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27 novembre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 18:57 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXV - Numero 15 FEBBRAIO 2017

TRASPORTO STRADALE

NOVE STATI EUROPEI FORMANO UN'ALLEANZA CONTRO LA CONCORRENZA "SLEALE" NELL'AUTOTRASPORTO DI MERCI

Nove stati europei hanno formato un'alleanza in ordine al trasporto stradale di merci al fine di difendere la concorrenza leale ed i diritti dei lavoratori nell'ambito del settore.

Ciò fa seguito alla lettera inviata dai ministri dei trasporti di un certo numero di stati europei alla commissaria europea ai trasporti Violeta Bulc ad ottobre dell'anno scorso con la quale si sottolineavano le loro crescenti preoccupazioni in ordine alle asserite violazioni della normativa sul lavoro dell'Unione Europea e le pratiche illegali di attività nell'ambito del settore del trasporto stradale di merci, che a loro dire hanno indotto alla concorrenza sleale ed al "dumping sociale".

Una fonte dell'Unione Europea ha dichiarato a Lloyd's Loading List che la Commissione Europea ha condiviso un certo numero di opinioni espresse nella lettera e sta attualmente lavorando ad un certo numero di iniziative per il settore del trasporto stradale da presentarsi nel 2017, "allo scopo di apportare più chiarezza ed una migliore applicazione della normativa sul lavoro".

Tuttavia, l'iniziativa Road Alliance rappresenta una prova lampante del sentimento diffuso fra alcuni governi nazionali nel senso che la Commissione Europea non si stia muovendo abbastanza alla svelta in risposta a tali questioni ed alle richieste di iniziative urgenti.

Gli stati che formano l'alleanza sono Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Svezia, oltre alla Norvegia che non fa parte dell'Unione Europea.

"Il settore del trasporto stradale oggi è particolarmente soggetto a frodi raffinate che eludono le regole del mercato interno (l'Unione Europea) e la normativa sull'occupazione" stabilisce il Protocollo d'Intesa.

Varata ufficialmente a Parigi il 31 gennaio, l'alleanza si concentra sull'attuazione di "un piano di azione comune per promuovere un mercato unico dell'autotrasporto che possa meglio assicurare i diritti sociali fondamentali e controlli più efficaci".

In conformità con l'attuale norma europea, i tre principali obiettivi della Road Alliance sono quelli di mettere assieme determinate misure che implementino i regolamenti europei (in particolare quelli inerenti al sociale) allo scopo di agevolare la loro applicazione da parte degli operatori, migliorare le pratiche di controllo sulla base delle reciproche esperienze e rafforzare la cooperazione "per rendere più efficace la lotta contro le frodi (relative al sociale, alla sicurezza personale ed alle regole sul lavoro) e le pratiche abusive" e, infine, "definire le posizioni comuni per il futuro della politica europea del trasporto stradale" finalizzate a contrastare il dumping sociale ed a promuovere la concorrenza leale.

Essa sottolinea altresì la necessità di una forte struttura normativa in ordine ai periodi di guida e riposo al fine di "assicurare un livello elevato di protezione" così come "meccanismi efficaci per il coordinamento e l'attuazione dei controlli finalizzati a verificare, in pratica, l'applicazione appropriata delle regole applicabili al settore".

Il Protocollo d'Intesa prosegue sottolineando che solo se l'armonizzazione della normativa sociale pertinente in ordine al trasporto stradale è stata attuata in pratica, "si può ipotizzare una qualsiasi discussione circa una ulteriore liberalizzazione del mercato dell'autotrasporto, in particolare riguardo al cabotaggio via strada".

Il primo motore delle realizzazione dell'Alleanza è stato il ministro dei trasporti francese Alain Vidalies che ha chiesto l'istituzione di un'agenzia europea allo scopo di regolare il trasporto stradale sulla falsariga di quelle che già esistono nei settori aereo e marittimo.

Evocando la concorrenza sleale mediante la falsificazione dei tachigrafi per celare le ore di guida eccedenti i limiti di legge, ha affermato che l'agenzia servirebbe a ripulire il settore e disfarsi delle ditte che sfruttano lavoratori "in trasferta" nell'Unione Europea.
(da: lloydsloadinglist.com, 1° febbraio 2017)



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