|
|
|
|
|
|
||
| 26 maggio 2013 | Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto | 09.59 GMT+2 |
|
|
||
|
"L'ITALIA IN EUROPA: CON QUALI INFRASTRUTTURE"
Intervento di Luigi D'Amato
Desidero ringraziare i responsabili del Dipartimento Trasporti
di Forza Italia per l'invito a partecipare a questo convegno così
qualificato dandomi l'opportunità di far sentire anche
la voce di CONFITARMA. Fino a qualche ora fa era programmato l'intervento
del nostro Presidente Paolo Clerici ma, un impedimento improvviso,
lo ha costretto a ritardare il suo arrivo a Roma. Un caloroso
saluto ed un ringraziamento anche da parte sua.
Il tema del vostro convegno tende a fare un esame analitico sullo
stato delle infrastrutture italiane in tema di trasporti.
Dal 1990 ad oggi abbiamo investito 14.250 miliardi per ringiovanire
l'età media delle navi esistenti. Abbiamo oggi il 25% del
nostro naviglio di età media inferiore ai 5 anni ed il
50% di età inferiore ai 10 anni. L'istituzione del Registro Internazionale, se ben applicato, ci darà quel ulteriore plus di rilancio per poter competere, senza insuperabili handicap, quantomeno con il resto dei colleghi dell'Unione Europea. Colgo l'occasione della presenza in sala sia degli esponenti della maggioranza che dell'opposizione, per ringraziare quanti nel mondo politico si sono battuti per sostenere una componente così importante dell'economia nazionale.
Anche dalla Conferenza Nazionale dei Trasporti che si è
tenuta una settimana fa alla "Sapienza" è emersa
una chiara tendenza a cercare delle aree di convergenza in tema
di trasporti. Lo stesso mi auguro accadrà in tutte le sedi
che tratteranno le tematiche relative alle infrastrutture.
L'Unione Europea detiene una quota del 25% del commercio mondiale
con oltre 1.600 milioni di tonnellate di merci importate o esportate
ogni anno. Di questi scambi oltre il 70% (1.150 milioni di tonnellate)
viene effettuato via mare.
La mia opinione personale sullo sviluppo dei porti nazionali è
che ogni porto deve indirizzare lo sviluppo delle proprie infrastrutture
in funzione di quello che è il logico potenziale naturale
dello stesso. Analogamente, porti che hanno acquisito un forte traffico negli ultimi anni, come ad esempio Genova che ha registrato un aumento del 43% del proprio traffico annuale, deve essere messo in condizione di sviluppare oltre che al settore passeggeri anche quello containers e quello relativo ai prodotti finiti e semilavorati.
Oggi è in atto una guerra incredibile, e secondo me sbagliata,
tra i grandi armatori di navi porta containers. Si è passati
da navi con capacità di 1500 TEU a navi da 3000 containers
o addirittura ad oltre 6000, tra l'altro già naviganti.
Da questa realtà nascono due considerazioni: E' essenziale una rete di comunicazioni in grado di sostenere il traffico veloce e specializzato. Dall'insieme delle linee di trasporto e dai nodi interni, e non solo quindi dalle navi e dai porti, dipende la possibilità dell'Italia di inserirsi con successo nello scacchiere di traffico ad alto valore aggiunto. Servono quindi reti ferroviarie ad alta velocità e connessioni autostradali ad alto scorrimento per consentire alle merci che viaggiano in containers una proiezione anche verso l'Europa Centrale.
Rotterdam ed Anversa servono tutta l'Europa Centrale ed hanno
quote di traffico rispettivamente di 300 e 107 milioni di tonnellate;
nei containers movimentano 5,3 e 2,9 milioni di TEU per anno;
Genova che potrebbe servire lo stesso bacino di utenza movimenta
appena 40 / 45 milioni di tonnellate e 1,1 milioni di TEU.
Colgo l'occasione per riportare all'attenzione dei nostri interlocutori
politici un tema che vede CONFITARMA particolarmente impegnata
in questi giorni cioè il cabotaggio nazionale.
Dal 1° Gennaio 1999 l'apertura del cabotaggio alle flotte
europee renderà la flotta italiana non competitiva.
I programmi di investimento da parte degli armatori cabotieri
potranno essere realizzati solo se tutte le componeneti politiche,
Forza Italia compresa, avranno la sensibilità di fornire
ad essi lo strumento legislativo capace di preservare e di incrementare
le tante migliaia di posti di lavoro coinvolti.
|
|
||
|
|