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21 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 21:02 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIV - Numero 31 AGOSTO 2016

LOGISTICA

LA FILIERA DISTRIBUTIVA SI COLLEGA AD INTERNET DELLE COSE

Il potenziale per la tecnologia di Internet delle Cose nella gestione della filiera distributiva potrebbe essere imponente, afferma Haley Garner, responsabile delle ricerche alla eft (abbreviazione di Eye For Transport).

La eft, la cui sede è nel Regno Unito, fornisce soluzioni logistiche e di filiera distributiva alle imprese che trovano sempre maggiori difficoltà a gestire i propri fornitori e materiali attraverso le frontiere.

La eft ha appena pubblicato una nuova ricerca sul ruolo che Internet delle Cose attualmente svolge in tale contesto.

I decisori della filiera distributiva in tutta la logistica e presso le imprese produttive hanno offerto le proprie opinioni riguardo a come Internet delle Cose stia modellando il futuro dei loro settori.

Al momento, constata la eft, il 41% dei responsabili della gestione della filiera distributiva ha già messo in atto qualche forma di soluzione di Internet delle Cose, mentre un altro 23% ha detto di avere in programma l'uso di una tecnologia relativa ad Internet delle Cose in qualche momento del futuro.

Inoltre, un'ampia maggioranza (l'87%) ha dichiarato di avere in programma l'espansione dell'uso di Internet delle Cose.

I ricercatori hanno puntualizzato dove questi soggetti vorrebbero che le loro soluzioni di Internet delle Cose apportassero trasparenza ed efficienza alle loro operazioni.

Soprattutto, la loro domanda primaria riguarda la capacità di seguire la localizzazione dei materiali nella filiera distributiva.

Ma anche la sicurezza e la prevenzione dei furti di quei materiali, la temperatura alla quale quei materiali vengono immagazzinati nel corso del trasporto e la velocità alla quale quei materiali viaggiano sono in cima alla loro lista.

Garner, peraltro, ha detto a PYMNTS.com che il potenziale dell'Internet delle Cose nella filiera distributiva potrebbe andare molto oltre.

Ad esempio, attenuando il rischio per il fornitore.

"Fondamentalmente, l'Internet delle Cose consente alle attività di raccogliere un numero di dati esterni ed interni notevolmente maggiore e di integrarli nelle loro analitiche di valutazione del rischio" ha spiegato.

"Le imprese che dispongono di efficaci strategie per la mitigazione del rischio generalmente incorporano più flussi di dati nei propri piani inerenti ai rischi, consentendo loro di prendere decisioni calcolate in modo efficace".

Potrebbe trattarsi di una cosa enorme, considerato che lo U.S. National Counterintelligence and Security Center ha appena rilanciato il proprio impegno ad incrementare la condivisione di dati con le imprese con il proposito di proteggere le filiere distributive e di attenuare il rischio per il fornitore.

La eft ha inoltre identificato altri metodi di misura, come il livello di umidità, le scosse e le vibrazioni, la pressione sui materiali ed altre serie di informazioni che, senza la tecnologia di Internet delle Cose, potrebbero essere considerati piccolissimi punti di dati inaccessibili al gestore della filiera distributiva o della logistica.

La capacità di capire quanti materiali leggeri sono esposti o come si stanno muovendo nel tragitto potrebbe sembrare irrilevante, ma Garner ha spiegato che tutti questi particolari hanno un impatto sulle contabilità di queste ditte.

Per dirne una, afferma Garner, i dati di Internet delle Cose assicurano un vantaggio in termini di concorrenza.

"Le attività che agiscono in questi spazi sono sempre più consapevoli del fatto che avere più dati e le corrette analitiche può essere un serio vantaggio competitivo" sostiene Garner.

"L'Internet delle Cose fornisce alle imprese che adottano la tecnologia in questione un numero notevolmente maggiore di dati che possono essere utilizzato ai fini di previsioni, attenuazione del rischio, pronostici ed efficienze più precisi".

La ricerca pubblicata l'anno scorso da DHL e Cisco ha previsto che le filiere della distribuzione collegate ad Internet delle Cose potrebbero comportare profitti per 1.900 miliardi di dollari USA a causa dei costi inferiori e dell'aumento dei ricavi per le imprese che impiegano tale tecnologia.

Ha poi aggiunto che anche l'automazione è un fattore fondamentale affinché le ditte della filiera distributiva restino competitive nel mercato odierno, dalla produzione al magazzinaggio.

"C'è un certo numero di tecnologie sotto l'egida di Internet delle Cose che consentono alle macchine di funzionare autonomamente, cosa che ha un enorme potenziale per rendere più rapida, efficiente ed agile la filiera distributiva" afferma Garner.

Ma Internet delle Cose è alquanto lontana dall'aver raggiunto il proprio pieno potenziale tanto da poter impattare sullo spazio della filiera distributiva, aggiunge Garner.

Ad esempio, quando si tratta di attenuare il rischio del fornitore, l'Internet delle Cose può arrivare solo fino ad un certo punto, perché la tecnologia non è stata ancora implementata presso tutti i punti all'interno della filiera distributiva.

Le metriche di misurazione, come la temperatura e la movimentazione, afferma, "sono solo il potenziale iniziale della tecnologia, con l'autonomia a svolgere un enorme ruolo nello spazio in futuro".

Le analisi condotte dalla eft hanno constatato che le imprese vorrebbero incrementare il proprio uso della tecnologia di Internet delle Cose in nuove aree.

Il perfezionamento del servizio alla clientela mediante migliori informazioni è stato indicato come la domanda di punta delle imprese che programmano di potenziare le tecnologie relative ad Internet delle Cose nella gestione della propria filiera distributiva, seguita dal conseguimento di una maggiore visibilità rispetto alle variabili aggiuntive della filiera distributiva.

Anche la sicurezza personale e la conformità alla normativa sono state classificate in alto nella loro lista delle ragioni più importanti per cui ad essi piacerebbe dare impulso agli investimenti in Internet delle Cose della filiera distributiva.

E queste ditte inoltre sanno già dove questi investimenti andranno a ricadere.

La maggior parte di loro ha dichiarato di essere intenzionata ad incrementare i propri sensori di Internet delle Cose e le tecnologie di monitoraggio, seguite dal tracking via GPS o satellitare e dalla tecnologia RFID (che utilizza le onde radio per catturare i dati relativi ad un oggetto cui è stata applicata una targhetta RFID).

Questi dati sono promettenti, ma Garner ha detto che ci sono alcune difficoltà per le attività che effettivamente perseguono gli obiettivi che si sono prefissate.

"Penso che ci siano molte attività che non capiscono il potere dell'Internet delle Cose" dichiara Garner.

Ha poi sottolineato la riluttanza ad impiegare risorse per usare la tecnologia relativa ad Internet delle Cose.

Ad esempio, molte attività non desiderano investire in tecnologia RFID perché è più costosa dei codici a barre.

Ma può esserci un'altra ragione per cui l'adozione di Internet delle Cose è stata lenta nella filiera della distribuzione.

"Non credo che gli organismi di Internet delle Cose abbiano fatto un bel lavoro con la strutturazione del valore nella tecnologia, specialmente per i decisori non tecnici nelle attività" sostiene Garner.

"Poiché l'Internet delle Cose richiede una solida programmazione strategica al fine di assicurare una redditività del capitale investito, le imprese che sono alle prese con le strategie inerenti ai dati - e nel settore ce ne sono tante - non si dimostrano entusiaste di aggiungere altri dati ancora a quelli esistenti".

Le sofferenze comportate dall'investimento in tecnologia e la minaccia di dati soverchianti potrebbero non essere troppo allettanti per le imprese della filiera distributiva.

Ma la tecnologia di Internet delle Cose sta avanzando a gran ritmo, afferma Garner, e alla fine produrrà risultati.

"È stato un lungo processo ma in misura sempre maggiore le attività di filiera distributiva e logistica stanno assumendo esperti e sviluppatori di dati, spendono denaro in innovazione e tecnologia ed inseriscono dati nelle strategie imprenditoriali" sostiene.

"Man mano che coloro che l'hanno adottata dimostreranno di avere ricavato reddito dagli investimenti in Internet delle Cose e che le imprese della filiera distributiva e della logistica diventeranno più avanzate dal punto di vista tecnologico, la sua adozione si incrementerà"-
(da: theloadstar.co.uk/eft.com, 26 agosto 2016)



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