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2 settembre 2014 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 08.53 GMT+2



Autorità Portuale di Genova
Piano Operativo Triennale 2008-2010
INDICE
Il riassetto delle partecipazioni

Com'è noto, l'Autorità portuale di Genova detiene un portafoglio di partecipazioni al capitale sociale di società che svolgono attività accessorie o strumentali rispetto ai compiti istituzionali affidati all'Ente, anche ai fini della promozione e dello sviluppo dell'intermodalità, della logistica e delle reti trasportistiche, ai sensi di quanto previsto dall'art. 6, comma 6, della legge 84/94.

Le società partecipate più importanti dal punto di vista strategico sono: Ente Bacini SpA (controllata attraverso Riparazioni Navali SpA, che detiene il 95% del capitale, attualmente in stato di liquidazione e destinata alla fusione Ente Bacini) avente come oggetto sociale la costruzione e l'esercizio dei bacini di carenaggio; Stazioni Marittime SpA, nella quale l'Autorità portuale detiene una partecipazione del 29,70 % tra componente diretta ed indiretta e che gestisce il terminal passeggeri del porto di Genova; i servizi forniti da Ente Bacini e da Stazioni Marittime si configurano quali servizi di interesse generale; Aeroporto di Genova SpA, con una partecipazione diretta dell'Autorità portuale del 60% e che gestisce l'aeroporto di Genova; Finporto SpA, una società di servizi che svolge in particolare un'attività di supporto amministrativo all'Autorità portuale, nonché funzioni di holding finanziaria ed è partecipata al 94,16% direttamente dall'Autorità portuale, mentre le rimanenti partecipazioni sono detenute da FILSE SpA (finanziaria della Regione Liguria), dal Comune e dalla Provincia di Genova; Finporto.

Inoltre, l'Autorità portuale di Genova detiene, direttamente o attraverso Finporto, Aeroporto di Genova e Riparazioni Navali, partecipazioni in società che possono essere raggruppate per comparto di attività, come nello schema che segue:

  • porto: GEAM - Gestioni ambientali SpA (46,139%); SEPG – Servizi Ecologici Porto di Genova SpA (24,338%); SECOM Srl (14,124%); Società per la Zona Franca Srl (12,235%); Sistemi e Telematica SpA (7,206%).
  • infrastrutture e trasporti: Tunnel di Genova SpA (33,333%); SLALA Srl (2,041%); C.1.V. SpA (1,5%); Autostrade Centro Padane Spa (l,464'7); Milano Serravalle - Milano Tangenziali SpA (0,283%).
  • finanza: F.I.L.S.E SpA (2,985%).
  • altro: Società per il Nuovo Deposito Franco Srl (47,081%); il Porto e Genova Srl (17%); Porto Antico SpA (10,000%); Genova 2004 Srl (8,004%, in liquidazione); Accademia Italiana Marina Mercantile Scarl (5,000%); Marina Fiera di Genova SpA (2,879%); Sviluppo Genova SpA (2,4000%); Fiera Internazionale di Genova (2,000%); Eurete Scarl (1,378%); Convention Bureau Genova Srl (1,132%); il Terminai Srl (0,953%).
Relativamente al quadro sopra presentato, è opportuno evidenziare che il contesto normativo attuale pone alcuni vincoli all'ingresso ed alla partecipazione delle autorità portuali in alcune attività.

In particolare, la partecipazione alla società Aeroporto di Genova, che gestisce l'attività aeroportuale, parrebbe, secondo l'interpretazione più diffusa del disposto legislativo vigente, non potersi considerare accessoria o strumentale rispetto ai compiti istituzionali dell'Ente, determinando quindi per l'Autorità portuale il vincolo di dismissione della partecipazione. Sebbene, alla luce delle esperienze di integrazione tra attività portuale ed aeroportuali maturate in altri contesti europei ed internazionali, l'interpretazione prevalente possa essere oggetto di dibattito, l'Autorità portuale ha da tempo avviato un processo finalizzato alla dismissione di suddetta partecipazione, anche allo scopo di individuare un “acquirente” strategico in grado di offrire nuovo impulso allo sviluppo dei traffici aeroportuali ed ai settori collegati. A questo fine, l'Autorità portuale si propone, innanzitutto, di individuare un advisor cui affidare la gestione delle fasi di vendita del capitale, sulla base di criteri che consentano di scegliere un soggetto di comprovata esperienza e capacità tecnica.

La cessione della quota di partecipazione dovrà avvenire gradualmente, con una procedura di evidenza pubblica, in grado di instaurare un confronto competitivo tra gli aspiranti acquirenti e di garantire la massimizzazione dei ricavi di vendita.

La partecipazione in Ente Bacini Srl appare nuovamente in contrasto con il divieto posto dalla legge 84/94 di esercitare direttamente o tramite società partecipate operazioni portuali ed attività ad esse strettamente connesse.

La dismissione della partecipazione, con il passaggio delle quote pubbliche ad operatori privati, dovrà garantire la crescita di competitività del settore e l'accesso ai servizi offerti da parte di tutti gli operatori interessati, vista la natura di servizio di interesse generale offerto da Ente Bacini.

Con riguardo alla partecipazione nella società Stazioni Marittime SpA, la complessità che caratterizza il servizio rende necessario sottoporre ad una attenta riflessione la tematica della cessione delle quote.

Infatti, ai sensi della normativa in vigore, anche il servizio passeggeri, nella componente dei traghetti e del cabotaggio, si configura quale servizio di interesse generale.

Da questo punto di vista, la composizione della compagine azionaria, costituita in prevalenza dalle compagnie di navigazione che utilizzano le strutture terminaliste, determina delle rigidità sotto il profilo delle scelte strategiche e gestionali della società, oltre ad introdurre una situazione di potenziale conflitto di interesse tra il soggetto che eroga il servizio e le società di armamento che ne usufruiscono.

La dismissione della partecipazione di Autorità portuale condurrebbe al controllo societario in capo alle compagnie di navigazione, con il rischio di non garantire agli utenti finali un'offerta di servizi caratterizzata da una pluralità di operatori.

Così come per Ente Bacini, dunque, si rappresenta la necessità di avviare una riflessione al fine di eliminare il conflitto di interessi esistente, riflessione che potrebbe anche suggerire un'estensione della legislazione aeroportuale ai servizi marittimi passeggeri, con il divieto quindi, per le compagnie di navigazione, di detenere partecipazioni nella società.

Per quanto concerne Finporto, infine, il ruolo della società va sottoposto a revisione nel quadro delle strategie di partecipazione e diversificazione dell'Ente, valutando la possibilità di effettuare interventi di tipo finanziario e di tipo organizzativo in stretto raccordo con gli obiettivi organizzativi dell'Autorità.


PIANO OPERATIVO TRIENNALE 2008 - 2010

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