Gli agenti marittimi hanno un avvenire, ma solo se prenderanno
coscienza che i tempi sono cambiati
Intervistato dal "Journal pour le Transport International"
Luigi Negri, presidente della Federagenti, esamina i problemi
delle agenzie marittime italiane
Il settimanale svizzero "Journal pour le Transport International"
nel numero del 24 novembre dedica la foto di copertina e un articolo-intervista
di due pagine a Luigi Negri, presidente della Federagenti, delle
agenzie marittime Intersea e Medmar, e contitolare del GIP che
possiede il 100% del container terminal SECH di Genova e il 32%
del container terminal CICT di Cagliari.
Rispondendo alle domante di Jutta Iten, Negri affronta il problema
degli agenti marittimi indipendenti e delle agenzie di proprietà
degli armatori - i primi più agili e più vicini
al mercato - e del "third party agent".
Il gruppo Finsea, di cui Intersea e Medmar fanno parte, detiene
anche il 40% del capitale della China Shipping (Italy) Agency,
agente del China Shipping Group di Shanghai. La scarsa remuneratività
delle commissioni - afferma Negri - viene affrontata e sopportata
dalla Finsea approfittando del tasso elevato del dollaro, valuta
con cui vengono retribuiti i servizi (o della debolezza dell'euro,
con il quale vengono coperte le spese).
Negri lamenta la pesantezza delle "port services fees",
che penalizza i porti italiani rispetto agli altri porti mediterranei.
Ma chiude l'intervista con un messaggio di speranza per la sua
categoria. «L'agente marittimo ha un avvenire - afferma -
solamente se noi prendiamo coscienza che i tempi sono cambiati.
Dobbiamo adattarci alle nuove esigenze e soprattutto dobbiamo
soddisfare le richieste dei nostri clienti. Solo in questo modo
avremo un avvenire».
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