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17 novembre 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 07:49 GMT+1



CENTRO INTERNAZIONALE STUDI CONTAINERS ANNO XXXVII - Numero 31 OTTOBRE 2019

STUDI E RICERCHE

CI SI ASPETTA CHE LA PERSISTENTE CANCELLAZIONE DI PARTENZE CONTAINERIZZATE NELLA ROTTA ASIA-EUROPA SOSTENGA LE TARIFFE

La casa di spedizioni statunitense Flexport si aspetta che la persistente cancellazione delle partenze nei traffici containerizzati Asia-Europa sostenga le tariffe, mentre la domanda si riprenderà a dicembre in concomitanza dell'arrivo del Nuovo Anno Cinese.

Martin Holst-Mikkelsen, direttore senior del trasporto merci marittimo nella EMEA presso lo spedizioniere digitale, ha dichiarato a Lloyd's Loading List: "Non abbiamo sperimentato una intensa alta stagione in vista della Settimana d'Oro in Cina, come previsto dal mercato in generale.

La domanda resta fiacca, mentre la capacità si è stabilmente incrementata da un anno all'altro.

Allo scopo di contribuire a bilanciare la domanda e l'offerta ci sarà un vasto programma di cancellazioni delle partenze da parte dei vettori nel corso di ottobre e novembre.

Questo contribuirà a sostenere le tariffe ed a rallentare la loro ulteriore erosione.

Ci si aspetta che la domanda si riprenda a dicembre, in vista del Nuovo Anno Cinese".

Nel breve termine, la Flexport non si aspetta un forte impatto diretto dalla guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina riguardo alla domanda dall'Unione Europea.

Alla domanda in ordine a se la Flexport abbia constatato qualche recente effetto "preliminare ad una Brexit senza accordo" in relazione ai traffici di trasporto merci marittimo, Holst-Mikkelsen afferma: "Un numero sempre maggiore di clienti sta affrontando le ricadute della Brexit mediante la valutazione e la delocalizzazione dei propri centri distributivi nel Regno Unito e la identificazione dei diversi modi per servire il mercato del Regno Unito da altre parti d'Europa".

Ha poi aggiunto: "Non vediamo al momento un incremento della domanda nel mercato del Regno Unito".

Riguardo al probabile effetto sui traffici marittimi dell'entrata in vigore il 1° gennaio prossimo del limite al contenuto di zolfo del carburante dell'IMO 2020, la Flexport afferma che c'è "una significativa incertezza" nel mercato in relazione all'impatto sulle tariffe.

Aggiunge Holst-Mikkelsen: "I vettori inizialmente hanno provato ad attuare l'IMO 2020 all'inizio del quarto trimestre del 2019.

Esso è stato poi rinviato sino ai primi di dicembre 2019 da un certo numero di vettori ed alcuni hanno persino sospinto l'attuazione al 1° gennaio del tutto.

"Il mercato determinerà le nuove tariffe nel corso del prossimo mese di novembre, ma occorrerà che ci sia un allineamento riguardo all'attuazione ed all'effetto sulle tariffe".

Come riportato da Lloyd's Loading List, nel periodo precedente alla Settimana d'Oro cinese i vettori sono stati costretti a far scendere i prezzi al fine di far sì che le navi salpassero più piene possibile, mentre non si è riusciti a realizzare la corsa anticipata in vista del periodo di vacanze.

Come un importante vettore europeo ha detto a Lloyd's List, "la corsa precedente alla Settimana d'Oro cinese ha dimostrato di non essere uno spettacolo".

Di conseguenza, le tariffe a pronti, prima che le fabbriche chiudessero i battenti nell'ultima settimana di settembre, sono sprofondate al loro livello più basso da maggio nei principali traffici in uscita dall'Asia.

La ditta di analisi Platt ha commentato che i normali incrementi tariffari generali che ci si potrebbe aspettare nella parte iniziale del mese erano stati sostituiti da decrementi tariffari, poiché i vettori hanno iniziato "a competere per un limitato numero di carichi in uscita dall'Asia settentrionale".

Nota la Drewry: "La musica d'atmosfera che circonda il mercato dei contenitori si è deteriorata ulteriormente negli ultimi tre mesi, spingendo la Drewry a declassare le sue prospettive in ordine ai risultati produttivi dei porti containerizzati mondiali per l'anno in corso ed al resto dell'orizzonte quinquennale nella Container Market Annual Review and Forecast 2019/20, recentemente pubblicato dalla Drewry Shipping Consultants.

La Drewry adesso si aspetta che i risultati produttivi dei porti globali aumentino del 2,6% nel 2019, in ribasso rispetto alle precedenti aspettative del 3%.

Quest'ultimo declassamento fa seguito ad un precedente abbattimento delle sue aspettative di crescita del 3% a luglio rispetto alla precedente previsione del 3,9%, dovuto al fatto che le tensioni commerciali e geopolitiche minacciano un ulteriore rallentamento della crescita economica globale, nonché alla regionalizzazione delle filiere distributive della produzione ed alle preoccupazioni ambientali che aggiungono ulteriore incertezza.

Commentando quest'ultimo declassamento, Simon Heaney, dirigente senior delle ricerche sui contenitori alla Drewry e redattore del Container Forecaster, ha affermato: "Il peso dei rischi che esercitano pressioni sul mercato containerizzato sembra diventare sempre maggiore di giorno in giorno.

La situazione è stata esacerbata da una serie di nuovi problemi che oscurano il mercato con ulteriori livelli di preoccupazione ed incertezza rispetto a quelli esistenti in precedenza.

"C'è il pericolo che questo flusso di notizie negative inducano una profezia che si autoavvera, la quale potrebbe essere in contrasto con la realtà dei fatti.

Le statistiche portuali relative a metà annata sono state ragionevolmente solide e la domanda dei consumatori è stata abbastanza resiliente, tutto considerato; ma alcuni indicatori fondamentali hanno recentemente subito un drastico calo e abbiamo la sensazione che sia corretto adottare un atteggiamento leggermente più prudente".

Uno dei maggiori rischi individuati nel rapporto è l'impatto dell'IMO 2020 sull'offerta di portacontainer, sottolinea la Drewry, notando: "Non c'è ancora un chiaro orientamento riguardo a quanti costi aggiuntivi esso farà ricadere sul settore e i recenti attacchi con i droni agli impianti petroliferi sauditi hanno intorbidito le acque quando hanno causato un'impennata dei prezzi del petrolio".

Com'è stato riferito da Lloyd's Loading List, la Flexport la settimana scorsa ha parlato di uno "stallo dei volumi" nel TPEB (trasporto merci marittimo transpacifico in direzione est) a causa di un evento del tipo "cigno nero" - l'assenza di un'alta stagione - indotta da una spedizione anticipata stagionale che ha comportato livelli di scorte più elevate così come una minore domanda nel mercato, con alcune fonti di approvvigionamento statunitensi dirottate nel sud-est asiatico.

Jan Hinz, direttore senior della Flexport del trasporto merci marittimo per gli Stati Uniti, ha dichiarato a Lloyd's Loading List: "Stiamo assistendo ad uno stallo dei volumi nel mercato del TPEB con l'offerta che continua a superare la domanda, mentre la tendenza delle tariffe a pronti del mercato è quella di restare al di sotto del livello delle tariffe contrattuali fisse.

I vettori marittimi stanno cercando di equilibrare la domanda e l'offerta mediante l'annullamento delle partenze al fine di ridurre la capacità.

Ciò è stato attuato nel periodo delle vacanze della Settimana d'Oro per contribuire ad evitare un ulteriore deterioramento delle tariffe a pronti.

Per ottobre ed oltre sono stati annunciati vasti programmi di annullamento delle partenze".

Alla domanda riguardo all'effetto del contenzioso fra Stati Uniti e Cina in ordine alle direttrici di traffico fondamentali, Hinz ha dichiarato: "L'evento da 'cigno nero' di quest'anno per il TPEB è stata la completa assenza di un'alta stagione.

Ciò si può attribuire alle spedizioni anticipate all'inizio della stagione e, di conseguenza, al livello delle scorte più elevato così come ad una minore domanda del mercato.

Avevamo assistito ad una lenta alta stagione prima del 2018 a causa del dirottamento dei modelli di approvvigionamento, ma non in questa misura".

Rispetto alla questione inerente a se la lite sui dazi abbia comportato effetti sulla strategia logistica dei caricatori o spedizionieri, Hinz ha suggerito che il trasporto merci aereo ha assistito al fatto che il quantitativo maggiore di scorte per "spedizioni anticipate" ha sconfitto le scadenze dei dazi.

Afferma Hinz: "Il 2018 è stato un'annata eccezionale per il trasporto merci marittimo nel TPEB con una incredibilmente precoce alta stagione dovuta alle escursioni dei dazi.

La rapida attuazione delle escursioni dei dazi nel 2019 ha reso impossibile ai caricatori di consentire spedizioni anticipate come quelle cui abbiamo assistito nel quarto trimestre del 2018.

La spedizione anticipata è meno pronunciata adesso nel trasporto merci marittimo, ma vi stiamo ancora assistendo nel trasporto merci per via aerea".

(da: lloydsloadinglist.com, 15 ottobre 2019)



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