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12 dicembre 2018 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 05:14 GMT+1



CENTRO INTERNAZIONALE STUDI CONTAINERS ANNO XXXVI - Numero 30 NOVEMBBRE 2018

TRASPORTO MARITTIMO

OPPORTUNITÀ E RISCHI PER IL CANALE DI PANAMA

In occasione del proprio discorso d'apertura nel corso della conferenza TOC Americas svoltasi a Panama in settimana, Jorge Quijanao, amministratore delegato e direttore generale della ACP (Autorità del Canale di Panama) ha sottolineato i rischi e le opportunità cui l'autorità si trova di fronte nella sua ricerca tesa a capitalizzare gli ingenti investimenti effettuati per l'espansione del Canale di Panama.

La nuova serie di chiuse è stata aperta nel 2016 e quasi tre anni dopo Quijanao afferma che i segmenti di mercato serviti dal Canale "si sono comportati in modo diverso da quello che ci si aspettava".

Le attività containerizzate sono cresciute in modo sostenuto, rappresentando 159 milioni di tonnellate del sistema di misura universale del canale di Panama (PC/UMS) rispetto ai 442,1 milioni di tonnellate PC/UMS che sono passati attraverso il canale nel suo anno fiscale 2018.

Di quei volumi, 112,6 milioni di tonnellate PC/UMS sono transitati dal canale ampliato, una cifra in linea con le aspettative della ACP.

I traffici delle rinfusiere, tuttavia, sono diminuiti del 6% nel 2018 in gran parte a causa del declino dei volumi di semi di soia dagli Stati Uniti e Quijanao non si aspetta che le esportazioni degli Stati Uniti inscenino un ritorno al passato a breve termine.

Poiché il 62,8% dei carichi complessivi in transito dal Canale hanno la propria origine o destinazione negli Stati Uniti, la ACP sta osservando da vicino la situazione dei dazi.

Dal lato dei container, la minaccia di dazi ha in realtà dato impulso alle importazioni dalla Cina agli Stati Uniti.

Per le esportazioni, tuttavia, la storia è diversa.

Le esportazioni statunitensi di prodotti agricoli, rottami e materie riciclabili alla volta della Cina sono calate in modo significativo.

Di conseguenza vengono inviati in Cina più contenitori vuoti.

Quijanao afferma che la ACP ha notato un incremento delle navi che intraprendono la lunga rotta attorno a Capo Horn per andare in Cina; peraltro, essa non è economicamente vantaggiosa quando il petrolio supera i 70 dollari USA al barile, ha aggiunto.

Uno degli obiettivi dell'espansione del Canale era quello di "ricatturare" qualcuna delle attività containerizzate che erano state perdute a vantaggio del Canale di Suez e Quijanao afferma che l'espansione ha visto "tornare qualcosa, ma non tutto quello che passa dal canale di Suez".

Il canale di Suez, tuttavia, sta effettuando grandi sconti per fare concorrenza a Panama, con un aumento sino al 55%, ed ora al 65%, delle iniziali riduzioni pari al 35%.

"Lo stanno quasi regalando" afferma Quijanao, aggiungendo che la ACP non ne è troppo preoccupata dal momento che il Canale di Suez non può copiare la posizione di Panama quale punto per la distribuzione nelle Americhe.

La maggiore sorpresa da quando è stata inaugurata l'espansione del canale è stata la crescita dei traffici di gas naturale liquefatto, che si sono impennati dell'81% nel 2018 sino a 11,5 milioni di tonnellate.

Il gas "è diventato un'attività importante" afferma Quijanao e la ACP ha dovuto adattarsi alle sue modalità operative.

Il gas viene frequentemente venduto nel mercato a pronti ed il cliente finale non è noto al momento del carico.

La ACP sta ora attivamente contattando le navi quando le vede in un punto di carico negli Stati Uniti e non hanno una prenotazione per il Canale, offrendo uno slot all'operatore.

Far crescere il tonnellaggio attraverso il canale è importante, ma la ACP e l'Autorità Marittima di Panama stanno altresì effettuando forti pressioni allo scopo di espandere i porti del paese e sviluppare un ruolo per Panama nella logistica a valore aggiunto, sia per i carichi containerizzati che per i veicoli.

Qualcosa come 1.200 ettari di terreno dal lato del Pacifico del Canale sono stati destinati ad un parco logistico che la ACP vorrebbe includere in una struttura per il trasbordo di veicoli e ora per lo stoccaggio di gas naturale liquefatto.

La ACP inoltre ritiene che avrà bisogno di più capacità di terminal container dal lato Pacifico del Canale e ha "riconfezionato" la proposta relativa al terminal Corozal.

La concessione è stata ridotta da tre a due ormeggi per il terminal rispetto al progetto iniziale, che la ACP spera si dimostri più allettante.

Il piano iniziale di sviluppare un terminal dalla capacità di 5 milioni di TEU a Corozal era stato allestito nel 2017, dopo che i quattro importanti operatori terminalistici globali che si erano preliminarmente qualificati per la concessione ventennale originale non erano riusciti a presentare offerte definitive entro la scadenza.

Quijanao afferma che la ACP ha contattato le parti che erano interessate alla precedente gara, così come nuovi operatori.
(da: worldcargonews.com, 14 novembre 2018)



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