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4 dicembre 2008 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 02.21 GMT+1



6 dicembre 2000

Proposta oggi dalla Commissione Europea una nuova serie di misure ("Erika II") per incrementare la sicurezza della navigazione

Prevedono la creazione di un sistema di controllo sulla navigazione e di raccolta dei dati sul traffico marittimo, di un fondo per gli indennizzi nei casi di inquinamento e l'istituzione di un'agenzia europea per la sicurezza marittima

La Commissione Europea ha proposto oggi una nuova serie di misure per incrementare la sicurezza della navigazione che prevedono la creazione di un sistema di controllo sulla navigazione e di raccolta dei dati sul traffico marittimo, di un fondo per gli indennizzi nei casi di inquinamento e l'istituzione di un'agenzia europea per la sicurezza marittima. Le disposizioni si aggiungono alle misure contenute nella proposta legislativa avanzata dalla Commissione nello scorso marzo a seguito dell'affondamento della petroliera Erika (inforMARE del 21 marzo).

«L'adozione di queste misure da parte della Comunità - ha detto Loyola de Palacio, vice presidente della Commissione UE e commissario europeo all'Energia e ai Trasporti - permetterà di creare un'area europea di sicurezza marittima e di assicurare un ottimo grado di protezione dell'ambiente marino e della linea costiera europea».

In particolare il nuovo pacchetto di misure, denominato "Erika II", prevede un più incisivo controllo del traffico marittimo grazie ad un sistema di raccolta dei dati non più limitato alle navi che fanno scalo nei porti dell'UE, ma esteso anche a quelle che navigano in acque UE pur non scalando in alcun porto comunitario. La proposta prevede infatti che queste ultime navi siano comunque obbligate a disporre di un sistema identificativo automatico e di una "scatola nera", analoga a quella utilizzata negli aerei, che consenta un più facile accertamento delle cause degli incidenti.
In considerazione del fatto che molti incidenti si sono verificati in presenza di pessime condizioni meteomarine, la Commissione ha inoltre proposto che in queste occasioni non sia permesso alle navi di partire dai porti comunitari. Ogni nazione UE dovrà poi obbligatoriamente rendere disponibili dei porti in cui le navi in difficoltà possano trovare rifugio.

In merito al fondo di indennizzo in caso di inquinamenti da petrolio, la Commissione ha ricordato che le attuali normative sull'indennizzo a seguito degli inquinamenti causati da petroliere sono state predisposte negli anni Settanta sotto la guida dell'International Maritime Organization (IMO). La Commissione propone ora di istituire un fondo europeo, denominato COPE Fund, che consenta di erogare indennizzi aggiuntivi fino ad un ammontare di un miliardo di euro nel caso il limite di 200 milioni di euro previsto dalle normative vigenti sia superato. Il fondo dovrà essere finanziato dalle società dell'Unione Europea che importano prodotti petroliferi via mare.
La proposta della Commissione prevede anche che gli Stati membri siano obbligati a imporre sanzioni pecuniarie in caso di comportamento negligente da parte di qualsiasi soggetto impegnato nel trasporto marittimo di prodotti petroliferi.

L'agenzia europea per la sicurezza marittima dovrà invece avere il compito di sovrintendere all'azione in questo campo da parte della Commissione e degli Stati membri e dovrà valutare l'efficacia delle misure per la sicurezza della navigazione adottate. L'agenzia avrà uno staff formato da non più di 50 persone.
Questo nuovo organismo dovrà inoltre raccogliere le informazioni e gestire le banche dati sulla sicurezza marittima. Avrà anche il compito di valutare e verificare l'attività delle società di classificazione e l'organizzazione delle visite ispettive in ogni Stato comunitario per accertare le modalità di applicazione del Port State Control. Sarà anche in grado di assistere gli ispettori nazionali, in particolare consentendo loro di identificare con più sicurezza le navi a rischio che necessitano di controlli più severi.

Con le nuove misure si intende potenziare l'efficacia del primo pacchetto di proposte avanzato in marzo dalla Commissione, che prevedeva un rafforzamento delle ispezioni nei porti comunitari, la verifica dell'attività delle società di classificazione e l'adozione di un programma per la rapida messa al bando delle navi cisterna a scafo singolo.

La Commissione Europea ha ribadito nuovamente la necessità che il Consiglio e il Parlamento dell'Unione Europea raggiungano al più presto un accordo sulle misure contenute nel primo pacchetto "Erika".




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