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20 August 2019 The on-line newspaper devoted to the world of transports 02:42 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXV - Numero 15 DICEMBRE 2017

TRASPORTO MARITTIMO

LE ENORMI IMPLICAZIONI DELLA ROTTA RUSSA DEL MARE DEL NORD: UN'ALTERNATIVA AL CANALE DI SUEZ?

Quanto ad avere a che fare con le peggiori condizioni meteorologiche del mondo, nessun paese può avvicinarsi alla Russia.

Ora la Russia ha stabilito che una delle sue massime priorità è lo sviluppo di una rotta nel Mare del Nord lungo la costa artica russa al fine di consentire spedizioni di gas naturale liquefatto e di merci containerizzate fra l'Asia e l'Europa che ridurranno i tempo di navigazione di quasi la metà ed aggireranno il sempre più rischioso Canale di Suez.

La Cina vi è pienamente coinvolta e adesso l'ha formalmente incorporata nella sua nuova infrastruttura dell'Iniziativa della Via della Seta.

Prima di partecipare al summit G20 ad Amburgo a luglio, il presidente cinese Xi Jinping si è fermato a Mosca dove assieme al presidente russo Vladimir Putin ha siglato la "Dichiarazione congiunta Cina-Russia sull'ulteriore rafforzamento di un partenariato esaustivo, strategico e collaborativo".

La dichiarazione comprende la rotta del Mare del Nord quale area strategica di collaborazione fra la Cina e la Russia, come parte formale dell'infrastruttura cinese dell'Iniziativa della Via della Seta.

Da parte sua, la Russia sta investendo ingenti risorse nello sviluppo di nuovi porti e nuove infrastrutture per il gas naturale liquefatto lungo la rotta al servizio del crescente traffico marittimo che passa attraverso le sue acque territoriali artiche.

La Federazione Russa, sotto la diretta supervisione del presidente Putin sta realizzando l'infrastruttura economica che creerà un'alternativa al Canale di Suez per i contenitori ed il gas naturale liquefatto trasportati via mare fra l'Europa e l'Asia.

Inoltre, tali sviluppi stanno aprendo la via ad enormi e nuove sottosviluppate risorse fra cui il petrolio, il gas, i diamanti ed altri minerali in tutta la Zona Economica Esclusiva Russa, attraverso tutta la sua linea costiera siberiana più a nord.

Ufficialmente la normativa russa definisce la rotta del Mare del Nord come le acque territoriali lungo la costa orientale artica russa della Novaya Zemlya nell'Oblast russo di Arkhangelsk, dal Mare di Kara lungo la Siberia allo Stretto di Bering fra l'estremo oriente russo e l'Alaska.

L'intera rotta si trova nelle acqua artiche ed all'interno della Zona Economica Esclusiva Russa.

Studi geofisici preliminari confermano l'esistenza di vaste riserve petrolifere e di gas al di sotto del fondo marino lungo la rotta del Mare del Nord delle acque della Zona Economica Esclusiva Russa, cosa che ha fatto aumentare l'interesse del governo cinese per lo sviluppo congiunto delle risorse con la Russia, oltre che per i potenzialmente più brevi tempi di navigazione da e per l'Europa.

Per la Cina, che ravvisa minacce sempre maggiori alle proprie linee di rifornimento petrolifero via mare dal Golfo Persico ed attraverso lo Stretto di Malacca, la rotta russa del Mare del Nord offre un'alternativa più sicura, un Piano B, nel caso di interdizione navale dello Stretto di Malacca da parte degli Stati Uniti.

La U.S. Geological Survey stima che nell'ambito della Zona Economica Esclusiva Russa dell'Artico dovrebbe trovarsi il 30% di tutto il petrolio artico recuperabile ed il 66% del suo gas naturale complessivo.

La U.S. Geological Survey stima che tutte le riserve recuperabili di petrolio siano pari a circa un terzo delle riserve complessive saudite.

In breve, come avrebbe detto Mark Twain, "c'è dell'oro nero in quelle acque ghiacciate".

La UNCLOS (Convenzione delle Nazioni Unite sulla Legge dei Mari), che è stata sottoscritta da Russia e Cina, ma non dagli Stati Uniti, definisce una zona economica esclusiva come un'area "al di fuori ed adiacente" rispetto alle acque territoriali di uno stato ed assicura allo stato "diritti di sovranità … (riguardo alla) gestione delle risorse naturali" nell'ambito della zona.

La Cina non contesta i diritti sulla zona economica esclusiva della Russia, ma piuttosto cerca di cooperare al suo sviluppo adesso formalmente nel contesto del progetto dell'Iniziativa della Via della Seta.

Nuove direttrici di trasporto marittimo

L'altro interesse della Russia per la rotta del Mare del Nord è quello per un trasporto marittimo più economico e veloce.

Ad agosto di quest'anno nel corso di un viaggio di prova la gasiera russa adibita al trasporto di gas naturale liquefatto Christophe de Mergerie ha consegnato gas naturale liquefatto norvegese da Hammerfest in Norvegia a Boryeong in Corea del Sud in appena 19 giorni, circa il 30% più rapidamente rispetto alla tradizionale rotta del Canale di Suez nonostante che la nave sia stata costretta ad attraversare distese di ghiaccio spesse 1,2 metri.

La parte del viaggio nel Mare Artico è stata effettuata nel tempo record di sei giorni e mezzo.

La Christophe de Mergerie è la prima unità contemporaneamente gasiera LNG e rompighiaccio del mondo, costruita da un cantiere navale sudcoreano secondo le specifiche della compagnia di navigazione statale Sovcomflot per il trasporto di gas naturale liquefatto in relazione al progetto Yamal LNG nell'Artico russo.

La Russia sta altresì cooperando con la Corea del Sud nello sviluppo delle capacità di trasporto marittimo nell'ambito della propria rotta del Mare del Nord.

Il 6 novembre scorso, il ministro russo per lo sviluppo dell'Estremo Oriente Aleksandr Galushka ha incontrato il ministro sudcoreano per i mari e la pesca Kim Yong-suk.

I due paesi hanno concordato di portare avanti una ricerca congiunta in ordine agli investimenti relativi ad una linea containerizzata artica lungo la rotta del Mare del Nord.

Lo sviluppo congiunto comprenderà la realizzazione di hub per il trasporto marittimo a ciascun capo della rotta del Mare del Nord: Murmansk ad ovest e Petropavlovsk-Kamchatsky ad est.

Murmansk, situata al confine con le regioni settentrionali della Finlandia e della Norvegia, dispone tutto l'anno di un accesso libero dai ghiacci nel Mar di Barents.

La coreana Hyundai Merchant Marine ha in programma partenze di prova di navi portacontainer sulla rotta del Mare del Nord nel 2020 con unità in grado di trasportare 2.500-3.500 TEU.

A luglio del 2016 era stata effettuata una storica spedizione di due rilevanti componenti industriali dalla Corea del Sud al nuovo porto artico russo di Sabetta e da lì sui fiumi Ob e Irtysh alla volta della città degli Urali meridionali di Tobolsk.

Investimenti in nuovi porti artici

La stessa Murmansk è il sito di uno dei maggiori progetti infrastrutturali della Russia.

Imponenti lavori di costruzione sono attualmente in corso per completare il cosiddetto hub di trasporto di Murmansk che comprende nuove strade, nuovi porti, nuove ferrovie ed altre strutture ad occidente della baia di Kola.

Murmansk è già un hub fondamentale per il ricarico di carbone, petroli, pesce, metalli ed altre merci provenienti dalla parte europea della Russia.

Essa servirà da principale porta d'accesso occidentale per la rotta del Mare del Nord alla volta dell'Asia.

La Federazione Russa sta anche completando un nuovo porto a Sabetta nella penisola di Yamal.

Quest'ultima, che è circondata dal Mare Artico di Kara, costituisce l'ubicazione delle maggiori riserve di gas naturale della Russia con 55 trilioni di metri cubi stimati.

In confronto, le riserve di gas del Qatar vengono calcolate in 25 trilioni di metri cubi, mentre quelle dell'Iran sono di 34 trilioni di metri cubi.

Il principale promotore del porto di Sabetta nella Yamal è la Novatek, il maggiore produttore indipendente di gas della Russia, unitamente al governo russo.

Il porto di Sabetta è anche il sito dell'importante nuovo Yamal LNG Terminal per il gas che prima della fine del 2017 inizierà a trasportare il gas di Yamal alla volta della Cina lungo la rotta del Mare di Nord-Est.

Quando sarà a piena capacità, il porto di Sabetta movimenterà 30 milioni di tonnellate di merci all'anno rendendola così il maggior porto mondiale del Circolo Polare Artico, superando Murmansk.

La Novatek ha già prevenduto tutti i propri volumi produttivi inerenti al gas dello Yamal LNG Terminal ai sensi di contratti di 15 e 20 anni per lo più alla Cina ed altri acquirenti asiatici.

Ma lo Yamal LNG non è per nulla la sola area in cui la russa Novatek collabora con la Cina.

Il 4 novembre scorso, la Novatek ha annunciato di avere sottoscritto ulteriori accordi con i partner nello Yamal China National Petroleum Corporation e China Development Bank per il progetto Arctic LNG 2 che è potenzialmente di maggiori dimensioni rispetto al progetto Yamal LNG.

Il progetto Arctic LNG 2 della Novatek nella penisola di Gydan, separata dalla Yamal dal golfo di Ob, dovrebbe dare il via ai lavori di costruzione nel 2019.

Lo Yamal LNG Terminal è un progetto da 27 miliardi di dollari USA il cui capofila è la russa Novatek.

Quando la guerra finanziaria del Tesoro degli Stati Uniti mise nel mirino la Novatek ed il progetto Yamal nel 2014 in seguito al referendum della Crimea per unirsi alla Federazione Russa, i finanziatori cinesi sono intervenuti con 12 miliardi di dollari USA per completare il progetto dopo che società petrolifera statale cinese CNPC aveva acquisito una quota del 20% nel progetto Yamal LNG Terminal.

Il fondo cinese della Via della Seta ne detiene un altro 9,9%, mentre la francese Total ha il 20% e la Novatek il 51,1%.

Rompere il ghiaccio in stile russo

Aprire il potenziale della rotta russa del Mare di Nord-Est al completo flusso di traffico commerciale per il trasporto di gas naturale liquefatto e di contenitori da ovest lungo il litorale artico siberiano alla volta della Corea del Sud, della Cina e del resto dell'Asia richiede soluzioni tecnologiche straordinarie, soprattutto nel campo dei rompighiaccio e delle infrastrutture portuali in tutta la congelata rotta artica.

Qui la Russia è un leader mondiale ineguagliato.

E la Russia si accinge ad espandere quel ruolo in modo significativo.

All'inizio del 2016 la Russia ha commissionato una nuova classe di rompighiaccio a propulsione nucleare denominati classe Arktika le cui operazioni sono effettuate dalla Atomflot, società partecipata di trasporto marittimo del gigantesco gruppo nucleare statale russo Rosatom, maggiore impresa mondiale di costruzione di propulsori nucleari nonché seconda al mondo quanto ai depositi di uranio, producendo il 40% dell'uranio arricchito mondiale.

Il nuovo rompighiaccio Arktika è al momento attuale il più potente rompighiaccio del suo genere e quando sarà pronto a salpare nel 2019 sarà in grado di rompere 3 metri di ghiaccio.

Un secondo rompighiaccio a propulsione nucleare della classe Arktika dovrebbe salpare nel 2020.

Al momento la Russia ha complessivamente in costruzione 14 rompighiaccio a propulsione sia diesel sia nucleare oltre all'appena ultimato Christophe de Margerie.

Tutti questi 14 rompighiaccio sono in costruzione presso cantieri navali situati nell'area di San Pietroburgo.

La Rosatom assume un ruolo di primo piano

Adesso il governo russo si appresta ad intensificare sensibilmente le proprie tecnologie di sviluppo di rompighiaccio con il chiaro intento di sviluppare il trasporto marittimo e le risorse lungo il passaggio della propria rotta del Mare di Nord-Est quale priorità economica nazionale.

Nel 2016 il presidente Putin ha posto quale propria priorità personale la supervisione della costruzione di un ultramoderno centro di cantieristica navale allo stato dell'arte nel PrimorskiKrai nell'Estremo Oriente russo al fine di bilanciare lo sviluppo di cantieri occidentali attorno a San Pietroburgo e di rafforzare la regione economica russa attorno a Vladivostok, dal momento che l'economia russa, reagendo all'imprevedibile Washington ed alle sue sanzioni, si rivolge sempre più all'autosufficienza in settori fondamentali.

Il cantiere navale in Estremo Oriente si concentra sulla completa ricostruzione del valore di 4 miliardi di dollari USA del vecchio cantiere navale Zvezda nella baia di BolshoyKamen appartenente alla Corporazione dei Cantieri Navali Uniti dello stato.

La PrimorskyKrai è anche la base della flotta del Pacifico della marina militare russa.

Quando il gigantesco nuovo cantiere navale Zvezda sarà pronto nel 2020, sarà il più grande e più moderno cantiere navale civile della Russia, concentrato sulla costruzione di navi di grande tonnellaggio fra cui gasiere LNG, rompighiaccio artici ed elementi di piattaforme petrolifere e di gas al largo.

Il 18 novembre il quotidiano economico russo Kommersant ha annunciato che il presidente russo Putin ha intenzione di trasferire alla società nucleare statale Rosatom lo sviluppo delle infrastrutture relative alla rotta del Mare del Nord.

Secondo l'articolo, Putin ha approvato l'idea, che gli è stata presentata dal suo primo ministro Dmitry Medvedev, nonché che avrebbe trasferito alla gestione della Rosatom tutti i servizi statali per le attività nautiche e lo sviluppo delle infrastrutture così come le proprietà statali utilizzate lungo il corridoio.

Fra le altre implicazioni la decisione di fare della Rosatom l'unica responsabile dello sviluppo della rotta del Mare del Nord suggerisce come i rompighiaccio a propulsione nucleare stiano per svolgere un ruolo di gran lunga maggiore negli sviluppi della rotta del Mare di Nord-Est.

Secondo l'articolo, il cui contenuto dev'essere ancora formalmente confermato, il ruolo della Rosatom sarebbe stato proposto dal capo della Rosatom Alexei Likhachev e dal vice primo ministro Dmitry Rogozin.

Rogozin, sanzionato da Washington, è il vice primo ministro incaricato dell'industria della difesa russa dal 2011.

Se la nuova proposta divenisse legge, la Rosatom sarà responsabile della supervisione di tutta la realizzazione di infrastrutture e fonti energetiche lungo i 6.000 km della rotta mediante la propria divisione artica.

Secondo la fonte, ciò significherà che la Rosatom sovrintenderà praticamente a tutto, dalla costruzione dei porti a quella delle infrastrutture di comunicazione e navigazione, così come al coordinamento della ricerca scientifica.

Ai sensi del piano la nuova Divisione Artica della Rosatom accentrerebbe i porti in precedenza controllati dal Ministero dei Trasporti così come i rompighiaccio a propulsione non nucleare le cui operazioni sono effettuate dalla Rosmorport, nonché la flotta russa di rompighiaccio nucleari.

Anche l'Amministrazione NSR, l'istituzione statale responsabile della sicurezza della navigazione, andrebbe a far parte di questa nuova "Divisione Artica" della Rosatom. Si tratterebbe di un'iniziativa che snellirebbe alquanto l'attuale frammentazione della responsabilità per i diversi aspetti dello sviluppo dei trasporti nella rotta russa del mare di Nord-Est, una delle massime priorità di Mosca ed una componente fondamentale nello sviluppo della collaborazione Cina-Russia nel contesto dell'Iniziativa della Via della Seta.

Tenendo presente tutto ciò, ciò che è davvero chiaro è che la Russia sta sviluppando tecnologie ed infrastrutture all'avanguardia in alcune delle condizioni climatiche più estreme del mondo, rinnovando la propria economia, riuscendo a farlo in collaborazione con la Cina, la Corea del Sud e sino ad un certo punto anche con il Giappone, contrariamente alle speranze dei bellicosi neo-conservatori di Washington e dei loro mecenati del complesso dell'industria militare statunitense.
(da: hellenicshippignews.com, 27 novembre 2017)



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