Non ci sono tracce di stirene nelle acque in cui è affondata
martedì scorso la Ievoli Sun
Entro la fine dell'anno sarà operativa la prima fase
del Vessel Traffic Control, il sistema di controllo delle acque
territoriali italiane
I primi campioni di acqua prelevati nella zona di mare in cui
è affondata martedì scorso la Ievoli Sun
non presentano tracce di stirene, sostanza trasportata dalla nave
chimichiera che le autorità francesi temevano potesse riversarsi
in mare provocando un grave danno ambientale. Lo stirene starebbe
infatti solidificandosi diminuendo il rischio di inquinamento.
Si stanno intanto ridimensionando le polemiche sullo stato della
nave, che chiamavano in causa soprattutto i tre fermi subiti nei
porti dalla Ievoli Sun. L'ultimo fermo era avvenuto nel
porto di Rotterdam lo scorso 23 ottobre, ma l'unità era
ripartita il 26 dopo l'effettuazione di alcune riparazioni di
scarso rilievo. Il Registro Italiano Navale (RINA), società
che ha classificato la Ievoli Sun, aveva d'altronde decisamente
sostenuto il buono stato della nave, spiegando che i tre fermi
subiti dal '97 non erano stati determinati da problemi alla struttura
(inforMARE del
31 ottobre).
Il ministero italiano dei Trasporti e della Navigazione ha intanto
assicurato la propria collaborazione alle autorità francesi,
confermando anche l'impegno a sostenere in sede europea il rafforzamento
delle misure di sicurezza della navigazione.
In tema di sicurezza marittima il comandante generale delle Capitanerie
di Porto, ammiraglio Eugenio Sicurezza, ha ricordato che alla
fine di quest'anno sarà operativo in Italia il Vessel Traffic
Control, sistema di controllo capillare delle acque territoriali
italiane che si estendono per 100mila chilometri quadrati. Il
sistema coprirà inizialmente lo Stretto di Messina, uno
dei punti più critici per il traffico marittimo, e sarà
poi esteso entro un anno e mezzo alle coste pugliesi, calabre,
siciliane e sarde. Il Vessel Traffic Control sarà completamente
a regime in quattro anni e mezzo.
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