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COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIV - Numero 31 AGOSTO 2016

LEGISLAZIONE

I PARLAMENTARI EUROPEI DANNO BATTAGLIA ALLA COMMISSIONE RIGUARDO AI TAGLI DI UN MILIARDO DI EURO AI FONDI PER TRASPORTI ED ENERGIA

I membri del Parlamento Europeo hanno avvertito la Commissione di non apportare più tagli al proprio finanziamento di 30 miliardi di euro destinato alla realizzazione di infrastrutture relative al trasporto, all'energia ed alle telecomunicazioni.

I parlamentari sono preoccupati perché la Commissione limerà una cifra prossima ad 1 miliardo di euro dai fondi destinati a trasporti ed energia per immetterla nella seconda fase del 2018 del "Piano Juncker", la strategia d'investimento vanto dell'esecutivo.

Il CEF (Meccanismo per Collegare l'Europa), programma di finanziamento per le infrastrutture di trasporto ed energia, è stato decurtato l'anno scorso quando l'esecutivo iniziò a programmare l'immissione di 315 miliardi di euro di investimento nei progetti più a rischio.

Dopo una battaglia con il Parlamento Europeo, la Commissione tolse 200 milioni di euro dal CEF, meno di quanto volesse in origine, mettendoli fra i 21 miliardi di euro di garanzie contro i rischi al fine di incoraggiare l'investimento privato.

Il vice presidente della Commissione Jyrki Katainen ha annunciato in primavera che avrebbe proposto l'estensione del piano del suo strumento finanziario, il FEIS (Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici).

Alcuni parlamentari lo considerano come una minaccia ai fondi del CEF, che vengono concessi secondo criteri più rigorosi per far sì che il denaro venga utilizzato per adeguarsi agli obiettivi politici dell'Unione Europea come il collegamento fra le principali tratte di trasporto fra paesi vicini.

Una fonte parlamentare ha dichiarato: "Anche se il FEIS è entrato in vigore, è troppo presto per dire che dovremmo estenderlo".

Il parlamentare liberale francese Dominique Riquet ha preparato una lettera per la vice presidente della Commissione Kristalina Georgieva, responsabile del bilancio dell'Unione Europea, chiedendole di proteggere i fondi del CEF da un ulteriore taglio.

Anche altri cinque parlamentari - le liberali francesi Sylvie Goulard e Nathalie Griesbeck, il vice presidente rumeno del partito popolare europeo Marian-Jean Marinescu, il parlamentare tedesco del partito popolare europeo Markus Pieper ed il presidente del gruppo liberale Guy Verhofstadt - hanno firmato la lettera alla Georgieva.

Una fonte della Commissione ha affermato che "essa è consapevole dei sentimenti del Palamento" ma non ha voluto rilasciare commenti sulla lettera.

L'esecutivo procederà alla revisione del proprio bilancio alla fine di quest'anno ed occorre che il Parlamento approvi qualsiasi cambiamento.

I parlamentari europei stanno già spingendo contro un'altra spartizione dei fondi del CEF che a loro dire vengono sborsati per realizzare infrastrutture che spesso sono più necessarie.

"È politicamente più facile per la Commissione prelevare dal CEF" ha detto una fonte parlamentare.

La maggior parte dei 21 miliardi di euro supportati dall'Unione Europea destinati ai prestiti ai sensi del piano d'investimento Juncker sono stati ritagliati dai programmi di finanziamento in essere, fra cui il CEF ed i fondi di ricerca della Commissione Horizon 2020.

Fonti dell'Unione Europea hanno detto ad EurActiv.com che i funzionari della Commissione stanno valutando un taglio fra 300 e 400 milioni dei fondi CEF per le infrastrutture di trasporto e di circa 500 milioni dalla parte destinata ai progetti energetici.

Gran parte dei 30 miliardi di euro dei fondi CEF sono stati assegnati alle infrastrutture di trasporto.

Secondo informazioni rese pubbliche dalla Banca Europea di Investimento, finora dall'anno scorso sono stati approvati 16 progetti di trasporto ai sensi del Piano Juncker, estraendo complessivamente oltre 2 miliardi di euro in prestiti dell'Unione Europea.

I parlamentari europei hanno criticato lo sbilanciato programma di finanziamento FEIS perché per lo più è indirizzato alla costruzione di strade, trascurando ferrovie, porti ed aviazione.

Essi hanno sostenuto che i progetti finanziati dal CEF hanno un bisogno disperato di denaro dell'Unione Europea e che molto probabilmente non attirerebbero investimenti privati, a differenza dei progetti infrastrutturali su larga scala che hanno ottenuto fondi FEIS.

EurActiv ha pubblicato un documento riservato che rivela i piani della Commissione di incrementare il quantitativo di denaro del programma CEF per la realizzazione di reti di telecomunicazione ai sensi di un piano per revisionare le regole europee sulle telecomunicazioni alla fine di quest'anno.

L'esecutivo vorrebbe realizzare nuove e più veloci reti di telecomunicazioni nel tentativo di accelerare le connessioni internet entro il 2025 ad un ritmo minimo di 100 MB al secondo.

Attualmente, il programma include meno di 1 miliardo di euro per le telecomunicazioni, molto meno dell'ammontare destinato all'energia ed al traporto.

Ci si aspetta che l'esecutivo pubblichi il documento a settembre.
(da: euractiv.com, 27 luglio 2016)



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