Utile operativo in crescita dell'8% nel terzo trimestre per
P&O Princess Cruises
Aumentato di sei milioni di dollari il costo del carburante.
Impatto negativo del rafforzamento del dollaro sulla sterlina
Nel terzo trimestre di quest'anno P&O Princess Cruises, la
nuova compagnia crocieristica nata dalla scorporazione dell'attività
crocieristica dal gruppo britannico P&O, ha ottenuto un utile
operativo di 189,3 milioni di dollari, con un incremento dell'8%
rispetto allo stesso periodo del 1999. Sul risultato ha pesato
l'incremento del costo del carburante, cresciuto di 6 milioni
di dollari, e il negativo impatto del rafforzamento del dollaro
nei confronti della sterlina, quantificato in 3 milioni di dollari.
L'utile dopo le imposte è stato di 152,2 milioni di dollari,
contro 142,7 milioni di dollari del corrispondente trimestre dello
scorso anno. L'utile per azione è cresciuto del 6%.
I giorni-crociera/passeggeri sono aumentati del 26% rispetto al
terzo trimestre 1999. Parte dell'incremento (+18%) è dovuto
all'ingresso nella flotta della Ocean Princess e della
Aurora. La capacità è cresciuta anche grazie
all'acquisto delle navi crociera Aida e Arkona utilizzate
nel mercato tedesco.
Attualmente P&O Princess Cruises dispone di una flotta di
17 navi capace di accogliere 24.770 passeggeri. Nei prossimi quattro
anni riceverà in consegna altre nove navi per complessivi
19.620 passeggeri.
Nel 1999 la compagnia ha trasportato oltre 700.000 crocieristi
e ha registrato un fatturato superiore ai due miliardi di dollari.
Per l'ultimo trimestre di quest'anno è atteso l'effetto
negativo della sospensione degli scali in Israele, soppressi a
causa dei gravi scontri tra israeliani e palestinesi. Effetto
che - secondo la compagnia - sarà pari a 2-3 milioni di
dollari. Sul 2000 peseranno anche i circa 30 milioni di dollari
di costi aggiuntivi di combustibile rispetto al 1999.
P&O Princess Cruises ha annunciato che dal prossimo 1°
gennaio la compagnia sarà sottoposta al regime fiscale
britannico della tassa sul tonnellaggio.
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