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24 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 01:56 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIV - Numero 30 SETTEMBRE 2016

TRASPORTI ED AMBIENTE

I PIANI DELL'UNIONE EUROPEA PER LA DECARBONIZZAZIONE AL VAGLIO DI UN SETTORE DEI TRASPORTI DIVISO

La commissaria ai trasporti dell'Unione Europea Violeta Bulc deve mantenere alcune promesse fatte prima della pausa estiva.

La Bulc aveva pubblicato a luglio un piano finalizzato a ridurre le emissioni di carbonio derivanti dal settore dei trasporti che aveva messo i brividi al settore delle auto e fatto drizzare le orecchie ai parlamentari europei ed alle organizzazioni non governative ambientali che da tempo spingevano per provvedimenti fra cui un tetto a livello europeo per l'inquinamento causato dai camion.

A luglio, l'annuncio della Bulc aveva compreso un sacco di particolari che avrebbero significato sensibili cambiamenti per il settore dei trasporti.

L'esecutivo promuoverà carburanti per il trasporto più puliti e tipologie di veicoli che producano meno emissioni, come ad esempio le automobili elettriche o alimentate con pile a combustibile.

Alcune delle idee della commissaria significheranno importanti cambiamenti per le imprese di trasporto ed inoltre costringeranno i legislatori e riconsiderare la normativa: la Bulc ha promosso tecnologie inerenti ad automobili connesse e senza autista come un altro modo per ridurre le emissioni, una volta che esse saranno diventate commercialmente disponibili.

Nel corso del week-end, la Bulc ha precisato il proprio supporto a queste tecnologie in occasione della riunione dei ministri dei trasporti del G7 svoltasi in Giappone; a novembre pubblicherà un piano dettagliato di come vorrebbe spingere per la loro adozione nell'Unione Europea.

Riduzione del 60% delle emissioni entro il 2050

La Commissione da un po' di tempo è sotto pressione affinché riduca le emissioni derivanti dal trasporto.

Cinque anni fa, l'esecutivo aveva promesso una riduzione del 60% in ordine al settore entro il 2050 rispetto al livello del 1990.

I parlamentari europei avevano sottolineato che mentre altre aree, come l'industria e l'immobiliare, avevano fatto in modo di ripulire le proprie attività, il livello delle emissioni derivanti dal trasporto - specialmente quelle delle automobile e dell'aviazione - aveva continuato ad aumentare.

"Il settore dei trasporti sta vanificando tutti gli sforzi che sono stati fatti con il denaro dei contribuenti negli altri settori" ha detto a EurActiv.com il parlamentare europeo dei Verdi tedeschi Michael Cramer, presidente della commissione trasporti e turismo del Parlamento Europeo.

I piani della Bulc per tagliare le emissioni saranno attuati un po' alla volta nei prossimi tre anni.

La prossima settimana la commissaria sarà a Montreal quale rappresentante dell'Unione Europea ad una riunione dell'ICAO, un ente dell'ONU che si occupa della limitazione delle emissioni derivanti dall'aviazione.

Molti attivisti hanno reagito positivamente all'intera agenda della commissaria sulla decarbonizzazione, sebbene alcuni abbiano criticato i piani nello scorso luglio perché li ritenevano troppo morbidi in ordine alla politica sulle emissioni dell'aviazione.

Altri settori hanno aperto la bocca da quando la commissaria ha presentato i suoi piani per promuovere i progressi da loro realizzati nell'usare meno carburante o produrre meno emissioni.

L'industria automobilistica avevano intrapreso azioni di lobby contro una delle notizie bomba dell'annuncio di luglio: un limite obbligatorio mai visto prima sulle emissioni derivanti dai camion in tutta l'Unione Europea.

La Bulc ha affermato che avrebbe proposto il nuovo standard per i camion entro la fine del suo mandato nel 2019.

Altri paesi al di fuori dell'Unione Europa, Stati Uniti, Canada e Giappone compresi, già dispongono di standard obbligatori per i camion.

Richieste di "approccio equilibrato"

Quando la Bulc ha reso pubblici i propri piani, l'associazione dell'industria automobilistica ACEA ha richiesto un "approccio più equilibrato" che non ponesse troppo l'onere del taglio delle emissioni sul trasporto stradale agevolando nel contempo le altre modalità di trasporto.

Il segretario generale dell'ACEA Erik Jonnaert ha detto che l'agenda della decarbonizzazione della Commissione è "molto ambiziosa" ma ha insistito sul fatto che il settore "avrebbe fatto la sua parte per continuare a ridurre le emissioni di CO2 in tutto il suo intero portafoglio, che comprende automobili, furgoni, camion ed autobus".

In varia misura, le diverse industrie del settore trasportistico - autotrasporto, ferrovia, aviazione e trasporto marittimo - competono l'un l'altro per il traffico merci e passeggeri.

Ognuna di quelle modalità sta aspettando ansiosamente che altri particolari e le prime proposte vengano fuori dai piani della Bulc: per alcuni, sono in gioco grossi affari.

La strategia di decarbonizzazione della Commissione specifica che i decisori politici avranno un occhio di riguardo per "l'incentivazione di un dirottamento verso modalità di trasporto con emissioni inferiori quali le idrovie interne, il cabotaggio marittimo a corto raggio e le ferrovie".

Secondo la suddetta strategia, le imminenti regole dell'Unione Europea finalizzate a ristrutturare il funzionamento del settore ferroviario dovrebbero "rendere la ferrovia più competitiva ed allettante sia per i passeggeri che per le merci".

Cosa che non renderà tutti felici nel settore dei trasporti.

La Bulc farà una presentazione registrata il 27 settembre nel corso di una conferenza a Bruxelles, in occasione della quale le imprese di diversi settori dei trasporti si incontreranno allo scopo di meditare sull'iniziativa di decarbonizzazione.

Il trasporto merci stradale si prepara al cambiamento

L'industria dell'autotrasporto merci - che adesso ha più peso delle spedizioni per ferrovia o con qualsiasi altra modalità di trasporto in Europa - si sta preparando ai cambiamenti.

Il settore dovrà sottostare ad una nuova serie di regole all'inizio dell'anno prossimo, quando la Bulc proporrà modifiche fra cui una revisione dei pedaggi da imporre ai camion e nuove misure per tenere sotto controllo le attività dei camion quando viaggiano fra i paesi dell'Unione Europea.

I parlamentari europei hanno chiesto alla Commissione di prendere in considerazione un sistema di pedaggio che possa incoraggiare l'uso di camion più ecocompatibili mediante un addebito commisurato a seconda del loro livello di emissioni di CO2 o di efficienza energetica.

Attualmente, alle ferrovie ed alle auto vengono applicati pedaggi assai diversi.

Michael Cramer chiama il grande divario fra i due sistemi di pedaggio "concorrenza sleale".

"Il cento per cento della rete ferroviaria è a pagamento, mentre solo l'uno per cento della rete stradale lo è" ha detto.
(da: euractiv.com, 26 settembre 2016)



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