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22 de octubre de 2017 El diario on-line para los operadores y los usuarios del transporte 15:57 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXV - Numero 30 SETTEMBRE 2017

TRASPORTO FERROVIARIO

LA CORTE DEI CONTI AVVERTE CHE LA POLITICA INCOERENTE METTE A RISCHIO IL TRASPORTO MERCI FERROVIARIO FRANCESE

La Corte dei Conti francese ha espresso preoccupazioni in ordine alla fragilità delle operazioni di trasporto merci della SNCF (ferrovie nazionali francesi) in una comunicazione ai ministri del governo che mette in discussione la "coerenza ed efficacia" della politica francese relativa al trasporto di merci.

Fra il 2008 ed il 2016 la Corte ha condotto una serie di indagini sulle attività di trasporto merci ferroviario della SNCF Mobility, considerando i conti e la gestione delle sue filiali di trasporto merci, la Fret SNCF e l'operatore ad accesso aperto VFLI.

La Corte ha tenuto inoltre in considerazione le prestazioni dell'unità di noleggio di locomotive Akiem, che è stata costituita nel 2008 con l'intento di ottimizzare la gestione del parco locomotive per il trasporto merci della SNCF.

La Corte sottolinea che, malgrado l'impegno messo nel riformare la Fret SNCF e nel razionalizzare le sue operazioni, la società resta in condizioni fragili e non è economicamente redditizia.

Nel 2005 lo stato aveva concordato una ricapitalizzazione di 1,4 miliardi di euro della Fret SNCF in cambio di un piano di ristrutturazione finalizzato a rendere i servizi più rispondenti alle esigenze dei clienti.

Si è trattato di un'iniziativa che preludeva alla liberalizzazione del mercato di trasporto merci ferroviario francese l'anno seguente.

Fra il 2008 ed il 2015 la Fret SNCF ha ridotto la propria forza-lavoro da 14.933 a 7.420 dipendenti e ha venduto 101 delle proprie 262 locomotive alla Akiem fra il 2009 ed il 2011.

La Corte afferma che ciò evidenzia l'eccesso di capacità della flotta dell'operatore nel corso di tale periodo.

Il traffico di carri carichi è calato drasticamente da circa 700.000 unità nel 2005 a 150.000 unità nel 2014 e la struttura organizzativa è stata razionalizzata, ma, malgrado tale impegno, i costi restano alti.

"Il costo e le condizioni di lavoro del personale della SNCF continuano a pesare sulla sua redditività" nota la Corte.

La retribuzione lorda media del personale della SNCF è aumentata del 2,8% annualmente fra il 2008 ed il 2014, rispetto ad una media dell'1,6% in tutto il settore dei trasporti in generale.

Nel contempo, le assenze del personale sono aumentate da una media di 10,5 giorni nel 2009 a 12,8 giorni nel 2014.

Le assenza dei dipendenti della VFLI sono diminuite da 6,9 a 6,6 giorni nel corso di questo periodo.

Le perdite operative della Fret SNCF sono diminuite ma sono ancora equivalse al 23,9% del fatturato nel 2015, quando la società ha avuto una perdita di 253 milioni di euro sui proventi pari a 1,06 miliardi di euro.

Il debito netto è più che raddoppiato fra il 2008 ed il 2014 da 1,79 a 4 miliardi di euro e si prevede che raggiunga i 5,1 miliardi di euro entro il 2020.

Anche se la VFLI è cresciuta rapidamente, catturando il 38% del mercato del trasporto merci ferroviario francese entro il 2015, la quota di mercato della Fret SNCF è stata in persistente calo.

La Corte sostiene che la VFLI ha avuto successo a causa della "flessibilità della sua offerta, della sua struttura sociale e del suo modello aziendale più selettivo e non generalista" che le ha consentito di adattarsi ai cambiamenti nel mercato in una maniera in cui la Fret SNCF non lo ha fatto.

Declino

Il governo francese ha lanciato una nuova strategia di trasporto merci ferroviario nel 2009 nel tentativo di riequilibrare la ripartizione modale a favore della ferrovia.

Tuttavia, la quota della ferrovia nel mercato del trasporto merci terrestre è diminuita dal 10,2% nel 2008 al 9,5% nel 2014 ed i volumi sono calati da 40,4 miliardi di tonnellate-km nel 2008 a 32,2 miliardi di tonnellate-km nel 2014, con una diminuzione del 21%.

Anche se questa tendenza è stata indotta dal declino delle industrie pesanti, la Corte sostiene che essa è stata "aggravata dalle cattive condizioni della rete, che ha seriamente degradato l'affidabilità delle tracce assegnate ai treni merci e perciò la qualità del servizio considerato essenziale dai caricatori, che pertanto hanno dirottato il traffico su altre modalità".

Il "duplice ruolo" dello stato come sia guida della politica dei trasporti sia azionista della SNCF Mobility è citato quale questione fondamentale e lo stato, pur avendo espresso il proprio supporto al trasporto merci ferroviario, ha posto in atto iniziative come i camion da 44 tonnellate e l'abbandono della ecotassa che ha danneggiato il settore.

Anche la nuova struttura sociale introdotta nel 2016 viene considerata dalla Corte come una "opportunità mancata" per migliorare la competitività della Fret SNCF.

Il tempo di lavoro massimo per gli equipaggi dei treni è di 1.568 ore all'anno ed un accordo collettivo siglato a giugno del 2016 non si è tradotto in alcun risparmio per la SNCF Mobility.

Gli operatori di trasporto merci dovranno altresì far fronte ad un aumento degli oneri di accesso ai binari e la Corte sostiene che le disposizioni relative al trasporto merci ferroviario contenute nel contratto delle stato 2017-2026 con il gestore della rete SNCF Network "non sono coerenti con le ambizioni dello stato per questa modalità".

Inoltre, la Corte suggerisce che dovrebbero essere introdotti dei meccanismi a supporto dei caricatori che optano per l'uso di forme di trasporto più sostenibili per l'ambiente.
(da: railjournal.com, 15 settembre 2017)



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