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24 novembre 2020 Le quotidien en ligne pour les opérateurs et les usagers du transport 21:10 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIV - Numero 30 SETTEMBRE 2016

STUDI E RICERCHE

GLI OPERATORI TERMINALISTICI REAGISCONO ALLA "TEMPESTA PERFETTA"

Secondo un nuovo rapporto della ditta di analisi sul trasporto marittimo containerizzato Drewry, gli operatori di terminal container di tutto il mondo stanno adattando le proprie strategie dal momento che la natura del loro ambiente di mercato è cambiata notevolmente a causa del rallentamento della crescita.

L'ultimo rapporto della Drewry intitolato "Global Container Terminal Operators Annual Review" mostra come gli operatori di terminal container stiano rapidamente cambiando alla luce di una "tempesta perfetta" che sta mettendo pressione sui margini di profitto e sui tassi dei ritorni a causa di una "notevole attenuazione della crescita della domanda, dei costi di spesa operativa e capitale più elevati dovuti alle navi più grandi, nonché dell'incremento del rischio nelle attività derivante da alleanze di linea più grandi e da vettori in perdita che premono per ottenere addebiti inferiori per la movimentazione terminalistica".

La ditta di consulenze nota che la natura della lista delle 24 società qualificate come operatori terminalistici globali od internazionali nella propria analisi stava già cambiando a causa delle importanti attività di fusioni ed acquisizioni.

In particolare, la Cosco e la China Shipping si sono fuse, la CMA CGM ha acquisito la APL e la APM Terminals ha comprato il Grup TCB: "Tutte iniziative che almeno in parte possono essere viste come una reazione da parte degli operatori terminalistici al fatto che le linee di navigazione si stanno mettendo assieme nelle alleanze" afferma la Drewry.

Una chiara tendenza strategica è rappresentata dal rallentamento dell'attività nei progetti di costruzione dei terminal da parte di operatori terminalistici globali od internazionali.

Il numero complessivo dei progetti attivi è calato di quasi la metà sino a 39 oggi rispetto ai 64 risalendo al 2006: un periodo, quello, come osserva la Drewry, di intensa ed apicale crescita della domanda.

"Significativamente, il numero dei progetti sviluppati dalla categoria dei vettori che fanno gli operatori terminalistici è diminuito quasi a zero, dal momento che

i vettori hanno dovuto limitare le spese e sono diventati sempre più a corto di liquidità" aggiunge la Drewry.

I vettori con portafogli terminalistici stanno senza dubbio sottraendosi agli investimenti in nuove costruzioni ma sono molto attivi in termini di fusioni ed acquisizioni nonché di associazioni imprenditoriali.

Alcuni hanno venduto beni patrimoniali per raccogliere liquidità ma altri, segnatamente la China Shipping e la Cosco, hanno acquisito quote di partecipazione nei terminal.

Un'altra tendenza potenzialmente rilevante è costituita dagli operatori terminalistici "stivatori" che stipulano accordi di associazione imprenditoriale con le linee di navigazione.

"L'istituzione delle tre mega-alleanze di linea nel 2017 incrementerà il rischio d'impresa per i terminal gestiti da operatori non affiliati a vettori, specialmente quelli concentrati sul trasbordo, e gli operatori terminalistici stanno cercando di attenuarlo" nota la Drewry.

"Avere una linea di navigazione come azionista può essere visto come un modo per cercare di collegare volumi alleandosi, sebbene la scelta del terminal da parte di un'alleanza non dipenda mai dai desideri di un singolo vettore".

Sia la Hutchison che la PSA hanno recentemente stipulato accordi con importanti vettori in porti chiave.

"La speranza deve essere che le linee di navigazione in questione abbiano una sufficiente influenza nelle proprie alleanze per far sì che il terminal dell'associazione imprenditoriale sia quello utilizzato dall'alleanza" suggerisce la Drewry.

"Nel caso di Singapore, la PSA ha realizzato accordi con i due membri di punta della Ocean Alliance e questo rappresenta chiaramente una sfida a Port Klang, dove l'attuale alleanza O3 effettua molta della propria attività di hub nella regione".

A Rotterdam la storia peraltro secondo il rapporto è più sfumata.

"La Hutchison si trova ad affrontare una sfida alla propria quota di mercato da parte dei due nuovi terminal nel Maasvlakte II e pertanto la stipulazione di un accordo con la Cosco e la Euromax ha chiaramente una logica, specialmente ora che "Cosco" significa "Cosco-China Shipping": due soggetti al prezzo di uno".

Tuttavia, uno dei due nuovi terminal, il Rotterdam World Gateway della DP World, ha come azionista la CMA CGM - comprendendo adesso la quota della APL nel medesimo terminal - anch'essa membro della Ocean Alliance.

"La dinamica di questa situazione sarà interessante da vedere, perciò" osserva la Drewry.
(da: lloydsloadinglist.com, 13 settembre 2016)



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