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19 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 23:06 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIV - Numero 15 SETTEMBRE 2016

TRASPORTI ED AMBIENTE

I PARLAMENTARI EUROPEI VOGLIONO CHE LO SHIPPING VENGA INCLUSO FRA GLI OBIETTIVI SULLE EMISSIONI 2030 ATTRAVERSO I "FONDI PER IL CLIMA" DELL'ETS

Una proposta finalizzata ad includere le emissioni derivanti dallo shipping fra gli obiettivi di riduzione delle emissioni entro il 2030 dell'Unione Europea attraverso lo ETS (sistema di scambio delle emissioni) dell'Unione Europea ha ottenuto un supporto trasversale fra i parlamentari europei.

L'emendamento prevede che gli armatori acquisiscano quote ai sensi dell'ETS dal 2021 in poi ovvero paghino un importo equivalente da versare in nuovo fondo per il clima che minimizzi gli oneri amministrativi mediante l'acquisto di quote collettivamente per loro conto.

La proposta è stata presentata dai gruppi parlamentari dei Socialisti e Democratici, dei Verdi e dei Liberali.

Anche il gruppo di centro-destra, vale a dire il Partito Popolare Europeo, ha supportato l'inclusione del trasporto marittimo nell'ETS quale modalità per far sì che il settore contribuisca agli obiettivi sul clima per il 2030 dell'Unione Europea.

Il fondo fungerà anche da meccanismo di riflusso mediante il reinvestimento del 20% dei proventi delle quote al fine di rendere più efficiente il settore dello shipping e dei porti.

Ci si aspetta che questa nuova fonte di finanziamento supporti gli aggiornamenti finalizzati al risparmio di carbonio, le tecnologie innovative ed i programmi di addebitamento dei porti.

T&E stima che ciò ammonterebbe grosso modo ad 1 miliardo di euro in fase di avvio.

La proposta si basa sull'attuale sistema di monitoraggio dell'Unione Europea delle emissioni derivanti dal trasporto marittimo allo scopo di addivenire ad un minimo dei costi amministrativi aggiuntivi per gli armatori, i porti e le autorità.

Gli armatori di navi in arrivo o partenza dai porti dell'Unione Europea dovrebbero o acquisire direttamente quote ETS dell'Unione Europea al fine di provvedere alle proprie emissioni di CO2 o pagare un importo equivalente da versare nel fondo che collettivamente otterrà e ritirerà il numero richiesto di quote per loro conto.

La parlamentare dei Socialisti e Democratici Jytte Guteland ha dichiarato: "Se l'Europa vuole onorare i propri impegni relativi all'accordo di Parigi, tutti i settore dovranno contribuire alla transizione verso una società a basso contenuto di carbonio.

Il tempo è un fattore decisivo ed il settore dello shipping ha un importante ruolo da svolgere in questa transizione.

Istituendo un fondo per il clima per le quote del trasporto marittimo, l'Unione Europea aiuterà il settore a ridurre le emissioni di riscaldamento globale in un modo sostenibile investendo il 20% dei proventi in progetti verdi per le navi ed i porti".

Essendo sfuggiti a qualsiasi riferimento esplicito nell'accordo di Parigi, il settore e l'IMO si trovano ad affrontare una pressione sempre maggiore affinché adempiano agli obblighi sul fronte del clima.

L'IMO ha iniziato ad indirizzarsi verso la definizione di un contributo di "equa ripartizione" da parte del settore dello shipping per mettere un freno ai cambiamenti climatici, ma la decisione sul piano di lavoro è stata rinviata in occasione della sua ultima riunione di aprile.

La prossima si svolgerà ad ottobre.

Il parlamentare dei Verdi Bas Eickhout ha affermato: "Qui si tratta davvero di ridurre le emissioni del trasporto marittimo internazionale, dal momento che solo il settore dei trasporti non sta contribuendo agli obiettivi climatici in Europa.

Dal momento che potrebbero volerci anni perché i lavori dell'IMO producano una proposta, il nostro compito è quello di assicurare che l'Europa prenda l'iniziativa.

C'è anche l'opportunità di incrementare le ambizioni sul clima dell'Unione Europea dopo Parigi rendendo gli obiettivi di riduzione diffusi in tutta l'economia".

Ai sensi del fondo proposto per lo shipping gli armatori marittimi pagherebbero una quota associativa annuale basata sulle loro emissioni annue e sul prezzo medio di quota dell'anno precedente.

Il pagamento diretto nel fondo consentirà agli armatori di contribuire direttamente agli obiettivi di riduzione delle emissioni entro il 2030 dell'Unione Europea.

Il responsabile trasporti marittimi di T&E Sotiris Raptis afferma: "Il limite di riscaldamento ben al di sotto dei 2°C stabilito dall'Accordo di Parigi sarà difficile da rispettare a meno che l'Europa e l'IMO non introducano misure per tagliare le emissioni derivanti dal trasporto marittimo.

Lo shipping è il solo settore dei trasporti che non contribuisce agli obiettivi cimatici dell'Unione Europea.

Occorre che ciò abbia fine perché non c'è nessuna ragionevole scusa per questo trattamento speciale".

La normativa dell'Unione Europea sul monitoraggio, le relazioni e la verifica delle emissioni marittime di gas serra è entrata in vigore a luglio del 2015 e diventerà operativa nel 2018.

L'anno scorso uno studio del Parlamento Europe ha constato che lo shipping sarà responsabile del 17% delle emissioni complessive nel 2025 se verrà lasciato privo di regolamentazione.
(da: hellenicshippingnews.com, 8 settembre 2016)



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