto tanta gente pensi e trasformeranno le attività di magazzinaggio.

Rispondendo ad una domanda di Lloyd's Loading List, Will Whitehorn, che fra i vari ruoli svolti annovera quello di presidente dell'iniziativa di attuazione innovativa Transport Systems Catapult, nonché di membro del consiglio di amministrazione della società di trasporto Stagecoach, ha detto che quando si tratta di un'innovazione problematica, alcune delle implicazioni sono impossibili da prevedere.

Peraltro Whitehorn afferma che togliere la gente dal magazzino comporta la possibilità di trasformare radicalmente il suo uso, ad esempio eliminando i requisiti inerenti a salute e sicurezza o la necessità di essere mantenuto a temperatura ambiente.

Si potrebbe quindi cambiare il modo in cui lo spazio dovrebbe funzionare, ad esempio le dimensioni o gli spazi dei corridoi, ottenendo così molto di più dal medesimo spazio di stoccaggio.

Whitehorn ritiene altresì che la "stampa laser" o la "stampa in 3D" nel giro di 10 anni faranno sì che quasi tutti i prodotti più complessi potrebbero essere realizzati presso il sito di destinazione in luogo della necessità di essere trasportati e stoccati, mentre i magazzini diventerebbero utilizzabili principalmente per gli articoli che non potrebbero essere riprodotti artificialmente, come i prodotti alimentari; ovvero, potenzialmente, come posti in cui potrebbe avvenire la stampa in 3D.

"Togliendo le persone dai magazzini, potremmo cambiare completamente i tipi di magazzino in cui vengono effettuate le operazioni, e se si aggiunge a ciò la stampa in 3D - che è già in uso in un settore come l'aviazione, in cui le linee aeree stampano in 3D i pezzi di ricambio presso gli aeroporti invece di stoccarli presso i centri di distribuzione - si assisterà ad un tipo completamente diverso di magazzino operativo" ha detto.

Dominic Regan, della ditta di tecnologia Oracle, afferma che i magazzini dedicati alle derrate sono divenuti automatizzati nel corso degli anni, ma che la piena automazione rappresenta la prossima ovvia fase.

Quella tecnologia solo adesso è diventata disponibile.

Regan, però, non è d'accordo con Whitehorn quando afferma che la maggior parte dei prodotti inorganici diventeranno stampabili, sostenendo che il magazzino continuerà ad essere un posto per depositare articoli consolidati prodotti in modo più efficiente altrove.

"Il magazzino svolgerà ancora quel ruolo di broker fra fornitore e cliente" ha detto.

Peter Ward, amministratore delegato della UKWA (UK Warehouse Association) ha dichiarato a Lloyd's Loading List che esistono già magazzini "scuri" completamente automatizzati, ma che essi servono a movimentare prodotti in entrata ed uscita a livello di pallet.

Le difficoltà inerenti al passaggio da questo alle di gran lunga più complesse questioni dell'automazione del magazzinaggio e del recupero del singolo pezzo non sono state ancora superate, sebbene la Amazon sia stata la pioniera nell'uso dei robot "Kiva" per aiutare a raccogliere i prodotti.

Whitehorn afferma che un cambiamento sensazionale potrebbe verificarsi grazie alle nuove e più potenti batterie che renderanno i veicoli elettrici di gran lunga più diffusi.

"Alla Stagecoach, puntiamo ad un bus elettrico che sia in grado di essere operativo per un'intera giornata con una singola carica: questo tipo di tecnologia si avvia ad avere effetti enormi" ha aggiunto.

La maggior parte dei relatori e dei partecipanti si aspettavano che veicoli del tutto autonomi sarebbero diventati disponibili nel giro di cinque anni, sebbene Whitehorn affermi che le difficoltà logistiche e normative significano che 10 anni sono un orizzonte temporale più probabile per veicoli di trasporto merci stradale completamente autonomi.

Diversi relatori si sono detti d'accordo sul fatto che la crescente domanda di commercio al dettaglio elettronico ai fini di consegne più rapide ai consumatori hanno comportato la continuazione delle tendenza verso centri distributivi più piccoli situati più vicino ai centri abitati, piuttosto che verso imponenti centri distributivi nazionali o regionali.

Ciò ha comportato difficoltà in termini sia di disponibilità del territorio che di costi che sarebbero stati probabilmente correlati ad un numero maggiore di magazzini più snelli, lunghi ed alti.

Magazzini lunghi e snelli hanno reso più semplice portare i prodotti dentro e fuori dal magazzino più alla svelta mediante veicoli, spiega Whitehorn.

In generale, i relatori hanno detto che è probabile che i veicoli senza autista, la stampa in 3D, i magazzini operativi con robot e le nuove forme di energia cambino le filiere distributive in modo più sensazionale di quanto non sia avvenuto prima.

Whitehorn afferma che questi fattori non solo cambierebbero il modo in cui le filiere distributive vengono gestite, ma anche come l'infrastruttura medesima viene utilizzata.

"Anche la robotica ed i veicoli autonomi cambieranno il modo in cui utilizziamo le reti stradali e ferroviarie" ha aggiunto.

In termini energetici, anche l'abbandono dell'uso di carburanti fossili rappresenterebbe uno dei più grandi cambiamenti della storia moderna, dal momento che le imprese produttrici di petrolio sono state sottoposte a crescenti pressioni dai nuovi tipi di carburante, così come dalla sempre maggiore facilità di estrazione del petrolio mediante nuove tecnologie.

Nel contempo, Peter Louden, responsabile operativo del fornitore di consegne espresso tramite e-commerce Doddle, ha spiegato quanto il tasso di cambiamento tecnologico stia distanziando una società che ha soli tre anni di vita ma ha già sviluppato una rete di distribuzione pacchi in località di tutto il Regno Unito.

Louden ha detto che la sua società è stata costretta ad "arrestarsi".

Ha infatti dichiarato ai partecipanti: "Quando abbiamo allestito i nostri primi negozi ad esempio abbiamo dovuto metterci dei costosi touch-screen, ma quando abbiamo voluto realizzare il Doddle Neighbour abbiamo capito che potevamo farlo fornendo l'intero magazzino su un telefono cellulare di modo che la gente potesse allestirsi un proprio negozio in soggiorno: l'e-commerce sta superando di gran lunga ogni altro sviluppo".

Quella crescita sta inoltre cogliendo sul fatto i dettaglianti, che già si trovavano in difficoltà nell'integrare concetti quale fare in modo che le merci tornino nelle loro filiere distributive "multicanale" senza incorrere in enormi perdite.

"La raccolta effettuata con un clic ha quasi reso inutili i negozi a causa dell'esplosione della domanda, di modo che ci sono un sacco di venditori al dettaglio che ci chiedono se possiamo vendergli la nostra tecnologia" aggiunge Louden.
(da: lloydsloadinglist.com, 23 maggio 2016)



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