Pessimistiche prospettive per il mercato assicurativo del ramo
Marine
Il Comitato delle Compagnie di Assicurazioni Marittime di Genova
prevede, dai sinistri verificatisi nei primi quattro mesi dell'anno,
che il 2001 rappresenterà l'anno con il peggiore andamento
statistico del ciclo quadriennale
Lo scorso 7 giugno l'assemblea generale del Comitato delle Compagnie
di Assicurazioni Marittime di Genova, che raggruppa 15 compagnie
di assicurazione, ha esaminato la situazione del mercato assicurativo
nel 2000, con particolare riferimento a quello dei trasporti.
La relazione del Comitato, che è presieduto da Giorgio
Mitolo, ha ricordato che, anche nel 2000, «il settore Corpi
ha continuato ad evidenziare un'accentuata concorrenza determinata
principalmente dall'abbondante capacità di sottoscrizione
che ha condizionato pesantemente l'attività operativa:
solo nella seconda metà dello scorso anno si è notato
un atteggiamento più prudente che, però, non ha
ancora innescato l'auspicabile ripresa dei livelli di premio».
Il Comitato ha rilevato come la situazione accentui «le perplessità
che ogni operatore deve avere nell'assunzione di tali rischi.
Anche i noleggiatori che, in caso di sinistro marittimo, vengono
coinvolti con le proprie responsabilità, hanno assunto
un atteggiamento molto più prudente nel noleggio di navi
monoscafo e/o di età superiore ai 18/20 anni».
«In questi ultimi mesi - ha osservato il Comitato - l'inversione
di tendenza nelle quotazioni ha cominciato a manifestarsi in maniera
concreta su tutti i mercati. La durata dei rischi è stata
riportata nel suo alveo naturale dei 12 mesi. I risultati negativi
conseguiti da parte dei riassicuratori professionali del mercato
trasporti ha comportato un irrigidimento nelle politiche di sottoscrizione
e ha indotto molti di essi a cessare la propria attività.
La diminuita capacità di assorbimento dei rischi è
maggiormente sensibile per la riassicurazione facoltativa che
si articola sulla massima selettività degli affari nuovi
e che mira al raggiungimento dell'equilibrio dei premi su un portafoglio
che, negli ultimi anni, si era, a parità di rischi, sensibilmente
ridotto. Purtroppo per le nostre società, la situazione
negativa si è evidenziata nei nostri bilanci, le difficoltà
oggi non sono tanto quelle di indurre la clientela a pagare premi
superiori, quanto quelle di trovare supporti riassicurativi che
diano garanzie di affidabilità».
«Nel settore Merci - prosegue la relazione - lo scorso anno
si è rilevato che, mentre da una parte il numero delle
compagnie sottoscrittrici si sta sempre più riducendo,
dall'altra quelle che rimangono continuano una concorrenza attivissima
con riduzione di tassi di premio, scoperti e franchigie. Il settore
Corpi ha già pagato lo scotto di un tale tipo di concorrenza
e non rimane che attendere che anche questo settore apra gli occhi
sulle realtà che solo i numeri e le statistiche evidenziano.
Da quanto sopra esposto vediamo che il mercato italiano per quanto
concerne il settore Corpi si è ormai ridotto a poche unità,
mentre il settore Merci, pur avendo contratto il numero delle
compagnie sottoscrittrici, dà ancora ampie possibilità
di piazzamento».
Il Comitato ha così sintetizzato la fotografia del mercato:
- «le compagnie per quanto concerne il settore Corpi si
sono ridotte notevolmente. Dopo i risultati dell'esercizio 2000
nessuna compagnie è più disposta a svendere anche
perché la mancata capacità di assorbimento dei rischi
non consente più spazi di manovra. La grossa preoccupazione
oggi è che, in caso di sinistro, il mercato riassicurativo
rispetti gli impegni assunti
- il contenzioso internazionale sta aumentando sensibilmente
ed induce a sempre maggiore attenzione e trasparenza
- oggi anche gli armatori si rendono conto che è più
opportuno pagare un premio giusto ma che dia loro le necessarie
garanzie in caso di sinistro
- le esposizioni delle compagnie sono enormi ed il mercato trasporti,
in particolare quello Corpi, deve trovare il giusto equilibrio.
Ciò però va fatto senza abbandonarsi ad atteggiamenti
estremi, ma è opportuno riequilibrare il mercato con gradualità
sia pure sostanziosa
- per quanto concerne il mercato dei brokers abbiamo assistito
e stiamo assistendo alle concentrazioni che però ormai
sono in mano al mercato americano così come in tutti gli
altri paesi europei. E' opportuno, però, che i brokers
tengano sempre presente il loro ruolo: essi rappresentano il cliente
e, in tale veste, è giusto che essi cerchino sempre di
ottenere le migliori condizioni con la minima spesa, ma debbono
sempre avere in mente che le trattative vanno sempre riequilibrate
sulla base della domanda e dell'offerta. Oggi, anche perché
indotte dal mercato riassicurativo, le compagnie hanno imparato
e stanno imparando a dire "no, grazie"
- il continuo aumento dell'importo delle spese di gestione,
dei costi di riparazione e del numero dei sinistri deve indurre
tutti a trovare il giusto equilibrio tecnico
- un appunto va fatto anche ai registri di Classificazione.
Il caso ERIKA ha indubbiamente gettato un'ombra di sfiducia su
tutto il settore degli enti di classifica. L'accesa concorrenza
fra di loro ha portato a una sensibile riduzione dei servizi.
Oggi stiamo assistendo a concentrazioni che ci auguriamo possano
portare a quel miglioramento dei servizi da tutti auspicato
- ed ora un breve cenno sugli equipaggi. Le navi moderne sono
altamente sofisticate ed un numero rilevante di sinistri è
attribuibile a negligenza dell'equipaggio. E' giunto il tempo
che gli armatori si interessino della cultura e professionalità
delle persone cui affidano interessi e valori di così estesa
rilevanza. Gli equipaggi nazionali sono certamente fra i più
qualificati, ma l'assunzione di equipaggi stranieri, atti a ridurre
i costi, si traduce poi in un grave e rilevante danno sia per
le cose che, ed è ben più grave, per le persone»
Concludendo la relazione Mitolo ha riassunto quanto è stato
dichiarato al meeting del Marine Insurance Conference, che si
è tenuto per il quinto anno a Londra: «si è
evidenziato - ha detto - che, con una loss ratio che oscilla
fra il 160 e il 170%, è necessario un aumento premi del
100%, considerando i costi di gestione sempre più rilevanti».
Le prospettive offerte dal mercato sono preoccupanti: «le
previsioni del 2001 sono molto pessimistiche - ha confermato Mitolo
- in quanto si prevede, dai sinistri verificatisi nei primi quattro
mesi dell'anno, che esso rappresenterà l'anno con il peggiore
andamento statistico del ciclo quadriennale».
L'assemblea ha infine nominato Alberto Cavallo e Pier Alcide Bertani
vice presidenti per il 2001.
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