Proposta oggi dalla Commissione Europea una nuova serie di
misure ("Erika II") per incrementare la sicurezza della
navigazione
Prevedono la creazione di un sistema di controllo sulla navigazione
e di raccolta dei dati sul traffico marittimo, di un fondo per
gli indennizzi nei casi di inquinamento e l'istituzione di un'agenzia
europea per la sicurezza marittima
La Commissione Europea ha proposto oggi una nuova serie di misure
per incrementare la sicurezza della navigazione che prevedono
la creazione di un sistema di controllo sulla navigazione e di
raccolta dei dati sul traffico marittimo, di un fondo per gli
indennizzi nei casi di inquinamento e l'istituzione di un'agenzia
europea per la sicurezza marittima. Le disposizioni si aggiungono
alle misure contenute nella proposta legislativa avanzata dalla
Commissione nello scorso marzo a seguito dell'affondamento della
petroliera Erika (inforMARE
del 21 marzo).
«L'adozione di queste misure da parte della Comunità
- ha detto Loyola de Palacio, vice presidente della Commissione
UE e commissario europeo all'Energia e ai Trasporti - permetterà
di creare un'area europea di sicurezza marittima e di assicurare
un ottimo grado di protezione dell'ambiente marino e della linea
costiera europea».
In particolare il nuovo pacchetto di misure, denominato "Erika
II", prevede un più incisivo controllo del traffico
marittimo grazie ad un sistema di raccolta dei dati non più
limitato alle navi che fanno scalo nei porti dell'UE, ma esteso
anche a quelle che navigano in acque UE pur non scalando in alcun
porto comunitario. La proposta prevede infatti che queste ultime
navi siano comunque obbligate a disporre di un sistema identificativo
automatico e di una "scatola nera", analoga a quella
utilizzata negli aerei, che consenta un più facile accertamento
delle cause degli incidenti.
In considerazione del fatto che molti incidenti si sono verificati
in presenza di pessime condizioni meteomarine, la Commissione
ha inoltre proposto che in queste occasioni non sia permesso alle
navi di partire dai porti comunitari. Ogni nazione UE dovrà
poi obbligatoriamente rendere disponibili dei porti in cui le
navi in difficoltà possano trovare rifugio.
In merito al fondo di indennizzo in caso di inquinamenti da petrolio,
la Commissione ha ricordato che le attuali normative sull'indennizzo
a seguito degli inquinamenti causati da petroliere sono state
predisposte negli anni Settanta sotto la guida dell'International
Maritime Organization (IMO). La Commissione propone ora di istituire
un fondo europeo, denominato COPE Fund, che consenta di erogare
indennizzi aggiuntivi fino ad un ammontare di un miliardo di euro
nel caso il limite di 200 milioni di euro previsto dalle normative
vigenti sia superato. Il fondo dovrà essere finanziato
dalle società dell'Unione Europea che importano prodotti
petroliferi via mare.
La proposta della Commissione prevede anche che gli Stati membri
siano obbligati a imporre sanzioni pecuniarie in caso di comportamento
negligente da parte di qualsiasi soggetto impegnato nel trasporto
marittimo di prodotti petroliferi.
L'agenzia europea per la sicurezza marittima dovrà invece
avere il compito di sovrintendere all'azione in questo campo da
parte della Commissione e degli Stati membri e dovrà valutare
l'efficacia delle misure per la sicurezza della navigazione adottate.
L'agenzia avrà uno staff formato da non più di 50
persone.
Questo nuovo organismo dovrà inoltre raccogliere le informazioni
e gestire le banche dati sulla sicurezza marittima. Avrà
anche il compito di valutare e verificare l'attività delle
società di classificazione e l'organizzazione delle visite
ispettive in ogni Stato comunitario per accertare le modalità
di applicazione del Port State Control. Sarà anche in grado
di assistere gli ispettori nazionali, in particolare consentendo
loro di identificare con più sicurezza le navi a rischio
che necessitano di controlli più severi.
Con le nuove misure si intende potenziare l'efficacia del primo
pacchetto di proposte avanzato in marzo dalla Commissione, che
prevedeva un rafforzamento delle ispezioni nei porti comunitari,
la verifica dell'attività delle società di classificazione
e l'adozione di un programma per la rapida messa al bando delle
navi cisterna a scafo singolo.
La Commissione Europea ha ribadito nuovamente la necessità
che il Consiglio e il Parlamento dell'Unione Europea raggiungano
al più presto un accordo sulle misure contenute nel primo
pacchetto "Erika".
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