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24 febbraio 1999

North Atlantic Agreement, nuova conferenza per i traffici nordatlantici

Entrerà in vigore in marzo, sostituendo il TACA. Comprenderà venti compagnie di navigazione

Un gruppo di compagnie di navigazione che operano nel Nord Atlantico, dopo la dissoluzione del Trans Atlantic Conference Agreement (TACA), sono riuscite ad accordarsi per creare una nuova conferenza, il North Atlantic Agreement (NAA), che è stata sottoposta all'esame della Federal Maritime Commission e delle autorità competenti in materia di concorrenza. L'accordo, se verrà approvato, entrerà in vigore nel prossimo marzo.

La compagnie di navigazione sono venti:

Atlantic Cargo Services (ACS)
Atlantic Container Line (ACL)
American President Line (APL)
China Ocean Shipping Co. (COSCO)
DSR/Senator Line
Hanjin
Hapag Lloyd
Hyundai Marine Merchant (HMM)
Independent Container Line Europe
Kawasaki Kisen Kaisha (K Line)
Lykes Lines
Maersk Line
Mediterranean Shipping Company (MSC)
Mexican Line
Nippon Yusen Kaisha (NYK)
Orient Overseas Container Line (OOCL)
P&O Nedlloyd
Polish Ocean Line Atlantic (POL Atlantic)
Sea-Land Services
Yang Ming

Sono stati espressi pareri discordi sugli elementi che hanno portato all'aggregazione di queste compagnie: c'è chi sostiene che i regolamenti del nuovo raggruppamento terranno conto della legislazione statunitense ed europea, chi invece afferma che l'alleanza ricalcherà le orme della precedente, dando vita ad un 'figlio del TACA'. Probabilmente la strada seguita dalla nuova conference - se verrà realizzata - non andrà né nella prima direzione né nella seconda. Sono state proprio le normative americane e comunitarie ad assestare un colpo decisivo al TACA, e più in generale all'intero sistema delle conference, e riesce difficile comprendere come il nuovo gruppo possa adeguarsi a normative che sono nate per disgregare alleanze, frantumandole in nome della concorrenza. Il 'figlio del TACA' viceversa potrebbe avere seri problemi di crescita, visto l'accanimento con cui l'Unione Europea ha perseguito le politiche della vecchia alleanza: un'eredità su cui peserebbero anche i problemi di collaborazione tra i vettori che con tutta probabilità si accentueranno il prossimo 1° maggio con l'introduzione dello statunitense Ocean Shipping Reform Act.

Quello che sembra certo, leggendo il nutrito elenco delle società armatrici coinvolte, è che questa volta le compagnie abbiano deciso unanimemente che il controllo dei traffici marittimi nordatlantici lo debba assumere proprio una mega-conference, pena l'esplosione di una guerra tariffaria dagli effetti devastanti. Resta però ancora insoddisfatta la curiosità riguardo ai nuovi legami che terranno insieme le venti compagnie e permangono i dubbi sulla tenuta di questo colosso dai piedi d'argilla.

Bruno Bellio




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