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27 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 01:22 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIV - Numero 15 SETTEMBRE 2016

LEGISLAZIONE

ENTRA IN VIGORE NEL 2017 LA CONVENZIONE SULLE ACQUE DI ZAVORRA

L'adesione da parte della Finlandia ha dato il via all'entrata in vigore della Convenzione sulla Gestione delle Acque di Zavorra dell'IMO.

La Convenzione entrerà in vigore l'8 settembre 2017, segnando una tappa decisiva nel contesto delle iniziative finalizzate a porre fine alla diffusione delle specie acquatiche invasive, che possono causare uno scompiglio negli ecosistemi locali, comportare problemi per la biodiversità e condurre a notevoli perdite economiche.

Ai sensi della Convenzione, alle navi sarà richiesto di gestire le proprie acque di zavorra per rimuovere, rendere meno dannosi od evitare l'assorbimento o lo scarico di organismi e patogeni acquatici nelle acque di zavorra e nei sedimenti.

"Si tratta di una pietra miliare davvero significativa per la salute del nostro pianeta" ha dichiarato il segretario generale dell'IMO Kitack Lim.

"La diffusione di specie invasive è stata riconosciuta come una delle maggiori minacce al benessere ecologico ed economico del pianeta.

Queste specie stanno causando enormi danni alla biodiversità ed alle preziose ricchezze naturali della terra dalle quali dipendiamo.

Le specie invasive causano inoltre effetti diretti ed indiretti sulla salute ed il danno per l'ambiente è spesso irreversibile" afferma Lim.

Ha poi aggiunto: "L'entrata in vigore della Convenzione sulla Gestione delle Acque di Zavorra non solo minimizzerà il rischio di invasioni di specie aliene tramite le acque di zavorra, ma assicurerà altresì regole uguali per tutti a livello mondiale per il trasporto marittimo internazionale, fornendo standard chiari e solidi per la gestione delle acque di zavorra sulle navi".

L'adesione della Finlandia porta il tonnellaggio combinato degli stati che hanno sottoscritto il trattato al 35,1441% per 52 partecipanti.

La Convenzione stabilisce che essa entrerà in vigore 12 mesi dopo la ratifica da parte di un minimo di 30 stati, in rappresentanza del 35% del tonnellaggio marittimo mercantile mondiale.

La Convenzione richiederà che tutte le navi impegnate nei traffici internazionali gestiscano le proprie acque di zavorra ed i sedimenti ai sensi di determinati standard, secondo un piano di gestione delle acque di zavorra specificamente indirizzato alle navi.

Tutte le navi dovranno altresì disporre di un registro delle acque di zavorra e di un Certificato Internazionale di Gestione delle Acque di Zavorra.

Lo standard di prestazione delle acque di zavorra verrà introdotto entro un certo periodo di tempo.

Occorrerà che la maggior parte delle navi installino un sistema a bordo per la trattazione delle acque di zavorra e l'eliminazione di organismi indesiderati.

Sono già disponibili più di 60 sistemi omologati.

"L'entrata in vigore è un buon passo avanti verso il chiarimento di quello con cui le navi avranno a che fare nel prossimo ed un po' più lontano futuro" afferma il consulente specialista in gestione delle acque di zavorra Jad Mouawad.

"Molte questioni restano aperte nel corso della fase di attuazione: come le rivisitate linee guida sull'omologazione saranno integrate nei termini di scadenza per l'aggiornamento, come gli armatori potranno scegliere strategicamente un sistema di trattamento delle acque di zavorra al fine di assicurare la conformità alle direttive della Guardia Costiera degli Stati Uniti (che non hanno ancora omologato un sistema di trattamento delle acque di zavorra), quali cambiamenti l'IMO apporterà al testo della convenzione al di là delle modifiche alla scadenza già concordate.

"L'immediata reazione alla ratifica in anticipo per noi è stato un repentino incremento delle richieste di studi di mercato e di fattibilità per gli armatori.

In breve, gli armatori ci stanno chiedendo quali sistemi dovrebbero acquistare, come realizzare una strategia di installazione sulla base delle loro date programmate per le ispezioni, dei bacini di carenaggio, eccetera.

Io raccomando che tutti gli armatori facciano questi compiti a casa prima di iniziare a comprare i sistemi".

La ICS guarda all'IMO per un chiarimento

La ICS (International Chamber of Shipping) ribadisce che adesso è più essenziale che mai che gli stati membri dell'IMO portino a compimento la revisione delle linee guida per l'omologazione del G8 per i sistemi di trattamento nella prossima sessione della Commissione per la Protezione dell'Ambiente Marino ad ottobre.

Esben Poulsson, presidente dell'ICS, afferma: "Dobbiamo assicurare che gli armatori possano avere un'assoluta fiducia che i costosi equipaggiamenti che presto dovranno installare siano efficaci nelle condizioni per il trattamento delle acque di zavorra in cui normalmente ci si imbatte nel corso delle operazioni in tutto il mondo e che siano ritenute del tutto conformi nel corso delle ispezioni del controllo portuale statale".

"La fissazione di una data d'implementazione definita, dopo così tanti anni di ritardo, almeno darà agli armatori un po' di quella certezza necessaria per prendere importanti decisioni riguardo a se installare il nuovo equipaggiamento obbligatorio per il trattamento o altrimenti iniziare ad inviare in anticipo le navi al riciclaggio" aggiunge Poulssen.

"Sfortunatamente, l'entrata in vigore del nuovo regime IMO non risolverà le estreme difficoltà che ancora esistono negli Stati Uniti".

L'ICS afferma che c'è ancora grande incertezza riguardo al più rigoroso regime di approvazione degli Stati Uniti per l'equipaggiamento destinato al trattamento, che aveva iniziato ad essere esecutivo a gennaio del 2014 (non facendo gli Stati Uniti parte della Convenzione IMO).

La normativa statunitense richiede che tutte le navi che scaricano acque di zavorra nelle acque degli Stati Uniti utilizzino un sistema di trattamento approvato dalla Guardia Costiera degli Stati Uniti.

Tuttavia, poiché nessun sistema è stato ancora approvato, alle navi cui già si richiede di conformarsi alla normativa USA deve essere già stato concesso di allungare le date di scadenza per l'installazione dei sistemi di trattamento richiesti o altrimenti di installare un AMS (sistema di gestione alternativo) accettato dalla Guardia Costiera, in pratica un sistema di omologazione ai sensi delle attuali linee guida dell'IMO.

Tuttavia, un AMS sarà accettato per essere operativo per soli cinque anni, dopo di che dovrà essere installato un sistema approvato dalla Guardia Costiera degli Stati Uniti.

Ma la Guardia Costiera non garantisce che successivamente un AMS ottenga la completa approvazione.

Di conseguenza, gli armatori che dovessero avere installato in buona fede un AMS, ad un costo oscillante fra 1 e 5 milioni di dollari USA per nave, potrebbero poi dover sostituire il sistema completamente dopo soli cinque anni.

"IL vicolo cieco negli Stati Uniti è una particolare preoccupazione per gli operatori che hanno installato sistemi ultra-violetti" osserva Poulsson.

L'ICS afferma che la situazione è stata complicata dall'annuncio della Guardia Costiera, alla fine dell'anno scorso, che non avrebbe accettato la metodologia utilizzata dagli altri stati membri dell'IMO di approvare sistemi di trattamento ultra-violetti nel valutare il numero degli organismi presenti nelle acque di zavorra trattate.

L'ICS pertanto lavorerà con gli stati membri dell'IMO allo scopo di convincere gli Stati Uniti dell'importanza di pervenire ad una soluzione pragmatica.

Altrimenti, una volta che la Convenzione IMO sarà entrata alla fine in vigore l'anno prossimo, il settore del trasporto marittimo dovrà affrontare un vero e proprio caos" afferma Poulsson.

INTERTANKO cautamente ottimista

La INTERTANKO sta avvisando i propri membri di restare attenti e cauti nei mesi a venire.

L'amministratrice delegata di INTERTANKO, Katharina Stanzel, commenta al riguardo: "L'entrata in vigore di una Convenzione internazionale che fornisce direttive a livello globale sarà sempre accolta favorevolmente dalla INTERTANKO e dal settore dello shipping internazionale.

In termini pratici questo sviluppo assicura agli armatori la certezza di una data stabilita ora in essere a partire dalla quale possono essere approntati i programmi per l'installazione e per i bacini di carenaggio.

Tuttavia, occorre compensare ciò con il fatto che l'IMO deve ancora terminare i propri lavori di esame e revisione delle linee guida sull'omologazione dei sistemi di gestione delle acque di zavorra".

Il direttore per l'ambiente di INTERTANKO, Tim Wilkins, aggiunge: "INTERTANKO ed i suoi partner del settore hanno spinto molto perché vi fossero procedure di omologazione più solide per i sistemi di gestione delle acque di zavorra", cosa che gli stati membri dell'IMO stanno ora valutando nel contesto di una completa revisione delle procedure.

Tuttavia, aggiunge ancora: "Anche se è probabile che le linee guida per l'omologazione rivisitate vengano adesso completate prima dell'entrata in vigore della Convenzione, resta l'incertezza in ordine a quando un armatore sarà in grado di installare i sistemi di gestione delle acque di zavorra "di seconda generazione" attualmente in fase di collaudo ed approvati servendosi delle linee guida emendate.

Ci vorrà un ragionevole lasso di tempo prima che i produttori siano in grado di conseguire l'omologazione e di far sì che tali sistemi siano commercialmente disponibili.

Questo metterebbe alcuni armatori nella posizione di dover installare sistemi di gestione delle acque di zavorra "di prima generazione" con una spesa notevole che potrebbero non funzionare e/o non corrispondere gli obiettivi ambientali della Convenzione".

Ottimismo dei produttori

I produttori di equipaggiamenti sono contenti di queste notizie e Mark Kustermans, direttore mercato del produttore Trojan Marinex afferma: "Oggi la comunità marittima globale ha compiuto un passo avanti significativo nel contesto delle proprie iniziative finalizzate a mitigare la minaccia delle specie acquatiche invasive.

Questo esito è stato possibile con il contributo degli innumerevoli soggetti interessati di tutto il mondo che riconoscono l'impatto ambientale ed economico di questa minaccia e che continuano a lavorare per una regolamentazione globale che serva meglio il settore marittimo.

La Trojan Marinex ed i nostri partner sono decisi nel supporto a questi sforzi ed a quelli dei nostri clienti man mano che si va avanti".

Il produttore di equipaggiamenti DESMI afferma che la ratifica è un passo avanti di cui si sentiva molto il bisogno e che ora consentirà all'intero settore marittimo di iniziare a pianificare le azioni richieste al fine di conformarsi alla convenzione.

"Per davvero troppo tempo armatori, fornitori e regolatori hanno dovuto sopportare orizzonti temporali incerti, ma ora possiamo iniziare a programmare e guardare avanti.

La questione più importante che resta da risolvere ora è la recente decisione della Guardia Costiera di non accettare metodi di collaudo che sono accettati nel resto del mondo.

Questi metodi di collaudo sono decisivi per l'approvazione di importanti tecnologie come quella degli ultra-violetti, che attualmente detiene una quota di mercato di approssimativamente il 50%.

La comunità internazionale deve affrontare tale questione con la Guardia Costiera statunitense al fine di trovare una soluzione pragmatica al più presto possibile.

L'attuale situazione in cui un'amministrazione implementa le proprie regole e le mette in atto in un modo che collide con il resto del mondo non è sostenibile.

Il trasporto marittimo è un'attività globale che necessita di regole e normative uniformi a livello globale".
(da: maritime-executive.com, 8 settembre 2016)



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