Oggi a Genova al convegno "Portualità e Ambiente"
si è parlato dello smaltimento dei rifiuti pericolosi
Organizzato dall'Autorità Portuale e dalla FEEE, vi
hanno partecipato i rappresentanti dei consorzi COBAT e COUU e
gli operatori dello scalo genovese
Si è svolto questa mattina nella sede dell'Autorità
Portuale di Genova il convegno "Portualità e Ambiente",
organizzato dall'ente portuale in collaborazione con la Foundation
for Enviromental Education in Europe (FEEE). All'incontro hanno
partecipato i rappresentanti del COBAT (Consorzio Obbligatorio
Batterie al piombo esauste e rifiuti piombosi), del COOU (Consorzio
Obbligatorio degli Oli Usati) e gli operatori del porto di Genova,
per valutare le modalità di raccolta di rifiuti pericolosi,
quali le batterie esauste e gli oli usati.
COBAT e COOU, enti istituiti dalla legge per trasformare il problema
del recupero di batterie al piombo esauste e di oli usati in un'opportunità
ambientale ed economica, hanno presentato la loro attività.
Nel '99 il COBAT ha recuperato 165.000 tonnellate di batterie
al piombo esauste con una percentuale prossima al 95% sul totale
di batterie d'avviamento immesse al consumo. Nel 2000, finora,
ne sono state recuperate 145.216, con un incremento pari al 6%.
In Liguria, in particolare, l'anno scorso, sono state raccolte
complessivamente 3.617 tonnellate di batterie al piombo esauste
e, nei primi 9 mesi del 2000, ne sono state già recuperate
3.252 con un incremento pari al 10% rispetto allo stesso periodo
del '99.
Il COOU nel '99 ha raccolto oltre 189mila tonnellate di olio lubrificante
usato - di cui 4.245 solo in Liguria - pari al 90% del totale
recuperabile. Nei primi nove mesi del 2000 sono state raccolte
complessivamente 137.145 tonnellate di oli usati, in Liguria oltre
3.122 tonnellate.
Il sistema di gestione ambientale del porto di Genova è
stato illustrato da Giuseppe Canepa, responsabile dell'ufficio
Ambiente dell'Autorità Portuale. Lo smaltimento dei rifiuti
pericolosi è attualmente gestito nel porto ligure sia dall'authority
portuale che dalle società terminaliste, ma si sta anche
valutando la possibilità di istituire nello scalo alcune
"isole ecologiche". Importante obiettivo del porto genovese
è intanto quello di dotarsi della certificazione ambientale
ISO 14000.
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