Vertice G8: il porto di Genova conta i danni del blocco del
traffico commerciale e passeggeri
Si sta predisponendo il dirottamento dei traffici, principalmente
verso il terminal di Voltri e i porti di Savona e La Spezia. Problematico
il riavvio dell'attività
La chiusura del porto di Genova in occasione dello svolgimento
nel capoluogo ligure del vertice G8 desta forti preoccupazioni
tra le imprese che operano nello scalo. Nei giorni 20, 21 e 22
del prossimo luglio l'attenzione del mondo convergerà su
Genova, con indubbie ricadute sull'immagine e sul prestigio della
città e del suo porto. Di questo sono consapevoli gli operatori
portuali, che si sono dichiarati disposti ad affrontare disagi
pur di garantire il regolare svolgimento del vertice. Ma la chiusura
di un porto - per quanto parziale - è un fatto inedito.
Lo scalo ligure è ormai privatizzato e le società
che vi lavorano debbono far quadrare i bilanci e garantire servizi
ai propri clienti. Di questo ha discusso oggi il segretario generale
dell'Autorità Portuale, Fabio Capocaccia, con il segretario
generale del ministero degli Esteri, Umberto Vattani. C'è
in ballo un progetto per rimborsare le imprese dell'attività
non svolta nei giorni del G8. Ma il problema - fa sapere la Farnesina
- sarà affrontato dal prossimo governo.
Oltre che essere un fatto inedito, il blocco del porto è
un evento addirittura eccezionale per il settore dei traghetti:
«anche negli anni della conflittualità il porto era
bloccato - ha ricordato Capocaccia - ma i traghetti andavano».
Ora invece la società Stazioni Marittime Spa, che gestisce
il terminal traghetti, perderà il traffico di due week-end
di punta dell'anno.
«Per quanto sia difficile operare con così poco preavviso»
- ha detto Capocaccia - si stanno individuando soluzioni operative
alternative, «innanzitutto attestando i traffici su altri
terminal, in primo luogo a Voltri, e sui porti di Savona e La
Spezia.
Ma i problemi si avvertiranno soprattutto dopo il vertice. «La
settimana successiva sarà difficile che il porto possa
tornare a lavorare a ritmo regolare» ha spiegato Capocaccia,
leggendo sconsolato l'ordinanza del prefetto che ufficializza
il blocco, giunta a Palazzo San Giorgio via fax questa mattina.
Il provvedimento prevede intanto «la sospensione di tutte
le attività nell'area delle riparazioni navali (calata
Boccardo - calata Gadda), fatte salve le esigenze per la sicurezza
degli impianti e per gli interventi di emergenza».
Nell'ambito del bacino portuale è stato inoltre stabilito:
- «il divieto di ingresso di ogni unità navale dall'imboccatura
di levante del porto, dalle ore 11.00 del 18 luglio 2001 alle
ore 24.00 del giorno 22 luglio 2001;
- il divieto di ormeggio e navigazione, dalle ore 7.00 del 16
luglio 2001 fino alle ore 24.00 del 22 luglio 2001 in tutto il
bacino acqueo antistante la fascia litoranea interdetta (bacino
Porto Vecchio - bacino delle Grazie) nonché nell'area delle
Riparazioni Navali, ad eccezione dei mezzi nautici
adibiti ai servizi portuali.
Il traffico navale da e per calata Sanità e il traffico
traghetti/passeggeri sarà sospeso dalle ore 11.00 del 18
luglio 2001 fino alle ore 24.00 del 22 luglio 2001;
- la sospensione dalle ore 11.00 del 18 luglio 2001 fino alle
ore 24.00 del 22 luglio 2001 delle attività portuali che
si svolgono nel bacino di Sampierdarena, che potrebbero avere
negativi riflessi sulla piena fruibilità della viabilità
interna portuale che rappresenta una risorsa logistica irrinunciabile
nella realizzazione di percorsi viari alternativi;
- l'interdizione alla navigazione in tutto lo specchio acqueo
che delimita le piste dell'aeroporto Cristoforo Colombo ed il
confine occidentale dello scalo aereo (verso Sestri Ponente).
Saranno valutate in via eccezionale dall'Autorità di Polizia
e dall'Autorità Marittima eventuali esigenze di navigazione».
L'ordinanza stabilisce inoltre la chiusura al traffico aereo civile,
commerciale e privato nell'aeroporto Cristoforo Colombo dalle
ore 7.00 del 19 luglio alle ore 20.00 del 22 luglio. Ulteriori
provvedimenti saranno poi resi noti in merito al traffico ferroviario
ed autostradale.
Il blocco è quindi ormai ufficiale. Resta aperta la via
dei risarcimenti per il fermo delle attività. E' stata
stimata in prima battuta una perdita per gli operatori portuali
di circa 10 miliardi di lire. La Farnesina ha replicato che dei
fondi stanziati per il vertice ha beneficiato anche il porto.
Sono stati circa tre i miliardi andati a favore della stazione
marittima e sei quelli per l'area delle riparazioni navali - ha
però puntualizzato Capocaccia - su investimenti effettuati
dal porto pari rispettivamente a 10 miliardi e 15 miliardi di
lire.
B.B.
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