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23 novembre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 16:49 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXV - Numero 31 GENNAIO 2017

PORTI

PORTI DEL REGNO UNITO RASSICURATI DALLE ULTIME NOTIZIE SULLA BREXIT

La reazione dei porti del Regno Unito è stata placata dal discorso sulla Brexit di Theresa May da tempo atteso, che ha avuto luogo il 17 gennaio presso la Lancaster House di Westminster, di fronte ad una platea di ambasciatori dell'Unione Europea.

Nel suo discorso, la signora May ha confermato che la Gran Bretagna uscirà dal mercato unico dell'Unione Europea ed abbandonerà il principio delle libera circolazione, ma la sua intenzione è nel senso che il Regno Unito resti vicino ai propri "amici ed alleati" nel continente.

La Gran Bretagna cercherà un nuovo ed egualitario partenariato fra una Gran Bretagna indipendente ed autogestita e l'Unione Europea, nel contesto dell'impegno finalizzato a far sì che la Brexit porti a traffici esenti da imposte ed "allo scambio più libero possibile di merci e servizi fra la Gran Bretagna e gli stati membri dell'Unione Europea" ha dichiarato la May.

Un portavoce della ABP ha detto a Port Strategy: "La ABP è impegnata ad aiutare il governo a far sì che la Brexit abbia successo.

Ciò include la massimizzazione delle opportunità del Regno Unito in ordine ai traffici e l'incremento delle nostre esportazioni".

La British Port Association è stata più pessimista nella propria reazione.

L'amministratore delegato Richard Ballantyne ha affermato: "Il voto sulla Brexit ed il discorso di Theresa May sollecitano un dibattito più ampio riguardo a quali saranno i futuri traffici e le politiche doganali del Regno Unito.

Poiché il Primo Ministro ha indicato che il Regno Unito uscirà dal Mercato Unico, le problematiche e le implicazioni di tale evento per i porti del Regno Unito si concentrano sull'aumento delle iniziative del governo in ordine alle frontiere che potrebbe comportare disservizi sui flussi delle merci e della logistica nei porti.

Discuteremo con il governo come la reintroduzione delle dogane e delle direttive sulla dichiarazione IVA sulle direttrici interne all'Unione Europea possano essere meglio gestite alle frontiere".

Continua Ballantyne: "Ci sono diversi problemi ed opportunità correlati alla Brexit per i porti del Regno Unito.

Molti porti con traffici interni all'Unione Europea accoglieranno favorevolmente le indicazioni della signora May secondo cui il Regno Unito cercherà di negoziare un accordo che consentirebbe un futuro accordo di libero scambio con l'Unione Europea".

Nel contempo, la FTA (Freight Transport Association) ha accolto positivamente l'impegno della signora May a concordare traffici esenti da imposte e da attriti con l'Unione Europea ed ambiziosi accordi di libero scambio con gli altri partner a livello mondiale.

"La sua dichiarazione consente alla FTA di identificare dove potrebbero verificarsi i nuovi 'punti di attrito' nei traffici internazionali e di lavorare con il governo al fine di negoziare l'esito migliore possibile per le attività del Regno Unito" afferma la FTA in una dichiarazione.

La BIFA (British International Freight Association), tuttavia, sostiene che il discorso di Theresa May, anche se ha fatto un po' di chiarezza sui piani del Regno Unito in ordine all'uscita dal mercato unico dell'Unione Europea, non è stato prodigo di particolari inerenti a come i suoi membri dovranno fare per gestire gran parte dei traffici internazionali di spicco del Regno Unito ed in particolare in ordine ai meccanismi che dovranno sostenere il desiderio della signora May di "traffici esenti da imposte e da attriti".
(da: portstrategy.com, 18 gennaio 2017)



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