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27 de noviembre de 2020 El diario on-line para los operadores y los usuarios del transporte 19:26 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXV - Numero 31 LUGLIO 2017

TRASPORTO MARITTIMO

I PREZZI DEI NOLI MARITTIMI RESTANO STABILI NEI TRAFFICI TRANSATLANTICI

I prezzi a pronti dei noli marittimi sono rimasti stabili per diversi mesi nei traffici transatlantici e sembra che resteranno tali anche se la forte crescita della domanda dei viaggi di andata in direzione ovest vista all'inizio del 2017 si assottiglerà col progredire dell'anno, suggerisce un'analisi della Drewry.

La Drewry nota come nei primi cinque anni mesi di quest'anno le esportazioni nordeuropee alla volta del Nord America abbiano fatto registrare un aumento del 5,7%, secondo le statistiche PIERS e CTS.

Disaggregando i dati, i carichi diretti negli Stati Uniti sono aumentati del 4,9% per 890.000 TEU; le importazioni canadesi sono state stagnanti a più o meno 260.000 TEU, mentre i volumi diretti in Messico hanno continuano a decollare, essendo aumentati di circa il 20% per poco meno di 180.000 TEU.

L'analista di trasporti marittimi containerizzati afferma che alcuni vettori sperano che questo attuale tasso di crescita possa continuare nel corso dell'anno, ma la Drewry è più scettica.

"A nostro giudizio, è probabile che i volumi transatlantici in direzione ovest si riducano nella seconda metà dell'anno e che il tasso di crescita annuo finirà probabilmente per essere più prossimo al 3%" sottolinea.

"I fattori chiave che ci hanno portato a questa conclusione sono l'effetto della Brexit e un rallentamento delle vendite di nuove automobili negli Stati Uniti".

L'esito del referendum sulla Brexit, svoltosi più di un anno fa, ha comportato il calo del valore della sterlina ad un punto minimo da trent'anni a questa parte nei confronti del dollaro e questo ha avuto l'immediato effetto di dare impulso alle esportazioni britanniche in America.

Secondo uno spedizioniere britannico, le esportazioni in uscita dal Regno Unito nel primo trimestre sulle navi transatlantiche si sono attestate all'8-10% al di sopra di quanto veniva spedito un anno fa, nota la Drewry.

"Molto dell'incremento era concentrato nei settori degli alimentari e delle bevande, ma si dice che anche i farmaci, le parti di motori per veicoli, i macchinari degli aerei e le attrezzature di illuminazione siano stati movimentati in maggiori quantità" sottolinea l'analista.

"Giunta la seconda metà del 2017, tuttavia, l'effetto della Brexit potrebbe non essere così pronunciato quando si fanno confronti su base annua".

Il secondo fattore che potrebbe frenare la crescita sulla tratta in direzione ovest è il raffreddamento delle vendite di auto nuove negli Stati Uniti.

A detta della Drewry, la movimentazione di parti di automobili - principalmente dalla Germania - costituisce il maggiore blocco di derrate nell'ambito del traffico e si è giovata di due straordinari anni di crescita, in coincidenza con il boom di acquisti di auto negli Stati Uniti.

"Se ci sarà una storia di crescita nei mesi a venire, allora sarà il flusso di componenti che vengono inviati dai numerosi fornitori che sono fioriti in Messico a supportare la nuova stirpe di impianti di assemblaggio di automobili nel paese" aggiunge la Drewry.

La tratta "di ritorno" in direzione est del traffico è stata più o meno statica, vale a dire dove si era attestata l'anno scorso, afferma la Drewry, la quale aggiunge: "Al momento di scrivere, non abbiamo ancora visto i dati completi relativi a maggio, ma se non fosse stato per le maggiori esportazioni in uscita dal piccolo mercato messicano, i volumi in direzione est sarebbero stati in declino dopo quattro mesi dell'anno".

Le esportazioni statunitensi sono diminuite dello 0,5% nel periodo intermedio sino a 457.000 TEU, le esportazioni canadesi sono calate di un margine simile sino a 154.000 TEU, mentre le spedizioni messicane sono balzate in alto del 9% per 113.000 TEU grazie in gran parte al miglioramento delle movimentazioni di parti di auto e birra.

Di conseguenza, le esportazioni complessive nordamericane alla volta del Nord Europa sono state in aumento dello 0,8% dopo quattro mesi sino a 724.000 TEU.

"Sembra che non ci sia alcun fattore che possa generare qualche crescita significativa nei traffici in direzione est, sia adesso che nell'immediato futuro" afferma la Drewry.

"Il dollaro resta forte e gli esportatori americani si stanno concentrando sui mercati dell'Estremo Oriente".

Ben oltre il 40% dei volumi nei viaggi di ritorno sono costituiti da merci per il Regno Unito ma, con la sterlina indebolita ancora ulteriormente in conseguenza delle votazioni all'inizio di giugno nel paese, gli esportatori nordamericani si trovano ad affrontare una difficile lotta per conseguire un po' di nuova aderenza al mercato britannico, sottolinea la Drewry.

Dal lato della capacità, la Drewry afferma che il transatlantico dovrebbe assistere solamente a cambiamenti minori "che dovrebbero contribuire a mantenere la stabilità nei traffici.

La capacità effettiva è stata strisciante, in primo luogo a causa di alcuni potenziamenti delle dimensioni navali nel TA2 della 2M e nel Liberty Bridge Express della Ocean Alliance, mentre la ACL ha preso in consegna la propria ultima portacontainer da 3.800 TEU per sostituire le molto più piccole e vecchie navi ro-ro nel proprio servizio del Nord Atlantico" ha notato.

"Guardando avanti, ci aspettiamo di assistere ad altri aggiornamenti mediante spostamenti a cascata: le sostituzioni riguardano due navi della MSC (8.089 TEU) al posto di navi da 7.400 TEU nel circuito TA3/NEUATL3 della 2M, due navi da 7.450 TEU al posto di navi da 6.600 TEU nel circuito TA2/NEUATL2 della 2M ed una da 6.500 TEU al posto di una da 4.200 TEU nel servizio Victory Bridge/EUG/ATG1 della Ocean Alliance".

La Drewry afferma che le tariffe a pronti in direzione ovest si sono "mosse molto poco" negli ultimi mesi, sebbene le tariffe dei contratti a lungo termine abbiano assistito ad alcuni aumenti.

"Quando alcuni dei contratti BCO e degli accordi FAK degli spedizionieri sono giunti al rinnovo ad aprile, i vettori sono stati in grado almeno di recuperare i più o meno 100 dollari USA che avevano concesso per i carichi da 40 piedi nel 2016" nota l'analista.

La Drewry cita una fonte degli spedizionieri la quale ha suggerito che lo spazio nei traffici Nord Europa-Asia in direzione est era stato così esiguo nel corso di aprile e maggio che i vettori erano stati in grado di ricavare qualche miglioramento nelle entrate relative al mercato transatlantico.

In alcuni casi isolati che sono stati segnalati, i caricatori, disperatamente alla ricerca di trasporto delle proprie merci in Asia, avevano in effetti inviato spedizioni attraverso l'Atlantico e le avevano poi smistate a caricatori transpacifici in direzione ovest presso un terminal statunitense, sottolinea la Drewry.

Conclude l'analista: "La crescita della domanda in direzione ovest probabilmente scenderà col progredire dell'anno, ma anche così le tariffe a pronti continueranno ad essere relativamente stabili".
(da: lloydsloadinglist.com, 24 luglio 2017)



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