Licenzierà metà del personale l'impresa portuale
HRS di Rotterdam
Il passivo di gestione raggiungerà alla fine di quest'anno
7 milioni di fiorini. Tutti i dipendenti sono in sciopero
Non è tutto oro quel che riluce nel porto di Rotterdam.
Anche nello scalo primo in Europa, non solo per traffico ma anche
per la possibilità di iniziare attività fruttuose
in tutti i settori di lavoro, vi sono imprese che registrano contrazioni
del giro d'affari e passivi di gestione.
La società HRS (Hoogewerff De Rijke Seaport), nata nel
1998 dalla fusione di Furness NeoBulk Services B.V., Hoogewerff
De Rijke Terminals B.V. e Seaport Terminals B.V. (inforMARE
del 9 febbraio 1998),
quest'anno registrerà un deficit di 7 milioni di fiorini.
HRS opera nei settori container, ro-ro, dei prodotti forestali
(soprattutto carta e cellulosa) e dei metalli non ferrosi.
Il titolare dell'azienda, L.H. De Rijke, ha deciso di licenziare
la metà dei dipendenti, riducendo l'effettivo della società
a 110 persone. Per limitare le perdite vorrebbe inoltre disfarsi
del settore container. A questo scopo ha iniziato una trattativa
con i sindacati, ma nel frattempo tutti i suoi dipendenti si sono
messi in sciopero.
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