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18 de diciembre de 2017 El diario on-line para los operadores y los usuarios del transporte 21:39 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXV - Numero 30 NOVEMBRE 2017

TRASPORTI ED AMBIENTE

OCCORRE CHE IL TRASPORTO FACCIA MOLTO DI PIÙ PER CONTRASTARE IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Il trasporto è la seconda fonte in termini di grandezza delle emissioni di gas serra nel mondo, rappresentando più di un quinto di tutte le emissioni.

Ma il progresso nella riduzione di tali emissioni è fra i più lenti di tutti i settori, avverte Eric Sievers.

Eric Sievers è direttore degli investimenti della Ethanol Europe, che fa parte della Climate Ethanol Alliance.

"L'autotrasporto fa affidamento al 90% sui combustibili fossili e le emissioni di CO2 derivanti dal trasporto stanno ancora crescendo.

Esse sono cresciute del 2,5% annualmente fra il 2010 ed il 2015 a livello globale e si avviano a diventare il maggior settore di emissioni di gas serra, specialmente nei paesi sviluppati.

Importanti negoziatori dell'Unione Europea e di altri paesi sono a Bonn per discutere come attuare l'Accordo di Parigi.

Se vogliamo effettivamente contrastare il cambiamento climatico e raggiungere l'obiettivo ben al di sotto dei 2 gradi Celsius dell'Accordo di Parigi, occorre fare molto di più.

Al momento attuale non siamo sulla strada giusta.

Secondo la AIE (Agenzia Internazionale dell'Energia), i provvedimenti per la decarbonizzazione del trasporto delineati nei contributi stabiliti a livello nazionale per l'Accordo di Parigi non sono sufficientemente ambiziosi per fargli raggiungere quell'obiettivo.

Allo scopo di conseguirlo, la AIE afferma che le emissioni del settore devono rimanere stabili dal 2015 al 2025 e diminuire rapidamente successivamente.

Per i paesi dell'OCSE occorre che essi calino del 2,1% annualmente fra il 2015 ed il 2025.

Se l'Europa vuole ridurre le emissioni di carbonio nel trasporto avrà bisogno di fare affidamento anche sull'uso dell'etanolo.

Si tratta di una tecnologia comprovatamente pulita, che diventa continuamente migliore, disponibile nell'entità necessaria per affrontare la sfida climatica posta dal trasporto.

L'etanolo riduce le emissioni di gas serra derivanti dal petrolio di più della metà ed è promosso dalla maggior parte delle importanti nazioni industriali nel mondo.

Gli Stati Uniti per più di un decennio hanno promosso politiche finalizzate ad incrementare l'uso dell'etanolo.

Il Brasile ha la più alta quota mondiale di uso di etanolo, avendo recentemente raggiunto il 27% dei carburanti per il trasporto.

La Cina ha appena annunciato che la E10 (una miscela del 10% di etanolo nel petrolio) sarà introdotta entro il 2020.

L'India punta alla E10 entro il 2022.

Anche il Canada ed altri paesi asiatici ed americani stanno seguendo a ruota e valutano provvedimenti simili.

Il vantaggio climatico dell'etanolo utilizzato come carburante per il trasporto è riconosciuto in tutto il mondo.

La Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici concorda sul fatto che l'etanolo e gli altri biocarburanti sostenibili abbiano un ruolo importante da svolgere nella decarbonizzazione nei prossimi decenni.

L'Unione Europea tuttavia finora è stata contraddittoria nel proprio processo decisionale rispetto a questo carburante sebbene l'etanolo venga utilizzato in Europa in una dose in continua crescita e nonostante il supporto pubblico dell'Unione Europea ai biocarburanti.

Al di là dei vantaggi climatici, l'Unione Europa dovrebbe considerare come la produzione di etanolo apporti vantaggi alla società in termini di sviluppo rurale, creazione di posti di lavoro nelle comunità rurali svantaggiate, aumento dell'autonomia energetica e riduzione delle conseguenze sulla salute compresa la diminuzione delle polveri sottili note come particolati.

In prosecuzione della COP23, è importante osservare la realtà e le future tendenze.

Il parco dei veicoli con motore a combustione interna sta ancora crescendo e l'elettrificazione richiederà tempo affinché possa avere un impatto sul mercato automobilistico.

Si prevede che i veicoli su strada oggi, e la maggior parte di quelli nei decenni a venire, continueranno ad utilizzare olii combustibili.

Il principale carburante del trasporto si baserà ancora sui fossili persino nel 2040.

Il dirottamento modale, l'imposizione fiscale sull'energia e l'internalizzazione dei miliardi di dollari degli effetti esterni negativi del petrolio sono insufficienti affinché si possano raggiungere gli obiettivi dell'Accordo di Parigi.

Se l'Europa vuole conseguire la propria meta della decarbonizzazione del trasporto nell'Unione Europea occorre semplicemente una combinazione di soluzioni per l'energia rinnovabile, compresi i carburanti a basse emissioni come il rinnovabile e prodotto in modo sostenibile etanolo europeo.

Esso comporta in media un risparmio di gas serra del 64% rispetto al petrolio.

Esso rappresenta altresì il modo più economicamente vantaggioso di ridurre le emissioni nel trasporto.

L'Unione Europea oggi può contare su di esso per conseguire i risultati nei settori che non rientrano nel Sistema di Scambio delle Emissioni".
(da: euractiv.com, 14 novembre 2017)



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